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RUSSIA OUT

05 Marzo 2022

Dopo gli ultimi eventi ci si aspettava una reazione da parte del mondo del calcio, ma non solo, dallo sport in generale.

E così sono arrivati gli out: niente competizioni europee per le squadre russe, niente partecipazione della Russia ai campionati del mondo, annullata quindi la gara di qualificazione contro la Polonia che passa al turno successivo. 

A seguire questa linea dura contro la Russia non solo il calcio, ma anche altri sport hanno annullato gli eventi programmati per essere sovolti in Russia o che coinvolgano compagini sovietiche.

Linea dura ma necessaria per tutelare in primis le persone: è impensabile in questo momento portare atleti, staff, e tutto l'entourage che seguono i team, in Russia per prendere parte a delle competizioni a cui tralalro non si sarebbe potuto ovviamente far partecipare il pubblico. 

E' sceso in campo anche l'organo sportivo più importante, il Cio, che con una nota invita le varie federazioni sportive a non invitare atleti russi e bielorussi ad eventi internazionali.

Calcio: niente UEL per lo Spartak Mosca, niente mondiali per la Russia, finale di UCL spostata da San Pietroburgo a Parigi

Pallavolo: spostata la sede dei prossimi mondiali di pallavolo in programma ad agosto, niente più Russia quindi, oltre ad aver sospeso da qualsiasi competizione internazionale i team russi e bielorussi. La FIVB ha addirittura sollevato dall'incarico i rappresentanti delle due nazioni.

Basket e Rugby: sospese le squadre russe e bielorusse

Tennis, ginnastica artistica, scacchi, sci: hanno annullato tutti i tornei e le gare in Russia

F1: annullato il GP di Sochi, che sarebbe stato l'ultimo in quanto poi la tappa russa si sarebbe spostata a San Pietroburgo.

Nuoto: annullati i mondiali junior che dovevano svolgersi a Kazan

Pattinaggio su ghiaccio: vietata la partecipazione ad atleti russi e bielorussi.

La domanda da porsi ora è una sola: è corretto far pesare sulle spalle degli atleti il peso di scelte non loro? E' giusto far "pagare" a loro lo scotto delle scelte fatte dai capi della loro nazione? E' giusto che questi atleti, siano più o meno giovani, debbano mettere nel cassetto la propria passione, la gara per cui magari si stanno preparando da mesi, la propria fatica, i propri sogni?

 

 

 

 

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