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SERIE A 1991: Incredibile la vittoria della Sampdoria

21 Marzo 2021

Il primo e unico Scudetto della storia della Sampdoria arrivò il 19 maggio del 1991, con un turno di anticipo sulla fine del torneo. La partita decisiva fu Sampdoria-Lecce, vinta con facilità per 3-0 dalla squadra allenata da Vujadin Boskov,gol di Cerezo, Mannini e Vialli.

La Sampdoria, partì molto forte, ottenendo nove risultati utili consecutivi, tra cui una vittoria a San Siro contro il Milan di Sacchi (0-1, gol di Cerezo) e una al San Paolo contro il Napoli campione in carica (1-4, doppiette di Vialli e Mancini). Curiosamente, la prima sconfitta arrivò alla decima giornata, il 25 novembre 1990, nel derby contro il Genoa (1-2 per la squadra allenata da Osvaldo Bagnoli, gol di Vialli, Eranio e Branco).

La forza della Sampdoria, in quella stagione, fu soprattutto nel dominio degli scontri diretti: tra il girone di andata e di ritorno, sconfisse per due volte l’Inter, il Milan e il Napoli (due volte con il risultato di 4-1). I blucerchiati finirono il campionato con 51 punti (la vittoria ne valeva, all’epoca, 2), cinque in più di Milan e Inter, arrivati rispettivamente secondo e terzo a 46. Il Genoa, unica squadra che la Samp non riuscì mai a battere, arrivò quarto, qualificandosi in Coppa Uefa, mentre Napoli e Juventus si accontentarono di un deludente posto fuori dall’Europa. La Roma giunse soltanto nona, ma riuscì a vincere la Coppa Italia battendo in finale proprio la Sampdoria.

La Sampdoria della stagione 1990/91 aveva due attaccanti completi e complementari: Roberto Mancini, che disputò quell’anno uno dei suoi campionati più prolifici, e Gianluca Vialli, che non toccò mai più in carriera la quota di 19 gol. Alcuni anni prima era arrivato dalla Roma Toninho Cerezo, che giocò a Genova più di 100 partite, mentre in porta c’era Gianluca Pagliuca, un portiere 25enne che all’epoca non aveva mai giocato una partita in Nazionale,eroe incontrastato della partita contro l'Inter, che parò un rigore all’infallibile Matthäus. Per la cronaca la Samp vinse 2 a 0.

Boskov venne da più parti accusato di difensivismo e di obsoloscenza calcistica. Per nulla preoccupato, il volpone dei balcani rispondeva ai suoi detrattori: «Sarei pazzo se giocassi a zona, avendo in Vierchowod e Mannini i campioni del mondo della marcatura individuale»

Ricordiamo anche la lettera del Papa ai Campioni d'Italia:

Carissimi giocatori, dirigenti e tecnici della “Sampdoria”,

1. Vi saluto cordialmente e vi ringrazio per questo incontro familiare; vi esprimo apprezzamento, simpatia e congratulazioni per il successo che avete saputo riportare con la conquista dello “scudetto” che vi qualifica Campioni d’Italia.

Vi auguro altri successi ancora nello sport, mentre vi esorto ad essere sempre ricchi di quelle energie e di quell’entusiasmo che fanno della vita una nobile gara di bontà, di rettitudine, di coerenza e di solidarietà umana e spirituale. Vi auguro, altresì, di essere anche “campioni” nelle competizioni della vita, le quali esigono il coraggio della virtù e la forza delle convinzioni.

2. L’impegno nello sport, che vi ha spinto alla giusta ambizione della vittoria, faticosamente e meritoriamente raggiunta, sia da voi inteso pure come un mezzo di autentica promozione umana, una scuola di allenamento alla fortezza cristiana, una base per costruire una vera personalità equilibrata e completa, che sa apprezzare i valori dello spirito ed amare i fratelli nelle loro molteplici necessità.

San Paolo, che conosceva il fervore delle competizioni sportive, così scriveva ai cristiani di Corinto: “Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità” (1 Cor 16, 13-14).

Vi lascio anch’io queste parole come ricordo e come consegna: pur nell’attivismo dei vostri allenamenti e dei vostri incontri, approfondite la vostra fede cristiana, acquistate convinzioni e certezze personali. L’applicazione alle fatiche e alle rinunzie dello sport vi farà certamente apprezzare i valori dell’atletica spirituale e morale, che assicura la vostra completa maturazione e, quindi, anche la vostra apertura all’Assoluto di Dio.

3. Così lo sport che professate potrà diventare un ideale di perfezione, uno stimolo al bene per tutti coloro che vi seguono e vi applaudono.

Con questi voti, di cuore vi imparto la mia benedizione che estendo volentieri ai vostri familiari, ai vostri amici ed estimatori.

 

C.S.

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