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EURO 2004: Incredibile la vittoria della Grecia

07 Marzo 2021

Dovevano essere gli europei del Portogallo, bello e vincente. Invece la Grecia, sempre sul punto di essere eliminata, arriva in finale e beffa i lusitani.

 

Gruppo A: Allo stadio do Dragão di Porto la Grecia sconfigge i padroni di casa per 2-1 e manda i lusitani subito a rischio eliminazione, mentre la Spagna vince 1-0 sulla Russia. Nella seconda giornata i portoghesi si riscattano con un 2-0 alla Russia, eliminandola; contemporaneamente la Grecia blocca sul pari la Spagna. Tutto il girone si decide quindi all’ultima giornata: i portoghesi devono vincere per avere la certezza della qualificazione, agli spagnoli e ai greci basta un pari. I lusitani fanno loro il derby iberico 1-0 con rete di Nuno Gomes, e ciò rende gli spagnoli attenti al risultato di Grecia-Russia: i russi vanno in doppio vantaggio, ma gli ellenici segnano il gol del 2-1 che consente loro, pur avendo perso, di pareggiare la differenza reti con la Spagna ed eliminarla.

 

QUARTI DI FINALE

La Grecia elimina a sorpresa la Francia campione d’Europa in carica e vola in semifinale. Il successo degli ellenici è meritato al termine di 90′ perfetti, dominati tatticamente in ogni zona del campo. Lenta e inconcludente la Francia che paga carissimo la giornata di scarsa vena dei suoi uomini migliori (Pires, Zidane, Henry e Trezeguet) e la sua incapacità a trovare delle contromosse per cercare di eludere l’asfissiante pressing degli uomini di Rehhagel. Charisteas realizza la rete della vittoria al 65′ con uno splendido colpo di testa.

 

SEMIFINALI

La Repubblica Ceca arriva con le vele spiegate, preceduta da quattro vittorie. La squadra del bravo Rehhagel che ha già messo k.o. il Portogallo (finalista) nella gara inaugurale, ha mandato a casa la Francia, campione uscente, nei quarti. La partita prende subito la piega prevista, ma con qualche variazione: alla fuliminea partenza dei ceki (traversa di Rosicki al 3′ con un bolide da fuori area e forte tiro di Jankulovski respinto da Nikolpolidis al 6′) segue una lunga battaglia a centrocampo con alterne vicende. I greci tentano di agire in contropiede ma si fermano sempre ai limiti dell’area.

Karagounis e Katsouranis (che è addetto alla marcatura di Nedved) tentano di movimentare il gioco. Rehhagel ha approntato una serie di marcature rigide: davanti a Dellas, Kapsis si occupa del gigantesco Koller (che con un colpo di testa al 19′ ha mandato la palla fra il portiere greco e la parte bassa della traversa), mentre lo scattante Baros è affidato a Seitaridis. Primo tempo movimentato, con i ceki più presenti sul fronte offensivo, ma con i greci sempre battaglieri, anche se poco incisivi.

All’inizio della ripresa il copione non cambia. I ceki sembrano perà risentire dell’uscita di Nedved avvenuta al 40′ del primo tempo per una botta al ginocchio. Dellas trattiere in area Koller al 9′ ma Collina non batte ciglio. Smicer si dà molto da fare, ma senza tirare, e Rosicki spara alto al 15′. Insomma Zeus protegge gli ellenici, ma non li manda in gol, nonostante si spingano in avanti: Cech deve intervenire un paio di volte uscendo dalla porta e parando su una girata di testa di Vryzas al 22′.

Un sinistro di Poborski al 24’dà solo l’impressione del gol: fuori. Dopo un triangolo con Rosicki, Koller tira fuori da favorevolissima occasione al 35′. Si va ai supplementari. Dopo le occasioni mancate da Charisteas, Koller e Dellas, il difensore della Roma centra il bersaglio di testa su calcio d’angolo segnando il gol decisivo e regalando alla Grecia un inatteso quanto meritato successo. La Repubblica Ceca è ancora una volta vittima di un gol nei supplementari come nel 1996 a Londra contro la Germania.

 

FINALE

A Lisbona Scolari incrocia Rehagel. I favoritissimi lusitani contro i sorprendenti greci. Come previsto a partire in avanti è il Portogallo, ma la Grecia mostra subito il suo lato migliore: difesa attenta, marcature mirate e ottima capacità di interdizione. Rispetto alla partita con la Repubblica Ceca il controllo degli uomini di Rehhagel è rigoroso su Pauleta (preso in consegna da Kapsis), Figo e Cristiano Ronaldo (bloccati da Seitaridis e Fyssas a seconda della fascia in cui si incanalano, un po’ meno sugli altri portoghesi. Ne risulta una partita un po’ più aperta, anche se le occasioni tardano ad arrivare. Al 13′ è Miguel a tentare la prima conclusione da destra, ma Nikopolidis si allunga e devia in angolo.

La pressione si manifesta col possesso di palla e con il baricentro del gioco che nella prima mezz’ora è spostato nella metà campo greca. Mancano le finalizzazioni (Maniche al 24′ ci prova da fuori) e con il passare dei minuti cresce la Grecia. L’ultimo quarto d’ora del primo tempo è di marca ellenica anche se pure su questo fronte a mancare è la penetrazione negli ultimi 16 metri. Si va al riposo sullo 0-0 e con una brutta notizia per Felipe Scolari, costretto a sostituire Miguel, infortunato, con Paulo Ferriera.

Inizia la ripresa e il Portogallo ricomincia a imprimere il suo ritmo alla partita e in parte di ci riesce. La Grecia soffre l’aumento di velocità, comincia a commettere errori a centrocampo e a perdere palloni anche in difesa. Ma a mancare è sempre la precisione in avanti. Quella che non manca alla Grecia, che alla prima occasione buona, un calcio d’angolo di Basinas al 12′, passa in vantaggio grazie a un gran colpo di testa di Charisteas che sovrasta Jorge Andrade. Scolari toglie Costinha e manda in campo al suo posto Rui Costa, Il milanista si fa subito notare per una bella discesa sulla destra, ma il suo pallone vaga in mezzo all’area. Però la spinta portoghese cresce.

Greci in affanno, ma pericolosi al 20′ quando Zagorakis scucchiaia un pallone in mezzo all’area per Giannakopulos che però si fa anticipare. E’ un episodio, il Portogallo preme, soprattutto sulla destra dove spesso riesce a sfondare. Al 29′ nuova mossa di Scolari che toglie l’infruttuoso Pauleta e inserisce Nuno Gomes. Al 30′ Cristiano Ronaldo spreca un’occasione clamorosa: pescato con un pallonetto sul filo del fuorigioco entra in area solo di fronte a Nikopolidis, ma il suo tiro è fuori misura.

Un minuto più tardi Rehhagel inserisce Venetidis per Giannakopulos e comincia a costruire un fortino difensivo per l’ultimo quarto d’ora di gioco. Al 36′ nella mischia anche Papadopulos, per Vryzas, ma il Portogallo va vicino al pareggio con Ricardo Carvalho che con una botta da sinistra impegna Nikopolidis. E’ l’ultimo lampo assieme a una girata di Figo al 90′ che termina a fil di palo (se si eccettua l’invasione di campo di un tifoso del Barcellona terminata dentro la rete difesa da Nikopolidis che ha fatto terminare l’incontro con 5′ di recupero). Poi il fischio finale. La favola greca è giunta al suo compimento, mentre il sogno portoghese si è trasformato in un incubo che difficilmente potrà essere dimenticato.

 

C.S.

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