Sei un dilettante o un professionista del mondo del calcio?

Registrati gratuitamente nel nuovo social network dedicato ai protagonisti del calcio e connettiti con compagni, allenatori, dirigenti, tecnici e preparatori atletici, contattali e scopri nuovi talenti grazie alla funzione di Scouting, segui i loro aggiornamenti e quelli delle tue società preferite.

Amministra gratuitamente le informazioni e news della tua società, rilascia comunicati e condividi foto e video.

Iscriviti ora

Neuroni specchio: dallo sport alla riabilitazione fisioterapica

31 Gennaio 2021

neuroni specchio sono delle cellule neuronali particolari che attivano la loro funzione sia quando compiamo un’azione sia quando la osserviamo compiuta da altri.

Si chiamano cosi perché sono capaci di riflettere le azioni eseguite da un altro soggetto.

La scoperta

I neuroni specchio furono scoperti negli anni novanta, da un gruppo di ricerca guidato da Giacomo Rizzolatti.

La scoperta è avvenuta in modo casuale: mentre studiavano il controllo del movimento di una mano di un macaco e attraverso degli elettrodi notarono una cosa molto particolare.

Questo esperimento consisteva nel registrare l’attività dei neuroni durante l’esecuzione di alcuni gesti della mano del macaco; il destino volle che un ricercatore allungava la mano per prendere una banana dal cesto, i macchinari rilevarono un’attività neuronale nella scimmia che osservava rimanendo ferma.

Cosi si arrivò a capire la funzione mediatrice dei neuroni specchio per la nostra comprensione del comportamento degli altri.

 

Le funzioni nell’uomo

Localizzare i neuroni specchio nel cervello umano è stato possibile solo grazie alla risonanza magnetica.

Sono state inviduate  ampie reti in diverse zone del cervello come:

  • la corteccia premotoria

  • il giro frontale inferiore

  • il giro precentrale

  • la parte anteroinferiore del lobo parietale

  • la parte posteriore dell’area 44 di Brodmann all’interno dell’area di Broca

Sono molte le funzioni da attribuire a queste cellule che  hanno la possibilità di influenzare molto la vita di ognuno di noi; parliamo nello specifico di:

  • Empatia (percepire la realtà allo stesso modo di un’altra persona, calandosi nei suoi panni)

  • Imitazione (modulata dalla corteccia prefrontale)

  • Capacità di apprendimento di nuove abilità

  • Apprendimento del linguaggio

  • Inferenza (ragionamento attraverso cui di dimostra una verità a partire da un’altra)

  • Comprensione delle intenzioni

  • Comprensione delle azioni

  • Comprensione delle emozioni (simulando l’azione di una persona e capendone le emozioni)

Una cosa importante da notare come anche quando percepiamo il solo rumore di un bicchiere di plastica che viene schiacciato, attiviamo inevitabilmente nel nostro cervello lo schema motorio necessario per schiacciare noi stessi il bicchiere; sembrerebbe quasi che l’unico espediente che abbiamo per riconoscere davvero la provenienza del suono sia quello di simulare all’interno della nostra mente l’azione che starebbe producendo il suono stesso.

Un’altra cosa importante ed interessante è l’ipotesi che il nostro linguaggio si sia sviluppato grazie al substrato neurologico mirror a dalla comunicazione gestuale.

Implicazioni dovute ai neuroni specchio

Grazie a queste scoperte specifiche dei neuroni specchio capiamo siamo una razza portata a stare sempre con chi è più simile a noi.

D’altro lato, però,  nasciamo con una predisposizione a non accettare e a fare resistenza a chi ci appare diverso da quello che siamo o pensiamo.

Per fortuna madre natura (che non fa mai nulla per caso) ci ha forniti di una forma di allenamento dei neuroni specchio che col passare del tempo imparano, apprendono e una volta attivati ci permettono di capire tutti, anche chi risulta diverso.

Solo l’abitudine a usare nuovi processi neuronali permette alle nostre cellule di apprendere e reagire in modo diverso.

Neuroni specchio e autismo

Le persone che soffrono di autismo hanno difficoltà nell’apprendimento sociale, dove cioè sono tipicamente coinvolti i neuroni specchio.

Se il loro coinvolgimento con l’autismo è per una buona parte degli studiosi assodato, bisogna fare ancora molta chiarezza sui meccanismi che possono portare a questa patologia.

infatti si è visto che le persone affette da autismo hanno una ridotta attività specchio nella corteccia premotoria (sono incapaci di valutare le intenzioni degli altri), nell’insula e nella corteccia cingolata (causa di sintomi come i problemi di linguaggio).

Gli studi si stanno concentrando su queste correlazioni e nel trovare dei piani educativi e di trattamento partendo dal sistema specchio.

Sembra che sià possibile fare dei trattamenti mirati a ristabilire l’attività del sistema mirror, cosi facendo in un futuro prossimo alleviare alcuni sintomi dell’autismo come la mancanza di empatia e l’isolamento.

Ssperiamo che chi fa ricerca riesca a scoprire qualcosa sugli aspetti di questa malattia che purtroppo è diventata insieme alla demenza senile una delle problematiche degli ultimi anni.

Teniamo presente che, parlando della capacità di apprendimento e di comprensione delle azione, i neuroni specchio non sono l’unica via, ce ne sono anche altre e importanti da sviluppare, ma probabilmente non semplici e dirette.

Utilizzo a livello sportivo

in ambito sportivo i neuroni specchio sono di grande aiuto quando parliamo di imparare e apprendere un gesto tecnico specifico.

Sono fondamentali infatti quando parliamo di osservare e ripetere un atto motorio.

La parola che racchiude tutto è “imitazione”: il sistema specchio permette di recepire un’azione vista in termini motori permettendone una replica.

In termini pratici, prendiamo un giocatore di calcio: risulterà fondamentale guardare video su giocatori più forti e preparati tecnicamente per poter apprendere e poi imitare i gesti atletici; e con l’aumentare dei periodi di allenamento (la visione e l’imitazione) aumentano anche le funzionalità dei neuroni specchio.

Un altro opzione possibile è quello di mettere all’interno delle sedute di allenamento esercizi specifici collegati alla partita (molto valido negli sport di squadra in quanto le variabili sono maggiori): cosi facendo si va a lavorare sull’esperienza dello sportivo migliorando di fatto il grado con cui sarà in grado di prevedere un’azione.

In molti programmi di allenamento di alto livello vengono consapevolmente alternati l’attività motoria con l’osservazione delle azioni e degli schemi motori con sedute programmate

 

Rapporti con la riabilitazione

Partiamo dal fatto che l’azione dei neuroni specchio si ha quando l’azione che stiamo effettuando oppure osserviamo fa parte del nostro sapere motorio, è possibile immaginare questa scoperta a livello riabilitativo e fisioterapico.

Gli specialisti dell’University College di Londra sono arrivati a capire che il sistema nervoso reagisce se chi osserva un movimento è in grado di compierlo. l’importanza di questa scoperta e’ la possibilità di continuare l’allenamento anche quando si è costretti ad uno stop per un infortunio.

E’ molto utile osservare video di atleti e/o, ricordare le proprie azioni sportive; secondo alcuni fisiologi questo genere di attività va a stimolare il sistema nervoso, la zona neuromuscolare ed il muscolo coinvolto nel gesto.

La ripetizione di seguenze di allenamento stimola direttamente la neuroplasticità e consente,sopratutto in quelle persone che sono costrette a stare a riposo per molto tempo e di riprendere quando possibile la riabilitazione fisica accorciando i tempi di recupero

I neuroni specchio sono oggetto di studi e aggiornamenti non solo in ambito ortopedico, ma ovviamente anche in ambito di riabilitazione..

Parlando sempre di fisioterapia in casi di persone con problemi ischemici possiamo constatare che la ricerca ha dimostrato un miglior recupero funzionale in quei soggetti che oltre a lavorare sui movimenti funzionali andavano ad alternare il lavoro alla visione di filmati con azioni funzionali.

Conclusioni e considerazioni personali

I neuroni specchio sono una scoperta di ricercatori italiani, e di questa scoperta dobbiamo esserne fieri, quest’argomento va approfondito bene. Lo Staff sanitario del Napoli sta usando questa scoperta nella riabilitazione dell’attaccante Milik con ottimi risultati.

 

Fabrizio Giuliano Forletta 
Massofisioterapista massoterapista massaggiatore sportivo 
Istruttore Giovani calciatori

 

Cerca nel blog

Ti potrebbe interessare:

Promuovi la tua attività su CalcioScout

Dal blog di CalcioScout