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Tony Pulis, l'uomo delle salvezze impossibili

22 Settembre 2020

Nel campionato italiano quando una squadra si trova in zona retrocessione ad un passo dalla Serie B, il presidente della squadra di turno come mossa della disperazione esonera l’allenatore e si affida al famoso “traghettatore” l’allenatore esperto e navigato che nel suo palmares non ha scudetti o coppe ma salvezze quasi impossibili. Anche Ferrero presidente della Sampdoria, quando i blucerchiati erano ad un passo dalla retrocessione ha esonerato Di Francesco, per Claudio Ranieri, che nel suo palmares oltre al titolo della Premier League con il Leicester e altre coppe ha anche una salvezza miracolosa alla guida del Parma nel 2007.

I traghettatori, “gli uomini delle salvezze impossibili” più famosi in Italia sono Nedo Sonetti, Bortolo Mutti, Walter Novellino, Edy Reja, Giuseppe Papadopulo e Davide Ballardini. Arrivano, mettono le cose in ordine, quasi sempre portano al termine la missione e poi vanno via.

In Inghilterra, “il traghettatore”, l’uomo delle salvezze impossibili, ha un unico nome: Tony Pulis. Un presidente di un club inglese che si trova nelle parti basse della classifica di Premier League ha una sola cosa da fare, alzare la cornetta del telefono e chiamare un gallese dalla faccia scalfita e un berretto sempre in testa, che tra i suoi pregi ha uno particolare non è mai retrocesso in carriera. Chi telefona a Richard Anthony Pulis, sa che al 99 per cento il suo club si salverà, di lui ha detto Josè Mourinho: «Se possedessi un club, Tony Pulis sarebbe il primo manager che contatterei. È perfetto, è una garanzia per raggiungere l’obiettivo che il club vuole. Tony Pulis è matematica e il suo record è incredibile». Tony Pulis è nato a Newport, in Galles nel 1958. Il padre lavorava nell’acciaieria, lui ha incoraggiato tutti i figli (erano 8 in tre letti) a praticare sport. Da bambino Pulis amava solo il calcio ha raccontato che puntava la sveglia presto il giorno della finale di FA Cup, passava le giornate a giocare a calcio per le strade, preferiva ascoltarlo alla radio piuttosto che vederlo in tv, perché rendeva più belli i commenti dei telecronisti nella sua immaginazione. Pulis ha una carriera da allenatore lunga e faticosa alle spalle, all’età di 37 anni allenava la squadra di Gillingham, era già la sua seconda esperienza da allenatore, non avevano un campo di allenamento erano costretti a ripiegare sul parco più vicino. Con un trattore venivano trasportate le porte sul terreno, mentre i giocatori correvano e sfruttavano i pendii per allenarsi.

Seppur giovane, come detto non era alla sua prima esperienza., Pulis prese il tesserino della Federazione inglese a 19 anni, quando giocava nei Bristol Rovers, durante uno stop per infortunio di otto mesi. Due anni dopo prende anche il patentino UEFA.

Da calciatore era un difensore roccioso duro e con una grande etica del lavoro, in pieno stile britannico. Per studiare da allenatore è andato in Francia, e da giocatore, a 24 anni, decise addirittura di accettare l’offerta dell’Happy Valley, una squadra di Hong Kong. Esperienza formativa e dal buon ritorno economico, visto che era in procinto di sposarsi e quella stagione in Oriente gli permise di acquistare la sua prima casa.

 

Il passaggio dal campo alla panchina è avvenuto al Bournemouth dove giocava per poi affiancare in panchina Harry Redknapp, al quale è tutt’ora è un suo grande amico. Da Redknapp ha imparato il pragmatismo: «I giocatori sono prodotti, e se avrai buoni prodotti allora avrai successo», e l’etica del duro lavoro sul campo, l’importanza di far faticare le loro squadre durante gli allenamenti.

 

Quando Redknapp è andato al West Ham, Pulis è diventato primo allenatore, per le due stagioni successive. Va poi allo Stoke City che milita nella serie B inglese, ottiene la promozione in Premier League nella stagione 2007-2008, grazie al 2º posto ottenuto nel Championship. Nell'annata 2010-2011 porta la squadra fino alla finale di FA Cup, che perde 1 a 0 contro il Manchester City degli scheicchi allenati da Roberto Mancini, e consegue la qualificazione in Europa League. L'avventura europea termina ai sedicesimi di finale, eliminati dal Valencia. Al termine della stagione 2012-2013, dopo aver portato la squadra ad una salvezza tranquilla, abbandona la panchina dello Stoke City. Il 23 novembre 2013 a stagione iniziata il suo telefono ritorna a squillare, è il prescelto per tentare una salvezza miracolosa , cosi sostituisce Ian Holloway alla guida del Crystal Palace, che in quel momento si trova all'ultimo posto in classifica con pochissime possibilità di salvezza. Pulis riesce nel miracolo di salvare la squadra con diverse giornate di anticipo; per questo motivo, al termine della stagione viene eletto Allenatore dell'anno della Premier League. Il 15 agosto 2014, a causa di alcune divergenze con la società, si dimette, lasciando la panchina del Crystal Palace.

Il 31 dicembre 2014 ultimo giorno dell’anno , ancora una volta un presidente di un club inglese in difficoltà si affida a lui, è quello del West Bromwich Albion. Pulis accetta subentrando all'esonerato Alan Irvine, con la squadra in piena zona retrocessione. Ottiene 24 punti in 16 partite, e il suo WBA riesce a raggiungere la salvezza con tre giornate di anticipo.

Con il pareggio per 1-1 tra il West Bromwich e lo Stoke, sua ex-squadra, del 24 settembre 2016 raggiunge le sue mille partite da allenatore.

Rinnova il proprio contratto con il club ma a causa di un inizio di stagione difficile, il 20 novembre 2017 viene esonerato dalla dirigenza della società, con il parere contrario del capitano della squadra Jonny Evans e dei calciatori più rappresentativi.

Il 26 dicembre dello stesso anno, in seguito all'esonero di Garry Monk, viene nominato nuovo allenatore del Middlesbrough, scende ancora in Championship con l’obbiettivo della promozione. Ma non riesce a promuovere la squadra in Premier, venendo eliminato ai play-off il primo anno e arrivando settimo, a -1 dal sesto posto, e quindi fuori dai play-off. Il secondo anno, Al termine della seconda stagione, con il contratto in scadenza decidono di non rinnovare cosi lascia Middlesbrough, questo per ora è stato il suo ultimo impiego.

Dal punto di vista tattico Pulis ha sempre utilizzato il 4-4-1-1 con un trequartista classico alle spalle di un centravanti classico, o in alternativa un 4-4-2 con due punte di peso. Il suo calcio è quello tipico inglese: intensità, aggressività, compattezza e spinta sulle fasce. L’ossatura delle squadre è composta da due ali brevilinee rapide, costruttore di gioco con grande spirito di sacrificio e centravanti molto fisici.

Un'altra caratteristica particolare delle squadre di Pulis è che hanno sempre avuto una statura media piuttosto alta.

 Proprio grazie a questa caratteristica, negli schemi di Pulis ha trovato posto un giocatore unico e di assoluto culto idolo per i tifosi: Rory Delap. L’irlandese centrocampista con poche qualità tecniche, aveva una dote che lo ha reso unico nel panorama europeo: la rimessa laterale. A scoprire questa qualità era stato Martin O’Neill, che aveva osservato Delap (ex campione di giavellotto al liceo) come riusciva a lanciare il pallone anche a 40 metri di distanza con una velocità impressionante di 60 km/h. Pulis cercò subito di sfruttare a suo vantaggio questo “dono” di Delap soprannominato “fionda umana”, dall’allora manager dell’Everton, David Moyes.

 

Nella stagione 2008 Dalap colleziona 7 assist nelle prime 13 reti della stagione. Era molto difficile difendere la sua rimessa laterale perché la palla non viaggiava a parabola in aria, ma era piatta, diretta come un calcio d’angolo o una punizione verso il centro. Molti tecnici hanno ammirato l’inventiva di Pulis, come Moyes e Scolari, tranne uno che fu molto critico Arsène Wenger. per il tecnico francese il suo era un vantaggio sleale, in realtà la questione bruciava particolarmente a Wenger, perché lo Stoke nel novembre del 2008 sconfisse l’Arsenal con due reti, entrambe causate proprio dalla rimessa di Delap. O forse, più semplicemente, perché il francese ha sempre sopportato poco il tecnico gallese. Tra i suoi estimatori come detto c’è Josè Mourinho, tra il portoghese e Pulis ce una grande stima e amicizia ogni volta che si incontrano danno spettacolo, con abbracci sinceri e un comportamento che non si vede spesso nel calcio, Si sono reciprocamente riempiti di lodi, sia come uomini che come allenatori. Al inizio della stagione 2020/21 Pulis non siederà su nessuna panchina, ma sicuramente da ottobre in poi un presidente di una squadra che si trova nelle zone basse della classifica di Premier League, penserà che l’unico modo per salvarsi sarà quello di chiamare un signore gallese con il capellino sempre in testa, Toni Pulis, l’uomo delle salvezze impossibili.

Raffaele Frolli

Twitter; @frolli17

Canale Youtube: Raffaele Frolli (Analisi Tattiche).


 


 


 


 

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