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Sono passati 11 anni

05 Settembre 2020

Sono passati 11 anni da quando , il 10 novembre del 2009 , la Germania calcistica venne sconvolta dalla notizia del suicidio del portiere della nazionale Robert Enke.

A rileggere la sua vicenda sembra un storia sfortunata piena di occasioni mancate, di tragedie ( la morte della figlia ) di successi non raggiunti , ma si potrebbe comunque leggerla sotto l'altra luce quella positiva di un portiere giovane che emerge in Bundesliga , che gioca nel Benfica , che va al Barcellona , poi in Turchia e poi torna in patria da protagonista conquistandosi la nazionale per i Mondiali.

Ma sicuramente Enke è stato sopraffatto dal bicchiere mezzo vuoto , quello dal gusto amaro che lo ha portato alla depressione.

 

Robert Enke è del 1977 comincia a giocare nelle giovanili della squadra della sua città natale, il Carl Zeiss Jena fino ad arrivare ad esordire in prima squadra a soli 18 anni.

Da li il salto ad una delle nobili decadute del calcio tedesco il Borussia Mönchengladbach squadra con la quale esordisce in Bundesliga nel 1998.

La squadra l'anno successivo retrocede e lui vola in Portogallo al Benfica dell'allenatore Jupp Heynckes, una squadra da sempre al vertice con Porto e Sporting Lisbona del campionato portoghese.

Sfortuna volle che nonostante le prestazioni del portiere la squadra si classificò al sesto posto peggiore risultato della storia del club.

L'anno successivo viene ceduto al Barcellona dove allenava Louis van Gaal,

Qui cominciano le difficoltà , il gioco dell'olandese prevede una difesa molto alta e il portiere che è quasi un libero , tutte le insicurezze di Enke emergono e si hanno ( si saprà poi ) le prime avvisaglie di crisi depressive

Il suo debutto nel Barcellona è drammatico , la squadra viene eliminata dalla Coppa di Spagna nel primo turno dal Novelda, squadra di terza serie e in quella partita Enke va in forte contrasto con il capitano dei blaugrana Frank de Boer.

Poche le sue apparizioni con la squadra catalana e l'anno successivo con l'arrivo di Rijkaard Enke , viene ceduto in prestito ( aveva un contratto di 3 anni ) ai turchi del Fenerbahçe e poi al Tenerife, che allora giocava nella Serie B spagnola.

Nel 2004 il ritorno in Germania all'Hannover dove torna ad essere un ottimo portiere tanto da guadagnare la nazionale sia con Klinsmann ma soprattutto con Löw . ma nonostante questo non riesce a superare i suoi problemi di ansia da prestazione e depressione che anzi vengono aggravati dalla morte della figlioletta Lara di appena 2 anni.

Enke insieme alla moglie adotterà poi una bimba ( che all'epoca del suicidio aveva solo 10 mesi ) ma nemmeno questo servi ad evitare la tragedia : Il 10 novembre del 2009, girovago' per ore invece di andarsi ad allenare e dopo aver abbandonato la sua auto a poca distanza dai binari si buttò sotto un treno nei pressi di Hannover, a Neustadt am Ruebenberge, poco distante da dove abitava.

Dopo il ritiro dalla nazionale di Jens Lehmann, Enke era diventato il numero uno della Germania e il c.t. Loew aveva più volte dichiarato che sarebbe stato titolare in Sudafrica.

La cerimonia funebre si è tenne allo stadio dell'Hannover. “AWD-Arena” alla presenza di 40mila persone e dei giocatori della nazionale;nella successiva amichevole della Germania Neuer divenuto titolare indossò la maglia con il numero 12 , mentre quella con il numero 1 fu posata nella panchina tedesca.

C.S.

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