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La calciatrice Marta Mason esordisce nella musica

08 Agosto 2020

Dopo il calcio la musica. Ecco le due grandi passioni di Marta Mason. Dopo cinque Europei e un mondiale in Giappone con la Nazionale femminile Marta partecipa al programma “Amici” di Maria De Filippi, per poi tornare a occuparsi di calcio. Oggi segue un progetto femminile per un’agenzia di procuratori sportivi, scrive musica e canta.

Dall’incontro con Veronica Marchi, cantautrice veronese, nasce questo Ep di esordio che contiene tre brani: “La legge di attrazione”, “Tra il letto e l’abitudine”“Se ogni cosa cambia”. Tre brani autobiografici che raccontano la Marta più intima e sentimenti puri. 

 

Di seguito il nostro articolo della nostra iscritta Marta Mason scritto da Andrea Secco il 14 settembre 2013:

 

Classe '93 e originaria di Piombino Dese (PD), Marta si è avvicinata in modo naturale al calcio tant'è che già all'età di quattro anni si dilettava nei palleggi con una pallina di stoffa. Non passa molto tempo che un amico di famiglia, l'allenatore Adriano Zanchin, offre alla Mason la possibilità di giocare nella squadra dei pulcini del Piombino. Un'esperienza importante che si rivelerà ricca di soddisfazioni:

sarei rimasta ancora a giocare con i maschi, se ho cambiato è perchè all'età di dodici anni comincia ad esserci troppa differenza a livello fisico, anche se allora non volevo giocare con le ragazze perchè pensavo non fossero capaci”.

 

Eppure Marta si rese conto ben presto di sbagliarsi e nella sua prima squadra femminile, il Barcon, si toglierà la soddisfazione di disputare delle partite di campionato contro squadre maschili, riuscendo addirittura a vincere alcune sfide.

Devo dire che i primi anni di calcio mi hanno dato molto a livello di temperamento e dal punto di vista tecnico, qualità che sto affinando nel corso delle mie esperienze calcistiche”. Esperienze che proseguono a Venezia, squadra nella quale Marta si conquisterà le prime convocazioni in Nazionale a partire da alcuni stage con l'under 15 e l'under 17.

Ricordo che al primo torneo a cui ho partecipato con la maglia azzurra sono riuscita a vincere il premio come miglior giocatrice mentre il primo Europeo l'ho disputato a Peschiera del Garda”. Nel frattempo a Venezia Marta si guadagna a suon di reti l'esordio in prima squadra all'età di 15 anni. Fare gol è sempre stato nel suo DNA, basti pensare ai 40 centri che è riuscita a realizzare in Laguna nella squadra Primavera, cosa che gli riesce anche in serie A dove, dopo un anno di ambientamento, ne metterà a segno 6 nella stagione 2009/10. La Mason si guadagna così la chiamata nell'under 19 italiana, con la quale disputa l'Europeo di categoria, realizzando il gol della bandiera nell'esordio contro le fortissime tedesche. Proprio quando sta per cominciare la nuova stagione con la maglia del Reggio Emilia, Marta subisce un duro intervento alla caviglia in preparazione ed è costretta a fermarsi ai box per qualche settimana.

Da li sono cominciati i problemi fisici che mi porto avanti anche oggi con una fastidiosa periostite che mi ha tormentato per parecchi mesi”. Purtroppo a causa di questo infortunio Marta perderà la possibilità di giocare l'Europeo in casa ma soprattutto il Mondiale 2011, il secondo in tutta la storia della nazionale under 19. Nonostante questo periodo negativo e il fastidio di non poter esprimersi ai livelli abituali, Marta non ha mai pensato di lasciare il calcio e dopo aver giocato solo 5 partite a Chiasiellis, vicino Udine, dalla passata stagione è diventata una giocatrice del Bardolino. Con le veronesi ha ritrovato la serenità anche grazie alla sua migliore amica e compagna di squadra Claudia Squizzato e all'allenatrice Fabiana Comin, che conosceva dai tempi del Venezia.

Il ricordo più bello di quest'anno, e probabilmente della mia carriera fin qui, è stata l'incredibile rimonta che abbiamo realizzato contro il Birmingham  ai sedicesimi Champions League, recuperando in casa lo 0-2 subito in Inghilterra e realizzando la rete qualificazione nei supplementari davanti a 4.000 tifosi”.

Una bellissima soddisfazione anche dal punto di vista personale, visto che Marta ha disputato 60' ed era in campo nel momento del triplice fischio finale. Se al turno successivo è arrivata l'eliminazione per conto delle svedesi del Malmo e nel campionato non è stato possibile andare oltre al quarto posto, la stagione del Bardolino è stata riscattata nella Coppa Italia, grazie anche ai 6 gol di Marta che hanno aperto le porte della finale che, però, si sono aggiudicate le rivali del Tavagnacco. Dopo le diciotto reti messe a segno la scorsa stagione Marta si presenta ai blocchi di partenza del nuovo campionato con l'entusiasmo della debuttante:

in futuro mi piacerebbe conquistarmi il posto da titolare in squadra e magari fare un pensierino alla Nazionale maggiore che nel 2015 disputerà il Mondiale”.

Quando le chiediamo le differenze che percepisce tra il calcio maschile e quello femminile, Marta si fa più seriosa confidandoci che, secondo lei, in Italia non esiste ancora la cultura del calcio femminile. Questo lo dimostra il basso numero di iscrizioni ai settori giovanili, un aspetto dovuto a una mentalità un po' troppo maschilista che fa fatica ad accettare la donna come una sportiva:

in Europa le cose vanno diversamente e testimonianza ne è l'interesse mediatico che gravita intorno al calcio femminile, motivo per il quale mi piacerebbe un giorno fare un'esperienza all'estero magari nelle squadre della Svezia o della Francia”.

Nel frattempo Marta continuerà a dedicarsi allo studio oltre che al calcio, visto che si è iscritta da un anno alla facoltà di Scienze Motorie a Verona, al termine della quale le piacerebbe specializzarsi in osteopatia o fisioterapia:

così è la volta buona che guarisco da questi infortuni” ci dice scherzando la simpatica giocatrice.

Un' ultima parentesi la dedichiamo a CalcioScout che Marta ha potuto conoscere grazie all'allenatore Lorenzo Simeoni: “mi piace molto l'interesse che il vostro sito ha voluto dedicare al calcio femminile e mi auguro che possa prendere piede come strumento per collegare tra loro i professionisti del calcio, una cosa che potrà essere molto utile nel futuro prossimo”.

A.S.

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