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Nicolò Carosio: la storia del radiocronista

26 Giugno 2020

Dopo aver scritto dei cronisti brasiliani non potevamo non celebrare quello che in Italia è stato il creatore delle radiocronache Nicolo' Carosio.
Tutto cominicia quando nel  1932 il giovane Carosio allora 25enne figlio di una pianista inglese e di un funzionario di dogana genovese scrive all'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche  ( l'antenato della RAI)  proponendo la sua idea di commentare le partite di calcio come aveva visto fare in Inghilterra.
Carosio viene convocato a Torino per un provino in cui egli commenta un ipotetico derby Juventus-Torino  arrivato al 5-5 a Carosio viene offerto subito un contratto di collaborazione. 
Il debutto ufficiale avviene nel 1933 a Bologna dove l'Italia ( che l'anno dopo sarà campione del Mondo ) sconfigge gli eterni rivali tedeschi.
E' subito un successo gli italiani cominciano subito ad amare la sua voce , le sue fantasiose cronache ( a volte amplificava la realtà come racconto' spesso Gianni Brera )e  le sue frasi a volte taglienti soprattutto verso quei giocatori più dotati di classe ma di meno doti di calcio “all'inglese”.
Famosa la sua frase verso Mariolino Corso , il fromboliere nerazzurro di Herrera , “meno veroniche e più sostanza “ o verso il numero 10 del Milan “ Rivera, poche storie, alzarsi e camminare” e ancora all'estroso beatles granata Gigi Meroni  "Tagliarsi i capelli, cosi' il pallone non lo vedi" ; ma ancora più famosa divenne poi la frase con cui cominciava poi ogni telecronaca  «Vi parla Nicolò Carosio…» .
Di lui si racconta che andava negli alberghi delle squadre per memorizzare i volti dei giocatori prima delle partite perchè  all'epoca  ancora non esistevano i numeri sulle maglie
Quando poi Mussolini  proibisce l'uso dei termini stranieri ( il volley divenne pallavolo e il basket pallacanestro ) lui invento'  «rete» per il gol «calcio d'angolo» per il corner ,  «traversone» per il cross e «rigore» per il penalty.
Per quarant’anni Nicolo' Carosio sarà l'indiscutibile amato protagonista delle radiocronache del calcio finchè durante il Mondiale del 1970 in Messico quando il  guardalinee etiope Seyoum Tarekegn annulla un gol di Riva durante Italia-Israele  sembra che lui lo abbia apostrofato con un termine razzista, cosa che scatena la reazione dell'ambasciata etiope e costringe la Rai a rimuoverlo costringendolo a passare la mano a quello che sarà poi il cantore della magnifica avventura italiana in Spagna, Nando Martellini.
Come dimostrato più volte dai filmati ( vedi video )  Carosio non pronunciò mai frasi razziste.
La Rai elimina in questo modo quello che per 40 anni , 2 mondiali vinti ,  raccontò l'Italia del pallone e fu anche l'inventore dell'intervista in campo quando si fece promettere nel 1938 da Peppino Meazza che l'Italia avrebbe battuto il Brasile nel mondiale francese.
La sua ultima radiocronaca fu nel 1975 quando il Palermo giocava con la Reggiana e quindicimila tifosi andarono allo stadio siciliano solo per sentire la sua radiocronaca.
Carosio morì a Milano nel 1984.

M.P.

 


 

 

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