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Luisi: "Idee e creatività dei collaboratori devono essere il principale asset di una società"

16 Giugno 2020

Per cambiare le cose, spesso si ha bisogno di guardarle da nuovi punti di vista, con i giovani che ne offrono sempre di diversi e molto interessanti. Tra questi, c’è Luca Luisi, fondatore di LAN Sport Management, progetto dedicato al supporto delle società dilettantistiche.

Prima di tutto, chi è Luca Luisi?
Un giovane laureato in Economia Aziendale con specialistica in Management dello sport ed eventi sportivi presso l’Università Liuc “Carlo Cattaneo” di Castellanza. Sono un grande appassionato di calcio, di sport in generale, e un grande studioso di sport management come fattore critico di successo per la crescita e la creazione valore per un club sportivo nel medio-lungo termine. Durante il mio percorso di studi ho avuto la fortuna di avere come docenti alcuni dei più grandi dirigenti calcistici del calcio italiano, tra cui Ernesto Paolillo. Ho una formazione e una visione sportivo-manageriale. 

Che cos’è LAN Sport Management? Come è nata?
LAN Sport Management è un progetto che ho lanciato a fine 2019, attualmente è una pagina social e start up in fase di evoluzione presente su Facebook e Instagram e ha lo scopo di fornire suggerimenti, consigli, idee ai club sportivi per gestire in maniera efficace ed efficiente un club sportivo. È nata dopo aver terminato il mio percorso accademico poiché volevo riportare all’intero movimento calcistico dilettantistico tutte le mie conoscenze acquisite e approfondite in questi anni di studio sullo sport management come fattore critico di successo per il successo di una società sportiva nel medio-lungo termine.

Perché una società dovrebbe contattare LAN Sport Management?
Beh, è semplice! Dico sempre che come cambiano gli schemi del gioco del calcio cambia anche il modo di gestire una società sportiva. Viviamo un calcio dilettantistico troppo resistente al cambiamento! Un dato, ahimè, preoccupante arriva dal report della FIGC… Negli ultimi anni abbiamo assistito alla diminuzione annua delle società per il 2,4%. Questo perché le società investono male le proprie risorse economiche, non sanno ottimizzarle. Molte società navigano a vista, senza un chiaro indirizzo programmatico. Chi ha scelto LAN, ha saputo invertire il trend con una crescita costante in questo anno e mezzo! Ora se si vuole crescere come realtà sportiva bisogna investire anche in aree strategiche e non considerare solamente gli aspetti meramente sportivi. 

Ci riesci a fare qualche esempio pratico?
Come fondatore di LAN Sport Management consiglio sempre nel pratico di investire sulle persone e sulle loro competenze. Un club che vuole puntare al successo deve sapere attirare a sé i migliori collaboratori. I collaboratori interni rappresentano l’immagine del club e avere persone competenti permette di fare il reale salto di qualità!

Quali sono gli errori più frequenti che compie oggi una società?
L’errore più grave che commettono ora i club dilettantistici, ma direi l’intero movimento è sottovalutare l’importanza di circondarsi di collaboratori con competenze specifiche e con un background alle spalle trasversale. Chiaramente le competenze hanno un costo e, ahimè, molto spesso si investe solamente su prime squadre tralasciando che la sostenibilità e la crescita di un club passano attraverso le persone e le loro idee. Le idee e la creatività dei vari collaboratori rappresentano il principale asset del successo!

Quali sono le tre qualità che deve avere una società in questo momento storico?
Una società in questo momento di grave crisi sanitaria ed economica deve, per crescere, invertire il trend e passare da un atteggiamento tipicamente passivo ad un atteggiamento definito PROATTIVO.  Penso che una società per crescere deve definire il suo approccio qualitativo attraverso tre concetti fondamentali quali: investimenti nel capitale umano, definire un piano strategico di medio-lungo termine e investire sulle qualità nelle diverse aree strategiche. Per una crescita costante nel tempo tutte le diverse aree interne del club devono eccellere!

A livello dilettantistico, cosa si potrebbe e dovrebbe fare per rendere più facile la vita alle società?
Il nostro calcio dilettantistico è un movimento piuttosto fragile con forte volatilità di eventi e di persone e servirebbe, secondo il mio modesto parere, una maggiore regolamentazione per rafforzare il movimento e per tutelare maggiormente tutti i diversi operatori presenti nel mondo del calcio. Dovrebbero esserci maggiori incentivi economico-fiscali per chi investe nel mondo dello sport e in particolare nel mondo del calcio.

I soldi, si sa, hanno un ruolo sempre più centrale. Come si fa a programmare tenendo conto dell’aspetto finanziario?
All’inizio di un progetto sportivo deve essere ben chiaro qual è il budget a disposizione da investire per il club, dopodiché bisogna attraverso varie strategiche economico-finanziarie capire come ottimizzare le risorse a disposizione per raggiungere il più possibile di obiettivi. Chiaramente i club anche grazie alla comunicazione e al marketing possono diversificare le entrate di risorse economiche e potrebbero essere più solide. La questione economica è molto delicata poiché purtroppo ogni anno falliscono migliaia di club per gestioni poco trasparenti e poco lungimiranti. Ricordiamoci sempre che l’obiettivo fondamentale di un club sportivo è la sostenibilità e ahimè questo concetto viene molto spesso scordato e lo constatiamo dai tantissimi fallimenti avvenuti negli ultimi anni. 

Dopo questi mesi di emergenza, ti aspetti novità dal punto di vista societario e sportivo a livello dilettantistico? O, dopo questo scossone, tornerà più o meno come prima?
Personalmente credo che questo scivolone farà tornare tutto come prima, magari ci metteremo qualche anno ma tornerà tutto come prima… Il nostro movimento e la nostra attuale “classe dirigenziale” è troppa legata al passato e si pone con i più giovani molto resistente al cambiamento. In economia tutto questo viene definito costo opportunità per i club ovvero ci sono tantissime opportunità che sfuggono ai club per la crescita. Nella stragrande maggioranza dei casi, e con LAN Sport Management me ne sono accorto personalmente, la nostra attuale classe dirigenziale è miope ai cambiamenti e alle nuove opportunità che la comunicazione o i nuovi sistemi gestioni societaria potrebbero apportare ai club sportivi.

Hai scritto anche un libro “Calcio&business”. Di cosa parla?
Sì, durante la quarantena ho scritto il libro “CALCIO&BUSINESS” ed è un libro che pone l'attenzione su diverse tematiche legate al mondo sempre più complesso dell'industria del Calcio. Nel dettaglio si può conoscere come organizzare una società sportiva, chi assumere e con quali competenze per ottenere successo rispetto alle concorrenti. Dopo la prima parte relativa alla gestione e all’organizzazione delle risorse umane e della struttura societaria, ho definito in dettaglio come individuare le strategie di medio-lungo termine, come utilizzare la comunicazione e come controllare la concorrenza di un mondo cosi dinamico e turbolento. In conclusione ho analizzato come si possono reperire maggiori risorse economiche e come la digitalizzazione può arrecare benefici alle società sportive. In chiusura si "lancia" una provocazione e si suggeriscono eventuali considerazioni/correzioni per migliorare l'attuale mondo calcistico dilettantistico.

Andrea Bonso
@abonstweet

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