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Per non dimenticare: i due Armando Frigo morti per l'Italia

05 Giugno 2020

Francesco Gasparotto “Furia”, Armando Frigo “Spivak”, Luigi Pamiato “Bill” e Mario Guzzon “Cesare”  una difesa a 4 con dei nomi così farebbe paura a qualsiasi batteria di attaccanti.
Ma non di difesa si tratta ma di resistenza , la resistenza di 4 nostri partigiani morti a Schio vittime di rastrellamento dei fascisti e dei tedeschi.
Volevo cominciare così questo articolo per ricordare Armando Frigo , giocatore del Vicenza e della Fiorentina , dopo aver visto in televisione un'intervista ad una sua familiare che ne vuol salvaguardare la memoria e mantener vivo il ricordo di chi come lui è morto per l'Italia.
Poi pero'  cercando iinformandomi  mi sono accorto che gli Armando Frigo sono 2  uniti da un amaro destino nati  piu' o meno nello stesso periodo e morti tutti e due per la patria.

Armando Frigo  “Spivak “  era un partigiano, Armando  Frigo il calciatore invece era un sottoufficiale nato in America.

Molto probabilmente i due erano anche parenti visto la zona di provenienza ( il vicentino ) e visto che in quegli anni , chi è appassionato di genealogia lo sa , si usava mettere ai propri figli il nome dei nonni o dei suoceri e molto spesso quando alcuni fratelli emigravano e altri restavano ai figli venivano poi dati i nomi dei fratelli

Armando Frigo ,il calciatore, è proprio un figlio di emigranti nasce in Indiana e torna piccolino in Italia , a Vicenza, con i propri genitori . A soli 18 anni esordisce in serie B in quello che sarà un anno sfortunato per i biancorossi che retrocedono in terza serie.
Da Vicenza passa alla Fiorentina dove esordisce in serie A e gioca per un po' di stagioni con alterne fortune a fianco anche di quel Romeo Menti al quale la città berica dedicherà poi  lo stadio.
Nel 1942 viene ceduto allo Spezia in serie B  dove giocò fino alla sospensione del campionato.
Frigo potrebbe evitare la guerra come molti calciatori potrebbe andarsene in Svizzera o approfittare come molti campioni dell'esenzione dal militare ma la sua coscienza spinta dall'incontro con un giovane militare a cui è stata amputata una gamba lo spinge ad arruolarsi e a frequentare poi la scuola ufficiali diventando sottotenente.
Dopo l'armistizio dell '8 settembre 1943 viene catturato e fucilato dai nazisti  a Crkvice, nell'allora Stato Indipendente di Croazia mentre insieme ad altri sta proteggendo la ritirata del suo battaglione  , di una divisione di alpini e dei partigiani montenegrini.
In tasca aveva ancora la tessera della Fiorentina.

L'altro Armando Frigo il 23 febbraio del 1944 viene fermato a Schio da due militi della Guida Nazionale Repubblicana ( la polizia militare dei fascisti )  che lo vogliono arrestare per diserzione lui estrae la pistola e ne uccide uno e poi fugge via in sella alla sua bicicletta entrando in clandestinità e diventando poi il commissario politico del battaglione “Cocco” della Brigata Stella con il nome di battaglia “Spivak”.
Il 1 dicembre 1944, con altri cinque partigiani, cade con le armi in pugno durante il massiccio rastrellamento da Montepian a Monte Civillina 

E' interessante sapere che a compenso delle  case distrutte durante i rastrellamenti nel vicentino la Germania come pagamento dei danni di guerra offrì la tecnologia e i tecnici delle concerie della renania dando il via allo sviluppo del maggior polo conciario del mondo.

Matteo Piacentino 

 

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