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Ivan Zampaglione: "Servono investimenti per rilanciare il calcio italiano"

02 Giugno 2020

Dopo una carriera caratterizzata da alcuni gravi infortuni, Ivan Zampaglione ha deciso di rimanere nel mondo del calcio. È partito come osservatore del Lugano e ora, dopo varie esperienze è al Real Madrid, dove è Sport Relationship Manager Italy and Switzerland della Fundación Real Madrid.

Partiamo dall’origine, dove e come è nata la tua carriera nel mondo del calcio?
Una passione iniziata nella squadra del mio quartiere di Milano, la società A.S. Barona 1971, dove grazie ai mister Michele Pepe e Stefano Barbetta mi è stato trasmesso l’amore per questo sport. Una carriera calcistica davvero sfortunata, diversi anni in serie D, ma con troppi seri infortuni: in cinque anni due interventi al legamento crociato anteriore dx e sx e una trombosi. Ero un esterno davvero molto rapido, bravo nelle punizioni a giro sul secondo palo. Ricordo ancora la pazienza di Mister Tito Russo, ex Pavia Calcio, e i suoi consigli per calciare la palla a giro. 

Il rammarico più grande nella tua carriera da calciatore?
Nel 1998, tramite l’ex procuratore Max Leghissa, ora Direttore Sportivo del Bangor City, c’era un accordo per passare in un club in Serie C1, ma in un’ amichevole con il Brescia Calcio riportai il primo grave infortunio. Ora ci sorrido… il calcio giocato non era destino! 

Tra le tante, hai lavorato per il Lugano, il Legnano, il Modena e il Parma, anche con ruoli diversi. A quale esperienze sei più legato?
Ogni esperienza, mi ha trasmesso una crescita professionale. La prima esperienza è come il primo amore, non si scorda mai. Ancora oggi ringrazio il dott. Doriano Albisetti, ex presidente Settore Giovanile FC Lugano 1908, che mi ha dato la possibilità di iniziare a collaborare come osservatore per un club professionistico. 

È difficile fare calcio in Italia?
Reputo sia difficilissimo. La vera crisi è la scomparsa da un giorno all’altro di squadre professionistiche e non, che prima giocavano e adesso non lo fanno più perché fallite. Nel calcio servono investitori importanti, con un progetto e un programma chiaro. 

Che cos’è la Fundación Real Madrid?
La Fundación Real Madrid - la fondazione del club - promuove in tutto il mondo valori sportivi, sociali e culturali così come numerosi progetti in ambito sportivo. Grazie alle risorse del club vengono incentivate formazione, attività sociali e programmi di crescita soprattutto per i giovani. La Fundación Real Madrid Clinic è parte integrante della fondazione e perseguiamo gli stessi obiettivi. 

Il tuo ruolo è “Sport Relationship Manager Italy and Switzerland”. Di si tratta?
Lavoro per il mercato italiano e svizzero, dove sono autorizzato ad acquisire e stabilire relazioni con le società sportive italiane e svizzere.

In questo senso, qual è la filosofia del Real Madrid?
Il Real Madrid è uno dei club più prestigiosi e popolari al mondo. La cantera non è solo la colonna portante della filosofia del club, ma anche il miglior settore giovanile del mondo, così tramite la Fundación Real Madrid, diffondiamo nel continente la metodologia di allenamento del nostro settore giovanile.

Secondo te, data la situazione particolare, potrebbe essere il momento per rifondare il calcio italiano, in particolare quello dilettantistico?
Purtroppo ad oggi, soffriamo ancora la mancata qualificazione ai Mondiali 2018 della nostra Italia, che, secondo me, ha messo ko il nostro calcio. Servono investimenti per rilanciare il calcio italiano permettendo ai talenti migliori di non finire dispersi. Il calcio dilettantistico e giovanile continua a rappresentare il principale movimento sportivo in Italia, la LND è fondamentale per il nostro sistema sportivo in quanto ha l’importanza di costruire in casa talenti da promuovere per le proprie prime squadre e per le squadre professionistiche.

I giovani in Italia fanno sempre fatica ad imporsi, ma vedi un cambiamento di trend negli ultimi anni? Come mai?
Purtroppo i nostri giovani quando arrivano ai massimi livelli subiscono la concorrenza vincente di giovani che arrivano ad altri Paesi. Non giocando, i giovani italiani fanno fatica a farsi notare e, conseguentemente, ad avere una valutazione economica di buon livello. Spero presto in questo cambiamento, dando fiducia ai nostri giovani talenti. 

Andrea Bonso
@abonstweet

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