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L'Uscita Alta

28 Maggio 2020

L’ uscita alta rappresenta un intervento in cui il Numero Uno dimostra la sua sicurezza, abilità, coraggio, personalità e forza.

Notoriamente al portiere sono richieste qualità non solo tecniche e motorie,ma anche di tipo percettivo e cognitivo, che gli serviranno per poter valutare correttamente le traiettoria della palla e adottare la soluzione più idonea. Il Portiere inoltre deve possedere spiccati doti caratteriali per poter agire con sicurezza, decisione e coraggio. Esso non deve avere timore di uscire, soprattutto dopo un errore, quindi il preparatore deve essere bravo a dargli sempre molta sicurezza e tranquillità.

E’ molto importante iniziare ad allenare le fondamentali dell’uscita alta fin dal giovane portiere, si consiglia dalla categoria Esordienti, con traiettorie di semplice lettura,un aspetto da non tralasciare nella sua formazione.

Negli ultimi anni il ruolo del portiere ha subito un evoluzione esponenziale, chiedendo loro nuovi compiti a livello tecnico e tattico, infatti un aspetto sempre più importante che viene richiesto è la necessità di dominare uno spazio più ampio del campo, della sua area di rigore, con gestione in avanti/attacco dello spazio sui palloni alti.

 

Il gesto tecnico dell'uscita alta si compone di quattro fasi fondamentali:

 

anticipazione;

valutazione;

esecuzione;

fase terminale.

 

Con i più piccoli (PULCINI) non è consigliabile lavorare sulle palle alte a causa della scarsa coordinazione *oculo manuale.

*(La coordinazione oculo manuale può essere definita come la capacità che ci permette di eseguire le attività che utilizzano contemporaneamente gli occhi e le mani. Usiamo i nostri occhi per l'attenzione diretta e le mani per eseguire una determinata attività. La coordinazione occhio-mano è un complesso di abilità cognitive, e dovrebbe guidare i nostri movimenti della mano in base a stimoli visivi e feedback. Lo sviluppo della coordinazione occhio-mano è particolarmente importante per il normale sviluppo del bambino.)

Nei vari step, c’è la fase di valutazione,che comprende la lettura della traiettoria, la velocità con cui è stata calciata la palla, l’essere bravi a muoversi all’interno dell’area mentre si è in movimento, la distanza dagli avversari e dai compagni e decidere in tempi brevissimi il tipo di intervento da eseguire, in base alla traiettoria impressa al pallone dal tiro, ci sono varie tipologie di parabole:

  • pallone a campanile, traiettoria in verticale;

  • pallone teso, traiettoria uniforme sul piano orizzontale;

  • pallone a rientrare, traiettoria a girare verso la porta;

  • pallone a uscire, traiettoria a girare lontano dalla porta;

  • pallone battente, che batte in terra prima di arrivare nella zona del portiere;

Il portiere deve riuscire a valutare il punto più alto in cui riuscirà a prendere palla, in funzione della sua posizione di partenza, della traiettoria e della velocità del pallone.

In questo contesto è fondamentale allenare la tecnica del portiere sulle uscite alte e possiamo scomporre la *biomeccanica del gesto tecnico in cinque fasi:

  • avvicinamento

  • caricamento

  • stacco

  • sospensione

  • atterraggio

*La biomeccanica studia il movimento dell’uomo, ovvero come questo sia in grado di spostarsi nello spazio. Tale movimento, nonostante appaia semplice ai nostri occhi, è un’attività complessa. Studiare il movimento significa comprendere quali meccanismi a livello celebrale, muscolare e psicologico siano in grado di mettere in atto lo schema motorio più efficiente e migliore.

Gli obiettivi da prefissarsi durante le sedute di allenamento sono i seguenti:

  • Gestione degli scontri fisici

  • Valutazione Traiettoria

  • Movimento dei piedi e capacità di spinta

  • Situazioni di gioco con la squadra (simulazioni di azioni ricorrenti che avvengo durante una gara.)

Nei Portieri giovani è fondamentale, durante la settimana, allenare la corretta esecuzione del gesto tecnico dell’ uscita alta, anche con ripetizioni dello stesso gesto tecnico, per permettere al Numero Uno di consolidare e migliorarlo.

Pierluigi Sallese


 

 


 


 


 


 

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