Sei un dilettante o un professionista del mondo del calcio?

Registrati gratuitamente nel nuovo social network dedicato ai protagonisti del calcio e connettiti con compagni, allenatori, dirigenti, tecnici e preparatori atletici, contattali e scopri nuovi talenti grazie alla funzione di Scouting, segui i loro aggiornamenti e quelli delle tue società preferite.

Amministra gratuitamente le informazioni e news della tua società, rilascia comunicati e condividi foto e video.

Iscriviti ora

Benedetti: "C'è voglia di tornare in campo e il Cittadella ha i mezzi per puntare alla A"

26 Maggio 2020

Per i calciatori professionisti è tempo di tornare ad allenarsi, perché fra poco più di venti giorni ripartirà la stagione. Amedeo Benedetti, terzino 28enne del Cittadella, ha tanta voglia di tornare a giocare e, dopo la delusione di un anno fa con la sconfitta in finale play-off contro il Verona, di lottare per provare a conquistare la promozione in Serie A. Ma dopo due mesi di quarantena, non sarà di certo una passeggiata.

Come stai?
Fisicamente bene, anche a casa nei due mesi di quarantena mi sono sempre allenato, facendo esercizi a corpo libero e sfruttando lo spazio del garage per correre. Certo, non era la stessa cosa di correre in campo, però per mantenere la forma, non potevo fare altrimenti.

Mentre ora siete tornati in campo…
Ci stiamo allenando in gruppetti di quattro/cinque, abbiamo un programma che ci ha consegnato il nostro preparatore e poi torniamo direttamente a casa, senza praticamente neanche passare in spogliatoio. Ieri abbiamo fatto tampone e test sierologico, mentre giovedì dovremmo riprendere con gli allenamenti di squadra.

Ti mancava tutto questo?
Assolutamente. Rimettere piede in campo dopo due mesi è stata un’emozione.

E questa quarantena, oltre all’allenamento, come l’hai vissuta?
Ho una bambina e ho passato le giornate a giocare con lei. Mi sono goduto la famiglia.

Si parla tanto del ritorno in campo, per alcuni troppo affrettato, tu cosa ne pensi?
Da parte di tutti c’è la voglia di tornare a giocare e portare a termine la stagione. Non abbiamo paura, anche perché siamo consci che il rischio ci sarà sempre finché non si troverà un vaccino, ma quindi è un discorso che vale anche per quando si va a fare la spesa.

Una volta tornati a giocare, pensi possano esserci grosse differenze a livello agonistico/atletico, ad esempio sul piano del ritmo e dell’intensità?
Il campionato ripartirà a metà giugno per finire ad agosto: saranno due mesi intensi che ci impegneranno molto a livello fisico, anche perché non c’è molto tempo per la preparazione e quindi sarà alto il rischio infortuni. Giocando ogni tre giorni, sarà un periodo davvero tosto.

In più entrerà in gioco la variabile caldo che non è proprio da sottovalutare…
Giocheremo con temperature elevate e anche quello sarà un bel problema: sarà difficile recuperare e sarà importante avere tutti i giocatori a disposizione e in forma. 

Siete a -6 dal Crotone, secondo. Avete i mezzi per lottare per la promozione diretta?
Ci proveremo, senza dubbio. Abbiamo già dimostrato di poter rimanere lì in alto, ci manca un altro step per fare un ulteriore salto di qualità e fare qualcosa di veramente straordinario.

Ci siete andati vicino un anno fa, quando siete arrivati a tanto così dalla Serie A, poi svanita con la sconfitta al Bentegodi contro l’Hellas nella finale playoff…
Beh, qualcosa di straordinario lo stiamo già facendo da ormai quattro stagioni. Arriviamo da tre anni di playoff e ora siamo ancora lì. L’anno scorso è stata la delusione più grande, perché siamo arrivati a venti minuti dalla Serie A e c’è voluto tanto tempo per smaltirla. Non a caso, quest’anno siamo partiti un po’ a rilento per poi riprenderci come sappiamo fare.

Una sconfitta, quella del Bentegodi, che comunque potrà servire da lezione…
Sì, un’esperienza importante che potrà aiutarci in futuro. Abbiamo capito i nostri errori.

Hai detto che il Cittadella arriva da quattro/cinque anni straordinari, ovvero da quando sei arrivato tu.
Sicuramente non è solo merito mio (ride n.d.r).

Però è vero che ormai la maglia granata è per te come una seconda pelle. Ci racconti la realtà che sta dietro a questa società?
Dietro a questa continuità di risultati c’è una società seria e importante. C’è la capacità di programmare, merito del direttore Marchetti che ogni anno riesce a pescare i giocatori giusti anche in Lega Pro e con coraggio li lancia in B.

Capacità di programmazione, progetto consolidato e persone che sanno fare il proprio lavoro. Insomma, questo è il segreto del Cittadella.
Esatto, anche perché senza programmazione, ripeto, è impossibile ottenere risultati al giorno d’oggi.

A proposito di calciatori, chi è quello che ti ha impressionato di più?
Se devo farti un nome, ti direi Castrovilli, che l’anno scorso giocava con la Cremonese. Secondo me è un giocatore devastante, con un futuro importante. È di un altro livello, fisicamente e tecnicamente, e lo sta dimostrando anche in Serie A con la Fiorentina.

E tu, la Serie A?
Spero di raggiungerla con il Cittadella. Ci siamo arrivati vicini in questi anni, prima o poi raggiungeremo il nostro traguardo. Ci crediamo e ce la metteremo tutta.

Guardando più a lungo termine, una volta appesi gli scarpini al chiodo, come ti vedi?
Ora penso a giocare e spero di farlo fino a 38/39 anni. Non sarà facile con i ritmi di oggi, però se starò attento fisicamente, ci potrò riuscire. Poi mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio, anche come allenatore, magari dei ragazzi, e poi si vedrà.

Andrea Bonso
@abonstweet

Cerca nel blog

Ti potrebbe interessare:

Promuovi la tua attività su CalcioScout

Dal blog di CalcioScout