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La lettera di Schweinsteiger al suo vecchio mister Heynckes

17 Maggio 2020

Per festeggiare i 75 anni di Herr Jupp, compiuti lo scorso 9 maggio, Schweinsteiger ha scritto una toccante lettera al proprio ex allenatore, pubblicata sul sito ufficiale del Bayern Monaco ,eccola:

“Caro Jupp, 

ricordi quando mi mettesti in mano 5 CD a Säbener Straße molti anni fa? Avrei dovuto caricare 150 canzoni sul tuo cellulare. Era perlopiù musica anni 80 (la adoro). Tina Turner, Bruce Springsteen, i Beach Boys… Ora posso rivelarlo: molte sono finite anche sul mio telefono. Le ascolto ancora alcune volte in macchina, oppure, come te, mentre faccio sport. 

Dalla sala massaggi, dove ero felice di rilassarmi dopo le sedute, era il posto migliore per vedere te che facevi esercizi in palestra. Eravamo sempre stupiti della tua agilità. E anche nei tuoi anni più avanzati, hai sempre continuato a tenerti in forma. Non solo in sala pesi, ma soprattutto mentalmente. Eri sempre costantemente aggiornato, hai sudato sangue e lacrime nel fare l’allenatore, investito molta passione – e, allo stesso tempo, ho sempre sentito che ti divertivi a lavorare con noi giocatori e avere una squadra intorno a te. Amavi allenare.

Heynckes e SchweinsteigerHeynckes e Schweinsteiger festeggiano il Meisterschale del 2013. Fonte: Getty/Onefootball

Per me, gli anni trascorsi insieme a te sono stati i migliori della mia carriera. E non soltanto perché mi hai portato dall’esterno al centro del centrocampo. È stato quando abbiamo lavorato insieme per la prima volta, aprile-maggio 2009, quando hai lavorato con noi per cinque partite. Louis Van Gaal, che subentrò nella stagione successiva, mi disse che guardò quelle partite e da quel punto in avanti mi vide come centrocampista centrale. 

Soprattutto, sei riuscito a fare qualcosa che molti allenatori non riescono a fare: hai coinvolto tutti i giocatori e tutta la squadra, dallo staff ai magazzinieri. Nono conosco nessuno che abbia mai avuto una brutta parola per te. Ogni mattina arrivavi al centro di allenamento, stringevi la mano a tutti e davi il buongiorno. Le conversazioni con te sono sempre state molto aperte. Hai sempre parlato con i giocatori in panchina e loro hanno sempre capito. Sei stato un grande giocatore e hai avuto grandi esperienze come allenatore. Tutto questo ti ha dato una grande sensibilità di ciò che stavano pensando tutti. E hai sempre saputo esattamente cosa andava fatto. 

Apprezzo molto dialogare di tattica con te, sugli avversari o semplicemente sulla vita. Parlare tra noi dopo la finale di Champions League del 2012 mi ha aiutato a venirne fuori. Perdere la finale in casa naturalmente è stato doloroso anche per te, ma hai visto la possibilità di farcela. “Se riusciamo ad andare così lontano e poi facciamo uno sforzo del 5% in più, vinceremo – me l’hai detto relativamente presto e mi ha motivato per la stagione successiva.

Il modo in cui ci hai portato a Wembley è stato meraviglioso, hai curato ogni singolo dettaglio. Abbiamo dato il 120% in ogni allenamento – e dovevamo. Lo hai chiesto e richiesto. C’era un’incredibile desiderio e spirito di squadra. In quella stagione, tutti hanno giocato in attacco e tutti hanno difeso. Ha spiegato a giocatori come Franck Ribéry e Arjen Robben che i fan avrebbero applaudito ancora di più se loro avessero inseguito e recuperato palla. 

Prima della finale di Wembley, hai tenuto un altro dei tuoi grandi discorsi. Subito dopo ci siamo alzati con la palle d’oca e volevamo uscire subito per giocare. Eravamo sicuri: quello era il giorno in cui avremmo vinto. Ed è ciò che è successo. Una settimana dopo, abbiamo chiuso il tris vincendo la DFB-Pokal. Le celebrazioni a Berlino dopo quel trionfo furono le migliori di sempre al Bayern. Abbiamo organizzato la sede e a un certo punto sei arrivato anche tu. Ci sono stati grandissimi applausi, poi ti abbiamo visto ballare in pista. Indimenticabile! Quel senso del ritmo nei tuoi fianchi! Lì abbiamo capito perché spendevi così tanto tempo in palestra…

 

Caro Jupp, mii considero molto fortunato, non solo per conoscerti come un allenatore eccezionale, ma anche per avere un meraviglioso  uomo come amico. Ho imparato moltissimo da te. Ci hai dato l’esempio come spirito di squadra, onestà ed etica del lavoro. A volte mi mancano questi valori nel calcio. Una volta, poco prima di vincere il ‘treble’, cii hai invitati tutti nella tua fattoria, nella tua oasi di tranquillità, la ‘Casa de la Gatos’. Ti abbiamo visto come uomo, totalmente genuino. ‘Poter fare’ era all’ordine del giorno. Sono stati momenti magnifici.

Per il tuo 75esimo compleanno ti auguro soprattutto di stare in salute. E anche che i tuoi fianchi rimangano elastici.  Da tempo parliamo di una grande riunione con tutta la squadra del 2013. Quindi, mister, leggi questo appena possibile: dovremmo assolutamente ballare di nuovo insieme! Non vedo l’ora”.

Firmato, Bastian Schweinsteiger.

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