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La Rivoluzione Tedesca sulle orme di Arrigo Sacchi

14 Maggio 2020

 

A metà degli anni ottanta il calcio italiano si prepara ad una vera rivoluzione, Arrigo Sacchi, ispirato dal “calcio totale” olandese degli anni settanta, introduce nuovi concetti tattici, come il pressing a zona e la trappola del fuorigioco quando la maggior parte delle squadre italiane giocava un calcio senza idee fatto di “catenaccio e contropiede”.

Sacchi alla guida del Milan vince tutto, con il suo 4-4-2 tutto pressing e fuorigioco.Sembra l’inizio di un cambiamento tattico per il calcio italiano.

Molti presidenti sull’onda del cambiamento iniziano a scommettere sui nuovi “Arrigo Sacchi”,

Ci prova Boniperti alla Juventus dove Dino Zoff con una Coppa Uefa e Coppa Italia appena vinte viene sacrificato per la modernità e il calcio-champagne di Gigi Maifredi che aveva fatto bene a Bologna, ma non si ripete alla Juve. Pellegrini all’Inter nella stagione 91/92, sceglie Corrado Orrico, seguace di Sacchi dalla Lucchese in serie B, ripetendo quando fatto da Berlusconi anni addietro con Sacchi, pescato in B nel Parma e subito in grado di portare lo spettacolo a San Siro, ma anche per lui sarà fallimento.

Anche Ballardini e Galeone sono stati due seguaci di Sacchi, ma non sono stati capaci di ripetere le gesta del mago di Fusignano.

La famosa rivoluzione tattica “sacchiana” non c’è stata e per il calcio italiano non si è avuta un “evoluzione tattica” da tramandare negli anni successivi come è accaduto in Olanda dopo Rinus Michels e in Spagna dopo Jhoan Cruijff. In Germania però, Arrigo Sacchi, è stato fonte di ispirazione che ha dato vita ad una “rivoluzione tattica” che ha cambiato il calcio tedesco, e ha portato alla ribalta una nuova generazione di allenatori, preparati e innovativi.

La nuova generazione di tecnici tedeschi è chiamata “Laptop Trainer”, nome coniato dal ex Bayer Monaco Mehmet Scholl per definire l’allenatore privo di esperienza non solo in panchina ma anche in campo, diventato poi nel giro di breve tempo il sinonimo di allenatore innovativo, tecnologico, ambizioso e dall’approccio interdisciplinare. I capostipiti sono stati Jurgen Klopp e Ralf Rangnick due estimatori di Arrigo Sacchi, lo hanno studiato in modo ossessivo giorno e notte, la rivoluzione tedesca è iniziata da loro due, con il “Sacchismo” alla base di tutto che ha ispirato la generazione dei Laptop trainer. .

Rangnick ha un modesto passato da calciatore di livello amatoriale, a 21 anni va a studiare un anno a Brighton alla Sussex University, l’inglese e Educazione Fisica.

Quando torna in Germania, nel 1983, assume il doppio incarico di allenatore giocatore del Backnag, la sua squadra locale.

Durante un amichevole con la Dinamo Kiev di Valeriy Lobanovskyi, arriva la svolta della sua vita, rimane folgorato dall’intensità e il pressing degli ucraini al punto che durante la prima rimessa laterale ne approfitta per contare i giocatori avversari: pensava giocassero in 13 o 14 tanta era la loro aggressività in fase offensiva e difensiva, da quel momento diventa un cultore del pressing tanto da studiarlo in tutte le sue evoluzioni.

Ma è Arrigo Sacchi il suo amore giovanile guarda e riguarda ogni video di partite del Milan, studia il suo 4-4-2 nei minimi particolari il pressing a zona di Sacchi, la trappola del fuorigioco, è folgorato dallo stile «di un autodidatta ex venditore di scarpe capace di diventare il migliore", raccontò di aver rotto il videoregistratore. Sapeva talmente tutto che lo andò a spiegare in tv, accadde nel 1998 nel programma TV SportStudio.

Qui, in un completo grigio scuro e con gli occhialini da professore spiega il pressing con il 4-4-2 e la difesa a zona con l’ausilio di una lavagnetta magnetica. Da quel giorno Rangnick è conosciuto come il Professore, ‘The Professor’.

In 5 minuti mostra alla Germania il futuro del calcio, anche se nessuno lo comprese in quel momento, ha scardinato l'architettura tattica teutonica elevando la difesa a 4 come rimedio a tutti i mali, in un momento storico dove quasi tutte le squadre della Bundesliga giocavano con il libero, e che appena due anni prima la nazionale tedesca allenata da Berti Vogst aveva vinto Euro 96, grazie anche ad un libero straordinario come Matthias Sammer, Pallone d’Oro 1996.

Per trent’anni la scuola degli allenatori tedeschi non ha avuto inventiva tattica. In assenza di idee, la Germania si è aggrappata alla figura del Tecnico Santone, con Beckenbauer ideale capofila di una generazione comprendente tecnici come Vogts, Rehhagel, Hitzfeld, Heynckes, ma anche Voeller o Klinsmann: allenatori dal carisma smisurato, in grado di tenere le fila dei gruppi più indisciplinati ma privi di inventiva tattica.

 

Ragnic è stato l’ allenatore che ha influenzato e cambiato l'approccio tattico in Bundesliga, insieme a Jurgen Klopp il migliore tecnico in circolazione in questo momento. Klopp soprannominato “il Mago”, condivide con Ragnick un passato da calciatore non proprio esaltante, e l’amore ossessivo per Arrigo Sacchi, anche lui ha passato le notti insonne a vedere e rivedere le cassette del Milan, "L'allenatore più importante dal quale ho imparato è Arrigo per tutte le cose che ha fatto con il suo Milan. Quelle cose sono state implementate nella nostra squadra e alla base di tutto quello che faccio c'è ciò che ha fatto Arrigo".

 

Sono stati i primi allenatori a utilizzare in Germania l'analisi video e la raccolta dati, e ad introdurre la tecnologia per gli allenamenti.

La loro idea di calcio è legata ad un approccio tattico ben definito il “Gegenpressing” o “riaggressione”, ovvero il pressing immediatamente alla perdita del possesso.

La loro squadra ideale deve riconquistare la palla una volta persa entro otto secondi. Rangrick ha allenato prima lo Schalke 04 facendo un ottimo lavoro, ma il suo nome si lega principalmente a due squadre: l’Hoffenheim e il RB Lipsia. Sono due sue creature, in tutti i sensi, perché in entrambi casi è arrivato, ha costruito da zero, è ha valorizzato due progetti facendoli diventare una realtà a livello europeo.

A Hoffenheim è stato dal 2006 al 2011 e ha portato la squadra dalla terza divisione alla Bundesliga, in tre anni.

Con la Red Bull, ha avuto un compito ancora più complicato.

Nel 2012 diventa il direttore sportivo delle due squadre targate RB, il Salisburgo e il Lipsia, dove scopre talenti come Naby Keita, Sadio Mane, Timo Werner e Halland.

Nel 2015 Rangnick diventa anche l’allenatore del Lipsia, mettendo da parte il ruolo dirigenziale che aveva in Austria portando il club in Bundesliga.

 

Klopp , ha creato il laboratorio Borussia Dortmund e ha reso una squadra perfetta e vincente il Liverpool, con quattro giocatori scoperti dal Ragnick, Joel Matip (Schalke), Roberto Firmino (Hoffenheim), Naby Keita e Sadio Mané (Salisburgo) funzionali ai suoi stessi meccanismi tattici.

Ha copiato la footbonaut, che Rangnick aveva ideato a Lipsia, una macchina tecnologica per gli allenamenti che ricrea alcune situazioni di gioco della partita. Le loro idee innovative hanno ispirato la nuova generazioni di coach tedeschi proprio come Sacchi aveva ispirato loro. Thomas Tuchel è stato un calciatore di Ragnick, fin da giovane è stato indottrinato con il nuovo pensiero tattico, l’attuale tecnico del Psg ha seguito le orme di Klopp prima al Mainz e poi al Dortmund, ha adattato il “gioco di posizione” spagnolo al “gegenpressing”, anche David Wagner attuale allenatore dello Schalcke 04 è passato da Dortmund, allenava il Borussia U19 quando Klopp allenava la prima squadra, nel 2015 passa all’ Huddersfield Town dove porta il club in Premier League nel 2017.

A Salisburgo, Ragnick ha scoperto e formato secondo il suo “gegenpressing”, Roger Schmidt ex Bayer Leverkusen e Marco Rose ora al Borussia Mönchengladbach, dove aveva allenato e fatto bene André Schubert.,

L’attuale Bundesliga è stata soprannominata la “Rangnickliga” perché ci sono molti suoi discepoli alla guida di squadra di alto livello. 

Oltre a Marco Rose, Oliver Glasner (Wolfsburg) e Adi Hutter (Eintracht Francoforte) hanno lavorato insieme al Salisburgo, rispettivamente come vice-allenatore e allenatore della squadra primavera, prima che Rose diventasse a sua volta allenatore della prima squadra. René Marić, vice di Rose nella primavera del RB Salisburgo nella stagione della conquista della Youth League e tuttora al suo fianco. Achim Beierlozer (Mainz), aveva lavorato con lui al Lipsia, anche Markus Gisdol, del Colonia, è un allievo di Rangnick, è stato il vice nella seconda esperienza allo Schalke 04. Infine, Julian Nagelsmann classe 87 forse il più promettente di tutti, è stato influenzato da lui, quando lavorava nel settore giovanile dell’Hoffenheim, dove a soli 28 si è preso la panchina della prima squadra conducendola poi ad una storica qualificazione in Champions League, proprio Ragnick lo ha scelto come suo successore alla guida della RB Lipsia lo scorso anno.

Dopo la vittoria contro il Tottenham agli ottavi, Julian è diventato l’allenatore più giovane della storia ad approdare ai quarti di Champions League.

Ma perché i club tedeschi all’improvviso hanno affidato le loro panchina a giovani allenatori con un passato calcistico poco o nullo a discapito dei vecchi santoni della panchina? La rivoluzione, il cambiamento, ha una serie di motivi, per primo i risultati mortificanti agli Europei 2000 e 2004, della nazionale tedesca eliminata ai gironi, poi il successivo fallimento casalingo della Germania nel 2006 ha portato la Federcalcio tedesca a rivalutare i propri metodi dicoaching”, sia nella formazione dei calciatori ma soprattutto nella formazione dei nuovi tecnici.

La DFB ha investito cosi circa 800 milioni di euro nel settore giovanile, prendendo l’Hoffenheim di Rangnick come prototipo di modello di sviluppo di giocatori e di calcio da cui ripartire per rilanciare le sorti della Nationalmannshaft mponendo poi ai club, staff tecnici professionali (tutti i vivai dovevano obbligatoriamente avere nel proprio staff un numero minimo di allenatori con patentino B, uno psicologo sportivo, un medico e un fisioterapista), strutture di alto livello (obbligatorio un centro medico con sauna, area massaggi e fitness), unendo il tutto con una filosofia formativa in completa rottura con il passato, nel quale atletismo e forza fisica prevalevano su tecnica e poliedricità del giocatore. A differenza di altri paesi, in Germania anche chi non ha avuto un passato da calciatore può iscriversi alla DFB-Trainer Akademie, o Hennes-Weisweiler-Academy, con sede a Bonn, la Coverciano tedesca, dove le classi vengono formate in base alle capacità e al potenziale talento, e dove ogni anno gli ottanta migliori studenti accedono a un mini-stage di tre giorni che prevede test e prove sul campo.

Solo per ventiquattro di essi il percorso si conclude con la nomina di Fuβall-Lehrer.

Vi entrano non semplici allenatori ma ingegneri, architetti neuroscenziati, dove al primo posto c’è la meritocrazia dove al 30-35enne senza alcun curriculum “sul campo”, ma uscito dalle accademie col massimo dei voti, spetta comunque la precedenza sulla vecchia gloria in cerca di occupazione.

Uno dei migliori studenti dell’accademia è stato anche Julian Nagelsmann ma nel suo corso ottenne il secondo miglior punteggio, all’esame finale il miglior punteggio è stato di Domenico Tedesco classe 1985, allenatore tedesco di origine italiane.

Nel sistema scolastico tedesco i voti vanno da 6 (gravemente insufficiente) a 1 (il massimo). Domenico Tedesco ottenne 1,0, la perfezione. I due lavoreranno insieme nel settore giovanile dell’Hoffenheim.

Anche per Tedesco il salto tra i grandi è arrivato giovanissimo, quando lo chiama lo Schalcke 04 diviene il più giovane allenatore nella storia del club. In campionato riesce ad arrivare secondo dietro il Bayern Monaco, nella stagione 2017/18. Il 14 ottobre 2019 subentra sulla panchina dello Spartak Mosca.

Da lì è uscito con il titolo di Fuβall-Lehrer anche Roger Schimdt, ingegnere meccanico che nel tempo di libero allenava tra i dilettanti.

Nella classe di Roger Schmidt nel 2011 c’erano Markus Weinzierl (l’uomo che ha portato l’Augsburg per la prima volta in Europa), Markus Gisdol e Thomas Schneider, quest’ultimo attuale vice di Löw. Joachim Löw è stato bravo a introdurre le nuove idee tattiche che gli offriva la Bundesliga, la sua nazionale ha espresso il miglior gioco della storia della nazionale tedesca, inoltre è stato il primo ct della nazionale ad introdurre in nazionale la tecnologia per monitore gli allenamenti, raccogliendo i frutti della rivoluzione tedesca vincendo il Mondiale 2014. Arrigo Sacchi > Ragnick-Klopp > Laptop trainer, questa è la sequenza che ha portato al cambiamento.

 

RAFFAELE FROLLI

@frolli17


 

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