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Undici pillole per undici giocatori: le basi

12 Maggio 2020

Da un’idea di Andrea Bonso nasce questa “rubrica social” con l’intento di approfondire una tematica importante per molti in ambito sportivo. Undici pillole per undici giocatori è semplicemente il titolo che ho dato a questa serie di brevi consigli pratici sull’allenamento, in particolare sull’aspetto fisico, e sulla metodologia applicata agli sport di performance, rivolte ad un vasto e interessato pubblico, compreso quello del calcio. La rubrica mi è piaciuta subito perché si è rivelata molto “smart” ma anche molto stimolante, dovendo snaturare in molti piccoli pezzi argomenti molto ampi dell’immenso panorama della preparazione fisica. 

Ho voluto cominciare con “Le basi” dell’allenamento cercando di esporre gli aspetti principali, gli obiettivi del preparatore e dello staff e i principi su cui si basa l’allenamento finalizzato alla performance sportiva.
Gli aspetti principali della performance sono rappresentati da una forma che racchiude quattro aree in un incastro perfetto, senza però interruzioni di continuità. Nessuno dei quattro aspetti - tecnico, tattico, fisico e psicologico - finisce per dare spazio ad un altro. Una proposta allenante ben calibrata deve tener conto di tutti e quattro questi aspetti. 

L’obiettivo dello staff è la preparazione dell’atleta e/o della squadra al fine di migliorare le prestazioni rispetto alla condizione iniziale, in termini tecnici, tattici e strategici, e di tenuta psicofisica, tenendo in considerazione quelli che sono i prerequisiti genetici e le fasi di crescita e sviluppo del singolo atleta. 

L’allenamento può determinare dei miglioramenti progressivi ed immediati sin da subito, ma dopo questa fase iniziale le aspettative di miglioramento decrementano. Una strategia per continuare la crescita del nostro atleta sarà quella di frammentare i punti deboli e lavorare su quelli per poter ottenere nuovi risultati. È doveroso, secondo il principio della progressione, proporre un lavoro in forma graduale e costante per ottenere un progressivo adattamento della struttura del nostro atleta. Un sovraccarico troppo rapido può causare traumi causati da una tecnica non corretta e da un’alterata coordinazione muscolare. Anche il recupero, nelle sessioni di allenamento, deve essere ritenuto una parte fondamentale dell’allenamento stesso. 

Una interruzione parziale o totale dell’allenamento, a causa di un infortunio, determina la perdita degli adattamenti in ritorno al livello iniziale. È necessario evitare questo tipo di situazione proponendo esercitazioni funzionali allo sport e alle esigenze dell’atleta. È altresì vero che variazioni dell’allenamento, non funzionali alla prestazione, porta risultati simili sui sistemi energetici. 

Per sovraccarico si intende tutti quegli adattamenti ricercati che portano a uno stress sull’organismo. Sollecitazioni con stimoli opportuni e differenti portano a reagire opponendosi a questi cambiamenti. La situazione di sovraccarico va gestita nel migliore dei modi, calibrando bene la quantità di carico e le fasi di recupero. Un sovraccarico continuo può portare a una situazione di over reaching, considerata ancora positiva, o nel peggiore dei casi, ad una situazione di over training.
È di fondamentale importanza allenare, secondo il principio della specificità, i gruppi muscolari interessati e gli aspetti energetici e metabolici richiesti nello sport, tenendo in considerazione che ogni persona, ogni atleta, è differente e risponde in maniera diversa allo stimolo allenante. Il principio dell’individualità ci dice che queste differenze variano con l’età (biologica), sesso, stato di allenamento, esperienza sportiva, composizione corporea, ed eventuali infortunio patologie pregresse. Da questo si deduce che da soggetto a soggetto non c’è alcuna certezza della replicabilità dell’effetto dell’allenamento proposto. È quindi necessario una ricerca accurata di quelle che possono essere le caratteristiche in comune degli atleti per poter somministrare uno stimolo più personalizzato possibile.
Infine, nella pratica l’allenamento ha quattro importanti caratteristiche: il volume, cioè la quantità di lavoro effettuato, come il numero di serie e ripetizioni (nella corsa si traduce in distanza percorsa, mentre nella forza è la quantità di carico sollevato), l’intensità, cioè la difficoltà del lavoro (la velocità di corsa per esempio, un aumento di difficoltà nell’esecuzione di un esercizio, togliendo un appoggio al terreno per esempio), il carico, cioè il volume per l’intensità, e la frequenza, cioè il numero di sedute allenanti proposte nel giorno, della settimana, e del mese. 

Andrea Fiorin
Physical Trainer
348 0928205
andrea.fiorin85@gmail.com

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