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Uscite basse: addentriamoci nelle loro difficoltà (1ª parte)

09 Aprile 2020

L’uscita è l’azione difensiva del portiere che si realizza mediante l’impiego di specifici gesti tecnici (presa, respinta, tuffo ecc.) allontanandosi dalla porta, per intercettare palloni non direttamente indirizzati verso di essa, allo scopo di prevenire o risolvere situazioni pericolose e/o dare un aiuto ai propri difensori(FONTE: SETTORE TECNICO).

Il portiere ha tre obiettivi principali in relazione a dove si trova la palla:

  • difendere lo spazio: quando l’avversario in possesso palla “teoricamente” non può concludere a rete essendo pericoloso

  • difendere lo spazio e la porta indicativamente ¾ difensiva e limite area in relazione allo “stato” della palla

  • difendere la porta: indicativamente negli ultimi 16 mt

Si evidenzia che tutte le distanze riportate servono esclusivamente per dare un’idea, non sono un dato oggettivo.

Nella fase di preparazione all’uscita bassa è importante il corretto posizionamento in relazione al sistema di gioco utilizzato e allo “stato”(palla rimbalzante e non, pressata e non pressata) della palla e alla sua posizione (frontale-laterale) nel terreno di gioco.

In relazione a quanto detto precedentemente è importante che il portiere si orienti in modo corretto e mantenga la giusta distanza dalla linea difensiva e che nell’assumere il proprio posizionamento tenga conto della posizione sia del portatore di palla che degli eventuali possibili riceventi. Il portiere per soddisfare i requisiti precedenti deve essere in grado di utilizzare un’attenzione diffusa che gli permetta se possibile di anticipare l’eventuale giocata dell’avversario e di vedere i movimenti degli avversari.

Le richieste per un portiere di una squadra “alta” e aggressiva devono essere quelle di coprire molta profondità e di conseguenza deve avere un atteggiamento che lo porti a giocare alto e ad essere pronto ad effettuare anche delle uscite fuori area. Questa capacità di assumere una posizione adeguatamente alta va allenata/stimolata ed essendo un atteggiamento tattico può essere sviluppata in maniera adeguata esclusivamente in contesti/situazioni di gara oppure con lavori specifici all’interno del gruppo squadra.

La posizione “alta” può risultare una discriminante positiva per l’adeguata capacità di realizzare l’intervento, ma va messa in relazione alla rapida capacità di analisi e presa di decisione del portiere.

Nel posizionarsi il portiere deve avere sempre chiare tre cose e le deve soddisfare contemporaneamente:

  • come prendere posizione

  • dove prendere posizione

  • quando prendere posizione

.... continua 

 

Andrea Brunello 

preparatore portieri 

 

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