Sei un dilettante o un professionista del mondo del calcio?

Registrati gratuitamente nel nuovo social network dedicato ai protagonisti del calcio e connettiti con compagni, allenatori, dirigenti, tecnici e preparatori atletici, contattali e scopri nuovi talenti grazie alla funzione di Scouting, segui i loro aggiornamenti e quelli delle tue società preferite.

Amministra gratuitamente le informazioni e news della tua società, rilascia comunicati e condividi foto e video.

Iscriviti ora

Nigel Spink: una notte da leone

14 Febbraio 2020

 

In Inghilterra a metà anni settanta fino agli inizi degli anni ottanta il campionato di calcio non ancora chiamato “Premier League” ma ancora “First Division” vedeva una sola squadra dominatrice, il grande Liverpool capace di vincere sette campionati in nove anni, (1976, 1977,1979,1980,1982 e 1983) mancando il titolo solo nel 1978 e nel 1981 quando decise di puntare tutto sull’allora “Coppa dei Campioni” vincendola  entrambe le volte.

Nelle due annate dove i “reds” hanno trascurato il campionato, il titolo di campione d’Inghilterra è andato a due matricole, due outsider, nel 1978 il Nottingham Forest di Brian Clough e nel 1981 l’Aston Villa, due club da medio classifica che furono brave ad approfittare delle distrazioni del Liverpool concentrato troppo sull’Europa.

Le due squadre avevano in comune diverse cose, erano squadre solide, non avevano fuoriclasse in campo, il gruppo era la loro forza, entrambe subivano pochissimi gol anche grazie ai loro bravi portieri, Peter Schilton per il Forrest e Jimmy Rimmer per i Villans.

Quando nel 1981 l’Aston Villa allenata da Ron Saunders vince il titolo dopo 71 anni di attesa, impiega solamente 14 giocatori della rosa, 7 di loro giocheranno tutte le partite del campionato, compreso il portiere Rimmer che non salterà un solo minuto.

Quando inizia la Coppa dei Campioni del 1982, i Villans alla loro prima partecipazione hanno una “folle idea”, quella provare a vincere la coppa, hanno come esempio proprio il Nottingham che aveva vinto la coppa subito dopo aver vinto il titolo nel 1979 ripetendosi l’anno dopo, le squadre inglesi trionfano nella Coppa dei Campioni da cinque anni consecutivi, (con tre vittorie del Liverpool e due del Nottingham) perché non continuare la tradizione si chiedono dalle parti di Birmingham.

 

Cosi nella stagione 1981/82 l’Aston Villa come fatto da Liverpool e Nottingham in precedenza decide di puntare tutto sull’Europa trascurando il campionato dove a fine campionato arriveranno solo undicesimi.

Il primo turno viene superato agevolmente contro gli islandesi del Valur, mentre nel turno successivo contro i tedeschi orientali della Dynamo Berlino, l’Aston Villa rischia di uscire, dopo la vittoria in casa loro per 2-1 grazie ad una doppietta di Tony Morley, perdono in casa al Villa Park per 1-0 al ritorno, superando il turno solo in virtù del maggior numero di reti segnate in trasferta.

Nei quarti di finale l’Aston Villa gioca contro i temibili sovietici della Dynamo Kiev, mentre il Liverpool campione in carica gioca contro i bulgari del CSKA Sofia che, inaspettatamente, ribaltano in casa lo 0-1 subito ad Anfield Road” per una clamorosa eliminazione.

Nel frattempo con la squadra concentrata per la coppa, le cose non vanno molto bene in campionato e dopo una serie di sei sconfitte in otto gare di campionato, Ron Saunders eroe del titolo rassegna le dimissioni il 9 febbraio 1982, al suo posto viene nominato il vice Tony Barton, alla sua prima esperienza da tecnico di una prima squadra.

Con l’uscita del Liverpool prima pretendente per il titolo i Villans sognano ancora di più e con una difesa ben organizzata superano il turno contro gli ucraini, con un sofferto zero a zero a Kiev e il 2-0 a Birmingham e vanno in semifinale contro i belgi dell’Anderlecht.

L’andata a Birmingham, finisce 1 a 0 per i Villans e due settimane dopo gli inglesi resistono agli assalti dei belgi, riuscendo a portare a casa un altro 0-0 grazie anche alle parate decisive di Rimmer. che schiude le porte per la finale.

 

La finale si gioca al “De Kuip Stadium” di Rotterdam il 26 maggio 1982 contro il favoritissimo Bayern Monaco di Rummenighe, Braitener e Uli Unes, i tedeschi hanno un attacco formidabile, migliore del torneo con 20 reti segnate nelle otto gare disputate, uscire con la porta inviolata è considerato un’impresa alla vigilia , ma la strategia dell’Aston Villa per la finale è chiare puntare tutto sulla difesa per annientare l’attacco bavarese anche perchè grazie alle solo due reti subite in tutto il torneo, si sono guadagnati la finalissima.

I tifosi affidavano i loro sogni di gloria alle parate del veterano di mille battaglie Jimmy Rimmer. Ma otto minuti dopo l’inizio della finale il primo colpo di scena, Rimmer chiede il cambio per il riacutizzarsi di un problema alla spalla, venendo sostituito dalla riserva Nigel Spink.

Spink, ha 23 anni, è arrivato all’Aston Villa nel 1977 per fare la riserva di Rimmer, ma in cinque anni ha disputato una sola gara di campionato, il 26 dicembre 1979, nella sconfitta esterna per 1-2 sul campo del Nottingham Forest, per questo si può immaginare quale è lo sconforto dei “supporters” inglesi, quando vedono uscire uno dei punti di forza della loro squadra.

Solo una persona all’ingresso in campo quella sera, era sicuro della capacità del suo portiere di riserva, era l’allenatore Tony Barton in quanto era stato lui, quando era il vice di Ron Saunders a scoprilo nella città di Chelsmsford nel 1977 quando Spink aveva 18 anni e giocava nelle serie minori, e convincere l’Aston Villa ad acquistarlo.

Dopo un inizio promettente da parte inglese, come era logico attendersi sono i tedeschi a prendere il comando delle operazioni, Durnberger e Rummenigge hanno la possibilità di mettere subito alla prova i riflessi di Spink, che si oppone in modo efficace, per poi ringraziare la fortuna quando una mezza rovesciata di Rummenigge esce di poco alla sua sinistra.

Il primo tempo si chiude sullo 0-0, la pressione del Bayern, aumenta ancora di più nella ripresa trascinato da un Augenthaler imperioso nelle sue uscite dalla difesa palla al piede ad impostare l’azione offensiva, poi una percussione di Durnberger dopo uno scambio in area con Breitner da non più di dieci metri, trova sulla sua strada l’opposizione di uno straordinario Spink che, tuffatosi sulla sua destra, riesce addirittura a bloccare la conclusione a fil di palo.

Dopo altre occasioni l’Aston Villa sembra dare l’impressione di capitolare da un momento all’altro.

Ma, dopo che Spink sbroglia una difficile situazione gettandosi sui piedi del centravanti bavarese Hoeness, da un suo lancio nasce il contropiede che porta il gol della vittoria, la palla arriva a Morley la guizzante ala inglese, che dopo essersi liberato in dribbling di un difensore, crossa al centro dove il liberissimo Paul Withe non resta che toccare in rete da pochi passi la palla dell’1-0 il minuto è il 67′, vale a dire a metà ripresa, e tempo ce ne sarebbe per riequilibrare l’incontro, ma Spink con altre parate protegge il risultato fino alla fine con un brivido finale costituito da una rete di Hoeness a tre minuti dal termine annullata per fuorigioco dal direttore di gara.

E così, al fischio finale, si scatena la gioia irrefrenabile dei giocatori, tecnici e tifosi dei “Villans“, che possono alzare al cielo la Coppa dei Campioni, e il vero eroe della serata, è Nigel Spink che, in una sola gara, riesce a guadagnarsi il posto nella storia dei Villans e nel cuore dei tifosi. 

 

Nella stagione successiva con la partenza di Rimmer si guadagna il posto da titolare che manterrà sino al 1996, per un totale di 460 presenze complessive.

Si ritira a 43 anni quando milita nel Forest Green Rovers dopo 20 anni nell’Aston Villa, dopo aver giocato nel West Bromwich e nel Millwall.

Dopo il ritiro Nigel tenta la carriera di tecnico, ma finisce ben presto a fare l’assistente o il preparatore dei portieri, poi la svolta, che lo porta a cambiare totalmente lavoro come raccontato da lui stesso in un’intervista.: “Ero assistente di Steve Bruce al Sunderland. Quando lui perse il posto, dovetti andarmene anch’io e lasciare l’alloggio che avevo a disposizione. Per il trasloco chiesi aiuto a un amico dei tempi dei Villans, Paul Munro, che arrivò con un furgone”. Ci divertimmo talmente tanto quel giorno a caricare e scaricare che decidemmo di fondare la S&M Courier. Era il 2012: io ho fatto ancora qualche mese il preparatore dei portieri al Bristol, ma poi ho mollato tutto e ho raggiunto Paul”. Ora ha ditta di traslochi tutta sua e con quelle stesse mani che anni prima aveva alzato la Coppa dei Campioni ora alza mobili e altro, con la mente sempre rivolta a quel 26 maggio 1982, la sua notte da leone.

https://www.youtube.com/watch?v=EiNvWIciMSU

Raffaele Frolli

@frolli17


 

Cerca nel blog

Ti potrebbe interessare:

Promuovi la tua attività su CalcioScout