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Gli effetti della Brexit sul calcio inglese

04 Gennaio 2020

Sono molti i paletti che l’eventuale uscita di Londra dall’UE porterebbe nella massima divisione inglese.

Tetto massimo del numero di stranieri per squadra

La federazione calcistica inglese, infatti, chiederà di abbassare il tetto massimo di giocatori stranieri in ogni club dai 17 attuali, su una rosa totale di 25, a 12. Questo potrebbe comportare un vero e proprio sconvolgimento delle rose di alcune dei più conosciuti club del campionato del Regno Unito che, oggigiorno, hanno molti tesserati non inglesi.

Permesso di lavoro

Inoltre cambieranno anche i parametri che permettono ai vari giocatori non inglesi di ottenere il permesso di lavoro per poter continuare a giocare in Premier League. Al momento, tali parametri, fissano dei requisiti ben chiari per ricevere questo tipo di permesso:

– Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 30% delle partite della propria nazionale, se essa è nelle prime 10 nel ranking FIFA.

 

– Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 45% delle partite della propria nazionale, se essa si trova tra l’ 11/a e la 20/a posizione nel ranking FIFA.

– Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 60% delle partite della propria nazionale, se essa si trova tra la 21/a e la 30/a posizione nel ranking FIFA.

– Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 75% delle partite della propria nazionale, se essa si trova tra la 31/a e la 50/a posizione del Ranking FIFA.

A tale incognita si risponderebbe con quella che viene conosciuta come “Watering Down”. Essa è una vera e propria legislazione “ad hoc”, per il mondo del pallone britannico, che prevede una minore rigidità della legge per ottenere un permesso lavorativo per i giocatori.

Tesseramento degli Under 18

Altro punto scottante è quello che riguarda l’acquisto dei giocatori stranieri non ancora maggiorenni. Per esso esiste un vero e proprio regolamento nello Statuto Fifa: il famigerato articolo 19 che permette di tesserare giovani talenti tra i 16 anni e i 18 anni. Esso, però, vale solamente per quegli stati che fanno parte dell’Unione Europea.

Una uscita del Regno Unito dall’UE non permetterebbe, ai club della Premier, di acquistare giovani talenti al di fuori dei confini inglesi come avvenuto spesso finora. Le squadre del regno di sua maestà, a questo punto, sarebbero costrette ad aspettare che il giocatore compia il diciottesimo anno di età come avviene, attualmente, per le stelle emergenti dei campionati sud-americani.

C.S.

 

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