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A tutto Pierantonio Del Turco: "Adesso parlo io!" (3ª pt)

10 Agosto 2018

Siamo arrivati alla conclusione dell’intervista esclusiva con Pierantonio Del Turco, ex vicepresidente della Calvi Noale, che ha scelto CalcioScout per rendere note le sue dimissioni (date a marzo) e spiegare com’è precipitato il suo rapporto con il presidente Del Bianco.

...

Dulcis in fundo, quando ho lasciato la Calvi, mio malgrado e a malincuore, non mi aspettavo di certo applausi, ma non mi sarei mai aspettato certi atteggiamenti, azioni, ripicche, falsità esageratamente e puerilmente cattive, inaspettate, inopportune e immeritate, da parte del Presidente e dal c.d.a. della Società F.C. Calvi Noale.

Ciò che mi sta dicendo effettivamente è molto strano, infatti tutto l’ambiente del calcio dilettantistico conoscono la Società e Noale per essere un posto dove poter lavorare e giocare bene, senza drammi e con una dirigenza coesa e pluriennale. 

Effettivamente a Noale c’è un ambiente sano, dove ognuno ha il proprio ruolo senza interferire, soprattutto dove è importante l’educazione e il rispetto delle regole prima del risultato. Ogni domenica al termine della partita aspettavo sempre la squadra, alla quale ero vicino, nella vittoria così come nella sconfitta, perché in campo davano comunque tutto e potevano uscire a testa alta, senza scuse o recriminazioni, sapendo di avere una dirigenza orgogliosa di loro e dell’impegno in campo. Proprio per questo, ma soprattutto perché ho sempre cercato di fare e dare il massimo, non mi capacito di tutto quello che mi è stato “fatto” con poco stile ma molta supponenza e acredine.

...perché affidare l’aspetto tecnico della Prima Squadra a Pierantonio è un riconoscimento al suo ruolo mantenuto in questi ultimi anni. Una collaborazione silenziosa ma costante all’attività societaria, mai sopra le righe e sempre positiva. Inoltre un riconoscimento per la sua passione per i nostri colori e la nostra maglia.”

Queste parole sono estratte da un’intervista del Presidente nel luglio 2017, con la quale ufficializzava il mio nuovo e importante incarico, con grande apprezzamento del mio operato e che onestamente mi hanno fatto molto piacere. Purtroppo sin dal primo giorno di preparazione e solamente un mese dopo l’intervista (agosto 2017) ha dimostrato che, al contrario, non ci avrebbe (io e il d.g. Corrado Del Bianco) lasciato lavorare in serenità con la reale e diretta responsabilità tecnica sulla Prima Squadra, in collaborazione con mister Soncin.

Durante l’intero campionato siamo sempre stati criticati e attaccati per tutto e su tutto ciò che facevamo o decidavamo, anche davanti ai calciatori e allo staff tecnico, spesso con urla e atteggiamenti isterici. I calciatori erano spesso criticati apertamente in tribuna davanti al pubblico presente, dimostrando così la totale assenza di professionalità e rapporti con la squadra. Non c’era poi collaborazione e disponibilità per necessità logistiche-tecniche e molto altro. Tutto ciò ha caratterizzato purtroppo l’ultima stagione sportiva, ma sono atteggiamenti che comunque erano già iniziati durante il girone di ritorno del precedente campionato (2016/2017), dove, con un gran gruppo di uomini e calciatori, contro ogni logica e senza alcun appoggio del Presidente, la Calvi Noale ha salvato la categoria, con un ruolino di marcia da play off,salvezza in cui pochi credevano,iniziando proprio da lui!

Ricordo, a tal proposito, che l’acredine e l’invidia del Presidente per lo speciale rapporto che si era creato tra me, l’intero spogliatoio e la Squadra, per aver raggiunto una salvezza memorabile, nonché per il fatto che tale risultato era arrivato nonostante la sua totale assenza durante l’intero girone di ritorno e che quindi non l’ha “visto” unico protagonista, l’hanno portato alla decisione di non riconoscere alcun “premio salvezza” richiestoci dal capitano, premio che poi ho pagato interamente io a tutta la squadra, allo staff tecnico e ai vari collaboratori volontari perché ritenevo giusto premiare chi, a tutti i livelli, aveva dato tutto, sino alla fine, con serietà e spirito di gruppo, onorando così la maglia che indossavano la domenica e “il patto” deciso assieme nello spogliatoio, contro tutto e tutti.

Come detto, purtroppo da quando ho rassegnato le mie dimissioni da Vice Presidente e Responsabile Tecnico Prima Squadra e Juniores Nazionali, ho subito scorrettezze inspiegabilmente e ingiustamente, infamie, ripicche, bugie, sino a tenere “nascoste” le mie dimissioni ai tifosi e alla stampa, dimostrando tra l’altro la totale mancanza di stile e rispetto nei miei confronti.

Anche questo comportamento dimostra che era “conveniente” tenermi in organico, come è stato “conveniente” estromettermi impropriamente e di nascosto dal c.d.a., evidenziando, oltre alla totale mancanza di deontologia professionale, un abuso di potere e tanta presunzione. Non sarà certo negandomi gli striscioni pubblicitari (fatto!), o restituendomi la nuova muta di magliette da gara (fatto!),o impedendo alla squadra di accettare il mio invito in pizzeria per un cordiale saluto post dimissioni (fatto!) o lo sparlare del sottoscritto e della mia condotta personale e imprenditoriale (fatto!), che mi trasformerà in un suo simile! Non mi abbasserò al livello di chi mi ha tradito, “sputtanato” e deriso. Io conosco bene tutta la vicenda e tutte le verità, ciò mi è stato fatto e detto al solo scopo di farmi del male. Sono però consapevole della mia integrità morale e non ho mai agito per vendetta o ripicca, sfido il Presidente a dimostrare il contrario, anche se è abituato a parlare, anzi, a sparlare degli assenti senza la possibilità di alcun contraddittorio.

Tutto ciò mi ha addolorato, ferito, ma non riuscirà a sporcare i tanti bei ricordi, soddisfazioni, vittorie e momenti che ho avuto in sette anni alla Calvi Noale, che porterò sempre con me!

Quello che mi domando è perché lei abbia aspettato tanto tempo prima di “parlare” e raccontarci questa situazioni per certi versi inspiegabile.

Ho imparato nel tempo che le reazioni “a caldo” sono sbagliate e controproducenti, spesso è necessario attendere qualche giorno prima di agire per far passare l’arrabbiatura e per dare l’opportunità a chi sbaglia, magari in conseguenza proprio ad una reazione istintiva, di tornare al controllo del pensiero e delle parole. Inoltre speravo in un incontro personale con il Presidente, un incontro civile e chiarificatore, da me più volte chiesto e richiesto, senza mai alcuna risposta. Questo atteggiamento codardo e puerile non mi ha sorpreso, infatti anche durante questi sette anni, quando era necessario esporsi in prima persona e “parlare chiaro”, come per esempio licenziare un calciatore o un allenatore o incontrare la squadra quando le cose non andavano bene, quando c’era da comunicare decisioni importanti, quando c’erano provvedimenti disciplinari, non a caso ero sempre io a doverlo fare con responsabilità, empatia, professionalità e credibilità.

Inoltre, ed è il principale motivo, ho taciuto per evitare ripercussioni e/o contraccolpi alla Prima Squadra che stava vivendo un momento delicato in campionato e nello spogliatoio. Sono voluto uscire in punta di piedi, senza drammi e scenate, in silenzio, senza neanche coinvolgere i vari media, nonostante quello che mi veniva detto e fatto dietro le spalle, perché questo è il mio stile e buona educazione.

Mi auguravo che, almeno al termine del campionato, la Società ufficializzasse le mie dimissioni, come minimo per rispetto dei tifosi. Ho atteso pazientemente senza alcun esito, ancora oggi nessuno della Società ha comunicato nulla in merito e ciò è molto grave ed indisponente.

A questo punto chiedo io a te e a chi mi legge, cosa pensi e che spiegazione ti dai relativamente ai comportamenti e tutto quanto ho subito e ti ho raccontato in queste interviste?

Ora, soprattutto per la mia coerenza e per me stesso, ho deciso di parlare con sincerità potendo dimostrare ogni cosa detta e scritta in questa intervista, ovviamente dando la possibilità di replica alle persone coinvolte e a chi si ritiene coinvolto.Ci sarebbe molto altro ancora, ma preferisco concludere per evitare di annoiare e perdere così l’interesse dei lettori, che sicuramente avranno capito la situazione e il difficile momento che sto vivendo “solamente” per essermi dimesso!

Ringrazio te e CalcioScout per essermi stati vicino e pazientemente attenti a quanto vi ho raccontato, dandomi l’opportunità di “dire la mia” ed è per questo che ho deciso di parlare con voi in esclusiva assoluta. Concludo confermandoti che il mio impegno sportivo non finisce con l’esperienza di Noale. Ho infatti molte energie da investire in altri sport e in altri ambienti, dove ho più soddisfazione e visibilità a livello mondiale, ad esempio come main sponsor della Ducati Barni Racing Team nel Mondiale SBK.

Concludo con la considerazione che mi mancherà la Calvi Noale, ma di certo non la sua dirigenza!

Qui la prima parte di intervista

Qui la seconda parte di intervista

Andrea Bonso

 

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