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L’importanza dell’organizzazione nel primo soccorso.

31 Maggio 2016

Il prossimo 20 luglio scadrà la proroga per l’attuazione del decreto Balduzzi sull’obbligo di dotazione di un defibrillatore durante l’attività sportiva dilettante.

Ma se noi riducessimo il tutto all’acquisto dell’apparecchiatura ed alla partecipazione al corso, commetteremmo un gravissimo errore di prospettiva e tradiremmo lo scopo della legge, ovvero uno sport sicuro per chi lo pratica e per chi lo guarda.

Allargherei il discorso al concetto di vita sicura, non solo quindi in un impianto sportivo, ma anche in un centro commerciale, nel luogo di lavoro, in una scuola, la nostra casa ……..

Imparare la Rianimazione Cardio Polmonare è fondamentale, può salvare una vita e limitare i danni dell’arresto cardiaco.

Considerate che una persona in arresto cardiaco è destinata a morte sicura in assenza di un soccorso ed il fattore tempo può fare la differenza tra vivere o morire.

Seguire un corso è importante, avere un defibrillatore pronto all’uso, e sottolineo pronto all’uso, è determinante, ma senza un minimo di organizzazione rischiamo di vanificare le nostre competenze.

Vorrei dare un consiglio ai dirigenti/presidenti di società sportive, organizzatevi in modo da avere sempre una squadra pronta ad intervenire dove tutti sanno cosa fare; mi ripeto: avere un defibrillatore non basta.

Anche se solo alcune persone nella vostra ASD hanno partecipato ai corsi è importante collaborare e dividersi i compiti per essere efficaci: mentre la persona addestrata comincia la rianimazione altri devono coordinarsi per chiamare il 112, mettere in sicurezza il luogo, recuperare il defibrillatore, facilitare l’arrivo dell’ambulanza, facilitare l’arrivo dei soccorritori; non date niente per scontato.

Riflettete, per esempio, sul posto migliore dove mettere il defibrillatore e le modalità di recupero, rendete le attività semplici, sicure e veloci.

Noi tutti speriamo di non dovere mai chiamare il 112 ma nel caso succedesse dobbiamo essere reattivi e consapevoli di ciò che va fatto. Non siamo infermieri o dottori ma dobbiamo fare il nostro meglio per soccorrere una vita che il destino ha lasciato nelle nostre mani.

Il 90° è scaduto, ci rimangono i minuti di recupero per l’azione più importante della nostra vita …… salvare un’altra vita.

Massimo Aquilini QSFA®

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