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Intervista a Massimo Neri, esperto preparatore atletico

21 Luglio 2015


Ai microfoni di CalcioScout c’è Massimo Neri, preparatore atletico con una lunghissima carriera alle spalle, che l’ha portato a collaborare per molti anni con Carlo Mazzone e Fabio Capello, in squadra come Lecce, Roma, Juve, Real Madrid e le nazionali di Inghilterra e Russia.

 

D) Come è entrato nel mondo del calcio?

R) Dopo un passato come calciatore in ambito semiprofessionistico ho conseguito il diploma ISEF a Urbino e nella stagione 1985-86 ho iniziato la carriera di preparatore nel settore giovanile del Lecce. 


 

D) In cosa consiste la sua professione?


R) Il mio compito e più in generale quello del preparatore atletico è quello di collaborare con lo staff tecnico nella stesura di programmi di allenamento mirati al raggiungimento della migliore performance del calciatore, sempre ovviamente nel rispetto della sua salute. Diventa quindi importantissimo conoscere a fondo ogni sistema di allenamento e individualizzare il più possibile gli allenamenti. Oltre a questo il preparatore si occupa della conduzione diretta degli allenamenti sia in campo che in palestra.

 

D) Cosa ci può raccontare della sua prima esperienza in Serie A?

R) La mia prima esperienza in serie A e' stata entusiasmante! A Lecce campionato 1988-89 dopo aver vinto il campionato di serie B. Ci salvammo all'ultima giornata in casa davanti a 55.000 spettatori contro il Torino che tutti davano come favorita e condannammo quindi il Toro alla retrocessione. L'allenatore di quel Lecce era il mitico Carlo Mazzone col quale iniziò una collaborazione che durò per altri 12 anni.

 

D) Quali esperienze ricorda con maggior piacere?

R) Le ricordo quasi tutte con affetto... forse quelle più sofferte hanno un significato più forte. Ovviamente ci sono state anche delle spine, ma in ogni percorso ci sono rose e spine... Sicuramente il primo scudetto vinto con la Roma, ma anche i due vinti legittimamente sul campo con la Juve e quello memorabile all'ultima giornata con il Real Madrid dopo un lungo inseguimento al Barca.

 


D) Quando e come è nato il feeling con Fabio Capello?


R) Con Fabio Capello il rapporto è iniziato nel 2000-2001, l'anno in cui vincemmo il primo scudetto vinto con la Roma.

 

D) A quali giocatori è più affezionato?

R) Sono rimasto legato a diversi giocatori, ma ne ho avuti cosi tanti ormai che dovrei fare un lungo elenco...

 


D) Ci racconta un aneddoto curioso della sua lunga carriera?


R) Un aneddoto curioso... anche qui potrei raccontarne tanti. Uno simpatico è accaduto all'aeroporto di Madrid quando ero nel Real. Eravamo in attesa di partire per una trasferta e io ero seduto accanto a Van Nistelrooy col quale stavamo parlando un po' distanti dal resto del gruppo, quando ad un certo punto si sono avvicinati due ragazzi con accento romano che entusiasti mi hanno riconosciuto e mi hanno chiesto un autografo e una foto insieme senza degnare di uno sguardo il mitico Ruud sorpreso dal tanto affetto dimostratomi dai tifosi romanisti!!! Ricordo che Van Nistelrooy (grande uomo e grande professionista) continuò per tutto l'anno a ricordarmi il simpatico episodio.

 

D) Qual è il trucco per arrivare al meglio alla preparazione prestazionale?

R) Non ci sono trucchi, semplicemente applicazione, impegno e sacrificio quando necessario. In sintesi grande professionalità. Non dimentichiamoci che il calcio è uno sport, un gioco ma prima di tutto una professione.

 


D) Ha qualche trucco del mestiere che può dare ai tanti giocatori iscritti a CalcioScout, per riuscire a rendere al meglio durante la stagione?

R) Ripeto, non ci sono trucchi, la risposta sopra vale anche per questa domanda. Un consiglio però lo posso anzi lo devo dare. Non limitatevi al solo allenamento con il resto della squadra che a volte si limita ai 50-60 minuti. Se volete davvero migliorare prendete esempio dai grandi tennisti. Rimangono 3-4 ore al giorno a ripetere sempre gli stessi gesti tecnici: servizio, dritto, rovescio ecc.. Nella migliore delle ipotesi un calciatore quante volte tocca la palla in un allenamento al quale partecipano 20-24 giocatori? Riflettete...

 

Grazie mille!

Grazie a voi!

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