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La gestione del giovane calciatore di talento (Terza parte)

12 Febbraio 2014

L’intelligenza: condicio sine qua non per il talento.

Per intelligenza si intende generalmente l’attitudine per apprendere con prontezza, la capacità di applicare in diversi contesti le abilità precedentemente acquisite, la perizia nella risoluzione di nuovi problemi mediante l’uso di rappresentazioni mentali o segni (siano essi matematici, logici , linguistici) (Massimo De Paoli – I gesti tecnici e il pensiero tattico pag. 238 edizioni Correre, 2007).

Possiamo tranquillamente affermare che è ormai risaputo che l’intelligenza è determinata da fattori ambientali, educativi e sociali piuttosto che da fattori genetici, come allo stesso modo è assai difficile procedere ad una “misurazione” anche utilizzando raffinati test psicometrici. Facendo riferimento a Howard Gardner in "Formae mentis" (Feltrinelli, Milano, 1987) quando parliamo di intelligenza è altresì necessario non considerarla come un'unica entità, bensì come un sistema di architetture cognitive differenziate che si articola in una pluralità di forme di intelligenza. Ogni individuo svilupperebbe (con intensità differenti) molteplici intelligenze:

  • Linguistico – verbale.

  • Logico – matematica.

  • Spaziale.

  • Corporeo - cinestesica che si esprime attraverso la capacità di controllare i movimenti del proprio corpo e di manipolare avvedutamente gli oggetti (pallone, strumento musicale, qualsiasi attrezzo), perfezionando abilità quali il sincronismo, la coordinazione, la forza, il senso della direzione, l’attenzione ai fattori ambientali (stimoli, ostacoli, vincoli,...), la padronanza di un ventaglio di alternative possibili tra le quali scegliere di volta in volta la più opportuna.

  • Musicale.

  • Intrapersonale.

  • Interpersonale.

Per emergere nello sport come nella danza e nella recitazione l’intelligenza corporeo – cinestesica è indubbiamente al primo posto, combinata all’intelligenza logica e all’intelligenza spaziale, essa permette di immaginare i propri e gli altrui movimenti nello spazio, di apprezzare le traiettorie, di prevedere gli spostamenti, di progettare una strategia conveniente, ecc.

In base a quanto affermato in vari punti della mia tesi, non tralascerei di evidenziare che per un talento al fine di sviluppare sempre più le proprie abilità, oltre alle intelligenze corporeo – cinestesica, logica e spaziale avrà grande importanza anche l’intelligenza intrapersonale che gli permetterà di aver maggior consapevolezza di sé, della propria vita affettiva, dei propri stati d’animo, delle proprie emozioni, delle proprie motivazioni, intelligenza che gli permetterà di orientare più efficacemente i comportamenti al raggiungimento dei propri obiettivi, aspirazioni, desideri. Trattandosi il gioco del calcio di uno sport di squadra, sarà necessario disporre anche di una “buona dose” di intelligenza interpersonale, capacità di percepire e comprendere gli stati d’animo, i sentimenti, le aspirazioni altrui di entrare in empatia con l’altro creando un clima di cordialità, di complicità, di cooperazione. Spesso i talenti di qualsiasi età dimostrano di possedere l’intelligenza interpersonale, capita infatti che durante le “selezioni”, i “provini”, due bambini, o ragazzi, che non si sono mai visti prima, in brevissimo tempo sviluppano nel corso della partita una complicità, una collaborazione che li spinge a cercarsi tra loro, guarda caso ciò avviene proprio tra i 2 più talentuosi della selezione.

 

Dott. Lorenzo Simeoni ALLENATORE DI CALCIO, consulente di società sportive in ambito tecnico, rapporti con i genitori, organizzazione di Tornei ed eventi in genere (Laureato in Scienze Motorie, Allenatore UEFA B, Allenatore di Calcio a 5, Preparatore Atletico Professionista, attuale Responsabile Tecnico Settore Giovanile Campodarsego Calcio, in precedenza allenatore squadre giovanili Regionali e Nazionali e Responsabile della scuola calcio di Calcio Padova, Cittadella Calcio e Calcio Montebelluna).

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