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La Farfalla Granata

11 Novembre 2013

Stasera, lunedi 11 novembre, la Rai trasmettera' la fiction su Gigi Meroni.

Ma chi era Gigi Meroni?

 

Luigi “Gigi” Meroni nasce a Como il 24 febbraio del 1943 e proprio a Como fa le giovanili per poi passare al Genoa, prima del trasferimento al Torino. 

Con i granata allenati da Nereo Rocco l’ala numero 7 si fa immediatamente apprezzare per le sue giocate, i suoi dribbling e i suoi goal che, anche se pochi (nel Toro 24), sono ricordati nelle migliori cineteche del calcio.

Al “calciatore-beat” non piace tirare rigori, ha bisogno di azioni, di agonismo. È un lottatore, l’artista del gol impossibile, dei dribbling disegnati su tela dalla mano di un genio, il giocatore più atterrato in area di rigore dai terzini innervositi dalle sue finte ubriacanti, ma anche quello che fa segnare tanto i compagni. Lo sa bene Combin, suo grande amico, scaricato da Juventus e Varese perché “finito” e rinato nel Torino grazie a Meroni, l’ala che gli passa la palla sempre nel momento giusto.

Un elemento di queste caratteristiche sarebbe l’orgoglio di ogni tifoso, ma il personaggio di Gigi non si ferma solo all’immagine del calciatore, è molto, molto di più.

Meroni ascolta i Beatles e la musica jazz, dipinge quadri, legge libri e scrive poesie. 

“Mister mezzo miliardo”. Così lo chiamano i giornalisti quando il giovane Agnelli cerca di portare l’ennesimo campione alla Juventus sborsando una cifra per quei tempi era impensabile. Ma una vera e propria rivolta dei tifosi del Toro impedisce il suo trasferimento. 

Quando Edmondo Fabbri lo chiama in nazionale gli impone la condizione di tagliarsi i capelli. Lui che disegna i vestiti che indossa sui modelli di quelli dei Beatles, che passeggia portando al guinzaglio una gallina, che si traveste da giornalista e chiede alla gente cosa pensa di Meroni, la giovane ala destra del Torino, e ride se la risposta è che non lo conoscono, non avrebbe potuto rinnegare il suo ego e rifiuta la convocazione.

Veste ugualmente la maglia azzurra per giocare i disastrosi mondiali del ‘66 dove segna due gol contro la Bulgaria e l’Argentina, ma e' in panchina nella disfatta contro la Corea. Meroni è scomodo alla società italiana ancora troppo conservatrice, un personaggio costantemente in lizza con l’opinione pubblica.

Per Gigi vivere in quel modo vuol dire essere felici, non lo fa per una questione di immagine, lui è così.

Muore tragicamente il 15 ottobre 1967, travolto da un'auto una domenica in cui il Toro si impone per 4 a 2 sulla Sampdoria. 

Nel punto in cui fu investito i tifosi di Gigi ancora oggi portano fiori in sua memoria. La domenica successiva alla sua morte si gioca il derby con la Juventus che il Torino vince per quattro reti a zero. Tre goal sono messi a segno dal suo grande amico Combin e il quarto goal è segnato proprio dalla maglia numero 7, indossata quella domenica da Carelli.

C.S.

 

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