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Analitico o situazionale?

07 Febbraio 2020

È lotta aperta tra chi pensa di poter allenare un gesto tecnico solo in analitico e chi invece pensa che si possa e si debba allenare solo in situazionale: ma qual è veramente il mezzo migliore da utilizzare?

Sappiamo che la differenza principale tra un’esercitazione analitica e una situazionale sia dettata dal fatto che quest’ultima preveda la presenza di uno o più avversari i quali creeranno i cosiddetti ‘imprevisti’. La prima è spesso utilizzata per l’attivazione mentre la seconda soprattutto per gli sviluppi di gioco o comunque per la fase centrale/finale dell’allenamento.

È anche vero però che molto spesso la tecnica di base viene allenata in analitico a coppie oppure giocando col muro cosa che, può essere molto utile in fase di apprendimento di un gesto tecnico complesso (il quale chiede una certa ripetitività dello stesso in condizioni facilitate) ma che risulta quasi totalmente inutile al fine del gioco. Imparare un gesto tecnico anche alla perfezione in questa situazione infatti, non permetterà al giocatore di avere la stessa efficacia in partita nel quale sarà presente un avversario. È importante comprendere quindi come una esercitazione funzionale debba garantire quattro caratteristiche principali:

  • Componente tecnica (saper effettuare il gesto)

  • Componente emotiva (saper affrontare l’avversario, anche in condizioni di pressione psicologica)

  • Componente cognitiva (saper leggere la situazione di gioco e quindi scegliere)

  • Componente fisico/atletica

Sulla base di questo penso che un utilizzo corretto di mezzi che prevedano la presenza di avversari possano essere più efficienti rispetto a quelli in cui non sono previsti. Tutto ciò senza abolire completamente le esercitazioni analitiche le quali possono certamente essere utili per mantenere o richiamare un gesto tecnico ma anche, come detto in precedenza, in fase di attivazione e per l’apprendimento di gesti tecnici complessi.

Una combinazione delle due, nelle giuste percentuali, potrebbe quindi essere il giusto compromesso ?

 

Mariano Angelico

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