Sei un dilettante o un professionista del mondo del calcio?

Registrati gratuitamente nel nuovo social network dedicato ai protagonisti del calcio e connettiti con compagni, allenatori, dirigenti, tecnici e preparatori atletici, contattali e scopri nuovi talenti grazie alla funzione di Scouting, segui i loro aggiornamenti e quelli delle tue società preferite.

Amministra gratuitamente le informazioni e news della tua società, rilascia comunicati e condividi foto e video.

Iscriviti ora

Non vedo, non sento, non parlo: così la Serie A combatte il razzismo

18 Dicembre 2019

Il razzismo è uno dei problemi che più attanagliano l’Italia. Non è di certo l’unico, ma è sicuramente uno di quelli che hanno una risonanza maggiore. E dal momento che il calcio è lo specchio del Paese, inevitabile che il problema esista anche qui, cosa che ovviamente non scopriamo solo oggi.

Per combatterlo, è scesa in campo (finalmente?) la Lega di Serie A. Con cosa? Con un’opera d’arte che presenta tre scimmie. Sì, avete letto bene: tre scimmie. Sembra un paradosso, anzi lo è.

I quadri sono stati realizzati da Simone Fugazzotto, artista famoso per le sue opere provocatorie, il 15 maggio durante la Finale di Tim Cup tra Lazio e Atalanta, e sono stati consegnati ieri per essere esposti all’ingresso della Sala Assemblea della Lega Serie A: l’amministratore delegato Luigi De Siervo ha spiegato che le opere sono la prima fase di un più ampio progetto sociale e culturale. Fugazzotto dipinge prevalentemente scimmie: in quest’opera i tre animali rappresentano tre diverse etnie, quella caucasica, quella orientale e quella africana. L’obiettivo era quello di testimoniare l’impegno contro ogni forma di discriminazione, ma usare una scimmia come simbolo di umanità e fratellanza, quando spesso viene evocata proprio come insulto razzista, è sembrato a molti un controsenso.

La scelta del soggetto è quantomeno curiosa. Sembra si voglia combattere il razzismo con le sue stesse armi, ma il risultato non appare per nulla così scontato. Anche perché le stesse squadre si sono dissociate da questa iniziativa, come la Roma, che ha twittato: ““Siamo consapevoli che la Lega voglia combattere il razzismo, ma non crediamo che questo sia il modo giusto per farlo”.

“Dipingo solo scimmie, come metafore dell’essere umano. La teoria evolutiva dice questo. Da qui parte tutto. La scimmia come scintilla per insegnare a tutti che non c’è differenza. Perché non smettere di censurare la parola scimmia nel calcio, ma rigirare il concetto e affermare invece che alla fine siamo tutti scimmie? Perché se siamo essere umani, scimmie, anime reincarnate, energia o alieni chissenefrega, l’importante è sentire un concetto di eguaglianza e fratellanza“. Dopo il dibattito social, Fugazzotto ha cercato di difendere i suoi quadri, ma, seppur l’idea sia del tutto onorabile, la trasposizione del concetto rischia di diventare un boomerang.

Che ne pensate? Vi piace quest'opera?
Rispondete al nuovo sondaggio di CalcioScout, possono farlo tutti gli iscritti.

Andrea Bonso

Cerca nel blog

Ti potrebbe interessare: