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“Mio figlio è un attaccante” - I ruoli nell’attività di base

13 Dicembre 2019

““Mister posso fare l’attaccante?”, “posso giocare in alto a destra?” “Posso andare io in porta?...

Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare una di queste domande da parte di un bambino. La maggior parte di loro ovviamente ha come obiettivo il goal che è visto come la più bella soddisfazione ed il principale motivo di orgoglio sia per sé che per la propria famiglia: correre ed esultare dopo la realizzazione di una rete è sicuramente qualcosa di emozionante.

Detto ciò penso che questo tipo di richiesta/domanda non vada respinta ma gestita.

È normale che ogni bambino rispetto ad un altro possa avere delle caratteristiche più comuni ad un classico profilo di attaccante piuttosto che difensore, centrocampista o portiere, ma ciò non deve indirizzarci a specializzarlo in un ruolo specifico.

Ogni giocatore ha bisogno di fare più esperienze possibili e affrontare quindi situazioni diverse in spazi differenti.

Poter e saper giocare in varie zone del campo consente di sviluppare e quindi acquisire abilità sia tecniche sia tattiche sia cognitive spendibili poi in qualsiasi situazione di gioco. Il calcio infatti, non essendo uno sport codificati richiede la capacità di riuscire a risolvere problemi e situazioni differenti a seconda della posizione in campo, del momento della gara, del numero di compagni o avversari presenti ecc …

Inoltre tutto ciò è direttamente correlato al fatto che nei settori giovanili è importante ragionare e lavorare per principi di gioco. Questo permette di adattarsi e quindi riuscire a giocare ovunque. Per di più colui che è in grado di adattarsi in più ruoli ha più possibilità di giocare in futuro.

Inoltre, affrontare ruoli diversi dal proprio, consente a ogni singolo giocatore di calarsi nei panni del compagno e comprendere le eventuali difficoltà che egli si trova ad affrontare. Quest’ultimo aspetto può essere molto importante per il gruppo squadra.

Va anche detto però che quando un bambino chiede di poter giocare in un ruolo piuttosto che in un altro vada a volte accontentato: in tale circostanza oltre a renderlo particolarmente felice, il bambino potrebbe tirar fuori il meglio di sé ed evidenziare caratteristiche che fino a quel momento ci sono magari sfuggite.

Ritengo quindi che la chiave sia riuscire a gestire queste richieste da parte dei bambini cercando di trovare un giusto equilibrio tra quello che il bambino desidera e quello che il mister sa di poter costruire.

Mariano Angelico

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