Sei un dilettante o un professionista del mondo del calcio?

Registrati gratuitamente nel nuovo social network dedicato ai protagonisti del calcio e connettiti con compagni, allenatori, dirigenti, tecnici e preparatori atletici, contattali e scopri nuovi talenti grazie alla funzione di Scouting, segui i loro aggiornamenti e quelli delle tue società preferite.

Amministra gratuitamente le informazioni e news della tua società, rilascia comunicati e condividi foto e video.

Iscriviti ora

La rivincita di Richard Møller Nielsen

10 Dicembre 2019

La favola della Danimarca del 92 è ormai nota a tutti, come i danesi ripescati al posto della Jugoslavia contro ogni pronostico vincono gli Europei è stata descritta e raccontata in molti articoli, ma pochi però conoscono l’artefice del trionfo, e tutto quello che è successo nei due anni che hanno preceduto la vittoria europea, la storia di un uomo che contro tutto e tutti che da scarto è diventato leggenda.

La storia parte dal 1986, la Danimarca allenata dal tedesco, Sepp Piontek e che in squadra ha giocatori del calibro, di Michael Laudrup, Preben Elkjær, Allan Simonsen , Frank Arnesen, Jan Mølby e John Sivebæk disputa i Mondiali di Messico 86 lasciando tutti a bocca aperta per il gioco espresso, un calcio divertente, dinamico, veloce e offensivo, tanto che quella nazionale viene sopranominata “Dynamite danese”.

Nella fase a gironi si sbarazza del Uruguay con un clamoroso 6-1, ma va fuori con altro altrettanto clamoroso risultato, perdendo 5-1 contro la Spagna agli ottavi dieci giorni dopo.

La stampa danese, i giocatori e il pubblico erano comunque soddisfatti della travolgente prestazione nella Coppa del Mondo solo perché la squadra aveva giocato un calcio divertente e offensivo, tanto che la nazionale danese del 86 è tutto oggi considerata la migliore della storia danese.

L’assistente del tedesco Piontek era un danese: Richard Møller Nielsen, lui è il protagonista della nostra storia.

 

Nielsen era nato nella piccola città di Ejstrup a Funen nel 1937.

Cresciuto in una piccola comunità agricola, imparò rapidamente i valori del duro lavoro.

Si innamorò dello sport e in particolare del calcio nel 1948 durante le Olimpiadi di Londra quando aveva undici anni. difensore, gioca nel Odense tutta la sua carriera tra il 1955 e il 1962, a 25 anni è costretto al ritiro a causa di un infortunio grave e per riempire il vuoto inizia ad allenare.

La grande svolta come allenatore arriva quando, nel 1975, ritorna al club dove aveva giocato l’Odense.

Durante i suoi dieci anni alla guida del club, vince due campionati nazionali e la Coppa di Danimarca.

Comtemporaneamente Nielsen era anche responsabile della nazionale danese Under 21 tra il 1978 e il 1989 e di quella di calcio a 5 danese (che disputò la fase finale del FIFA Futsal World Championship 1989).

Nel 1985 viene nominato vice di Piantek.

Quando nel 1990 l’allenatore tedesco decide di lasciare la nazionale danese, Nielsen è convintissimo di essere lui la prima scelta come suo successore., cosi quando la DBU, la federazione di calcio danese lo convoca per un colloquio, lui convinto di essere stato scelto, si presenta al colloquio con i vertici della federazione, con un discorso preparato a casa, sulla tattica da usare e sulla possibilità di provare a vincere gli europei del 1992.

Durante il colloquio gli viene detto chiaramente che la loro scelta non era lui ma cercavano un allenatore straniero come Piontek, e che lui non aveva abbastanza esperienza internazionale per allenare la nazionale.

Nielsen deluso disse alla stampa in attesa fuori dal quartier generale della DBU un suo commento, solo poche parole: "Vogliono uno straniero" e andò via.

Lo straniero scelto dalla federazione era il tedesco Horst Wohlers del Bayer Uerdingen.

Quando nel marzo 1990 viene annunciato Wohlers, come nuovo allenatore della nazionale danese, ai giornalisti che chiedevano per quale motivo non era stato scelto Nielsen visto i suoi successi passati, il presidente della DBU Hans Bjerg-Pedersen risponde con una bordata: "Mia nonna avrebbe potuto ottenere gli stessi risultati di Richard Møller”.

Wohlers nuovo Ct danese, dura solo 26 ore prima di essere richiamato in Germania, la DBU non riesce a raggiungere un accordo con il club tedesco per liberare l’allenatore, cosi salta tutto.

La DBU si rimette alla ricerca di un nuovo allenatore, e secondo i giornali danesi dell’epoca, la federazione danese aveva una lista di otto nomi, Nielsen era l’ottava scelta.

I primi sette candidati rifiutano tutti l'offerta dopo il caos Wohlers, il che dà a Nielsen la possibilità di sognare ancora a lungo, ma gode di forte scetticismo anche da  parte degli stessi giocatori.

Secondo il libro di Jakob Kvist Ambassadøren su Michael Laudrup, i senatori della squadra, tra questi Preben Elkjær, Peter Schmeichel e i fratelli Laudrup avevano consigliato alla DBU di non assumere l'ex assistente. T

ra lo scetticismo generale, di stampa, tifosi e gli stessi calciatori e in mancanza di alternative, la federazione danese annuncia Nielsen nuovo commissario tecnico della Danimarca.

Per lui la strada inizia subito in salita, è solo un ricalzo lo sanno tutti compreso lui, e in molti non mancano a ricordarglielo, l'ex centrocampista danese del Liverpool Jan Mølby ha rivelato che i giocatori non rispettavano Nielsen perché era solo un assistente per loro, e inoltre nessuno di loro lo conosceva davvero perché non era il tipo di allenatore che faceva colloqui personali con i calciatori. Elkjær disse. “Spesso ha dovuto raccogliere i palloni lontano, quando i felici milionari si divertivano a calciarli ".

Con Nielsen al comando della squadra nazionale, la Danimarca si ritrova presto in un nuovo mondo.

A differenza dell'era della dinamite danese negli anni '80, in cui la Danimarca divenne nota come "i migliori perdenti del mondo", l'obiettivo era ora quello di ottenere il massimo dal collettivo e ottenere risultati positivi, non badando al bel gioco.

Come assistente di Piontek, aveva visto alcuni dei più grandi giocatori del mondo giocare un calcio magnifico senza mai avvicinarsi alla vittoria.

Sotto la sua gestione costruisce una squadra danese con la mentalità più difensiva.

La prima partita di Nielsen alla guida della squadra danese fu un'amichevole in trasferta contro l'Inghilterra a Wembley.

Fin dall'inizio la Danimarca adotta un approccio difensivo e nel secondo tempo Michael Laudrup viene sostituito dal difensore Morten Bruun sancendo la fine ufficiale dell'era della dinamite danese, è la sconfitta per un 1-0 vide Nielsen l'unico danese soddisfatto del gioco e del risultato.

L’obiettivo principale era la qualificazione agli europei svedesi, ma la Danimarca non riesce a qualificarsi per Euro 1992, finendo seconda nel Gruppo 4, un punto dietro la Jugoslavia.

Durante il biennio di qualificazione succede di tutto, i danesi perdono solo una volta. Il punto più basso è un pareggio per 1-1 contro l'Irlanda del Nord a Belfast nella seconda partita di qualificazione, dopo la partita diversi giocatori criticano la tattica troppo difensiva di Nielsen, tra tutti i fratelli Laudrup,anche perché entrambi i fratelli furono sostituiti durante la partita, e furono pesantemente criticati per le loro esibizioni ed in seguito accusati di giocare senza volgia.

Entrambi ritenevano che la critica fosse ingiusta, poiché le tattiche di Nielsen non consentivano loro di esprimersi al meglio.

Nel novembre 1990, la Danimarca affronta la Jugoslavia all'Idrætsparken di Copenaghen in una partita cruciale dopo la mancata vittoria a Belfast ma nonostante la necessità di vincere, Nielsen sceglie ancora una volta un approccio difensivo e i danesi perdono 2-0.

Con i tifosi danesi che cantato "Piontek! Piontek!”. Dopo la partita Jan Mølby dice addio alla nazionale, nonostante avesse solo 27 anni per dedicarsi solo al suo club, il Liverpool.

"Gioco a calcio per amore, gioia e ambizione", dichiara Michael Laudrup al quotidiano Politiken dopo la partita contro la Jugoslavia "Ma negli ultimi anni non ho provato felicità giocando nella squadra nazionale, e ora quando le ambizioni atletiche sono scomparse, ho deciso di smettere”.

Il giorno dopo, anche suo fratello minore Brian annuncia il suo ritiro dalla nazionale con toni meno diplomatici, affermando che: “Non rispetto Richard Møller Nielsen come allenatore, e quindi potrei anche fermarmi ora. Non riesco a giocare per lui e non gli piaccio come giocatore.”

Dopo solo tre partite di qualificazione, la Danimarca perse le sue tre maggiori stelle.

Brian Laudrup ha rivelato che la squadra aveva organizzato un complotto per fare fuori Nielsen, diversi giocatori della squadra avevano concordato con lui e Michael in privato, e che era quindi deluso dal fatto che nessuno li aveva sostenuto quando avevano parlato contro Nielsen nel tentativo di sbarazzarsi di lui. Ironia della sorte, le azioni dei fratelli ebbero l'effetto opposto perchè la DBU decise di supportare Nielsen per dimostrare che avevano il potere loro e non i giocatori.

La Danimarca senza i tre vince le ultime cinque partite, tra cui una vittoria per 2-1 a Belgrado contro la Jugoslavia, mancando di poco la qualificazione.

Appena una settimana dopo la vittoria danese, in Jugoslavia, scoppiò la guerra dei Balcani. La nazionale slava riesce a vincere il gruppo ai danni dei danesi, ma la nazione è in guerra, il calcio è l’ultima cosa per gli slavi e la loro qualificazione agli europei è in dubbio.

Fallita la qualificazione la Danimarca e Nielsen iniziano i preparativi per la Coppa del Mondo del 1994 negli Stati Uniti e allo stesso tempo, Brian Laudrup chiarisce con il CT è torna in nazionale l'8 aprile 1992.

Mentre i danesi si preparano per la qualificazione ai Mondiali, sorteggiati insieme a Spagna, Irlanda, Irlanda del Nord, Lituania, Lettonia e Albania, la situazione in Jugoslavia peggiora ulteriormente.

Cosi La risoluzione dell’ONU 757, approvata dal Consiglio di sicurezza il 30 maggio 1992, tra le altre cose vietò a ogni nazionale jugoslava di partecipare a manifestazioni sportive nel mondo fino a nuova decisione, e a solo 10 giorni dall'inizio dell'Europeo, la Danimarca fu invitata a prendere il posto della Jugoslavia esclusa dal torneo, con gli slavi già arrivati in Svezia.

Nielsen che aveva altri programmi, “Dovevo cambiare la cucina, ma mi chiamarono per giocare in Svezia. Ho chiamato un arredatore professionista per finirla appena informato” dirama le convocazioni in fretta, aveva bisogno di riunire subito la squadra, e due giorni dopo la squadra si riunisce in Danimarca

La maggior parte dei giocatori arriva direttamente dalle vacanze, si trovano in ogni parte del mondo con le famiglie solo due giorni prima, e Peter Schmeichel li etichetta come un "gruppo di ragazzi grassi in vacanza".

A differenza di suo fratello, Micheal Laudrup, che aveva vinto dieci giorni prima con il Barcellona la Coppa dei Campioni a Wembley contro la Sampdoria, ancora in polemica con il Ct, rifiuta di ritornare in nazionale.

La Danimarca che anche la stampa chiama “i vacanzieri” è nel gruppo dove era stata sorteggiata la Jugoslavia, con i padroni di casa della Svezia, Inghilterra e Francia, un groppo di ferro che lasciava poche speranze,

Brian Laudrup dichiara che tutto tranne tre sconfitte e una rapida uscita sarebbero stati una sorpresa a causa della mancanza di preparazione della squadra e della scarsa forma fisica.

Anche la federazione danese che prenota l’albergo che ospita la nazionale fino alla terza partita del girone. Tutti credono in una breve permanenza in Svezia, tranne una persona, Richard Møller Nielsen.

Per lui la Danimarca, aveva una cosa a suo vantaggio, con l'eccezione di un giocatore, l'intera squadra aveva giocato per lui a livello giovanile e i giocatori si conoscevano abbastanza bene da essere coesi all'istante.

Inoltre, la Danimarca era effettivamente più preparata di quanto la maggior parte delle persone sapesse.

Secondo il libro Europamestrene di Toft, Nielsen si era preparato per gli europei nel suo seminterrato durante tutta la primavera, sperando di ricevere un biglietto per la Svezia, e quando finalmente arrivò, non lo avrebbe sprecato.

Dopo un pareggio per 0-0 contro l’Inghilterra, la Danimarca perde per 1-0 contro la Svezia rete di Thomas Brolin i telecronisti danesi a fine partita esclamano “siamo fuori dagli europei”, anche i calciatori negli spogliatoi erano convinti di essere stati eliminati, ma Nielsen dice a loro che non era ancora nulla matematico esisteva ancora una possibilità di accedere in semifinale e non dovevano mollare, le probabilità erano poche ma non impossibili.

Per andare in semifinale, oltre a vincere contro la Francia, la Danimarca doveva sperare che la Svezia, oramai qualificata e sazia”, battesse l’Inghilterra.

Andò esattamente così: la Danimarca vinse contro la Francia per 2-1 e la Svezia superò l’Inghilterra con lo stesso risultato, in rimonta, segnando il gol decisivo all’82esimo minuto, ancora con Brolin. Il resto è storia,

Dopo aver battuto ai rigori l’Olanda campione d’Europa in carica, la Danimarca è andata a vincere il torneo con una vittoria per 2-0 contro la Germania in finale, in quella che si è rivelata una delle più grandi sorprese nella storia del calcio.

 

La vittoria fu definita come il più grande successo sportivo della Danimarca, ma nonostante fosse celebrata da migliaia di danesi nella piazza principale di Copenaghen dopo aver portato a casa il trofeo, Nielsen non era ancora accettato dalla popolazione, stampa e dai suoi colleghi.

Quando gli allenatori danesi alla fine del 1992 votano per il premio Coach of the Year (allenatore danese dell’anno), vince Ebbe Skovdahl del Brøndby e non a Nielsen. Invece di diventare l'allenatore dell'anno in Danimarca, Nielsen diventa migliore allenatore del mondo vincendo il World Soccer Manager Award per i suoi successi.

Dopo il trionfo europeo la Danimarca non riesce a qualificarsi a Usa 1994, ma vince la Coppa delle confederazioni del 1995 la “Confederation Cup”, allora conosciuta come King Fahd Cup.

 

Dopo la nazionale danese, Nielsen allena le squadre nazionali finlandesi e israeliane, ricevendo molto rispetto per i suoi successi in tutto il mondo.

Tuttavia, nonostante il suo incredibile contributo al calcio danese, la maggior parte dei tifosi danesi negli anni novanta e duemila parlava ancora della squadra danese Dynamite piuttosto che della vittoria del 1992. Nielsen non è mai stato profeta in patria, mai amato finché è stato in vita.

Nel 2006, la DBU ha aperto la “Hall of Fame” del calcio danese, con Michael Laudrup e l'Euro Team del 1992 tra i primi ad essere inclusi.

Solo nel 2014, due settimane dopo la sua morte, Nielsen è stato finalmente incluso, solo tre anni dopo Sepp Piontek e cinque anni dopo il team danese “Dynamite” degli anni '80.

Quando suo figlio Tommy Møller Nielsen ricevette una statuetta per suo conto come simbolo della sua iscrizione alla Hall of Fame, tra gli ospiti c'era l’allora presidente della UEFA, Michel Platini, che ha allenato la nazionale francese che Nielsen aveva battuto nel 1992.

Platini in quel occasione dichiarò: “Ho detto a Tommy che Richard probabilmente mi ha cambiato la vita. Ho allenato la Francia all'euro del 1992 e, se non avessimo perso contro la Danimarca, non sarei diventato presidente della UEFA. Forse avrei allenato Nancy o qualche altra piccola squadra francese.”

Nello stesso evento, Peter Schmeichel, disse: “È uno dei nostri grandi eroi ed è storico. I nostri scolari impareranno a conoscere il momento in cui ha portato la Danimarca alla vittoria ai Campionati Europei.

Nell’estate del 2015 esce il film “L'estate del '92” dedicata alla vittoria danese, al cinema vanno quasi 320.000 danese, con il film finalmente il popolo danese è riuscito capire l’importanza e il ruolo che ha avuto nella vittoria danese, e quando di miracoloso venne fatto quell’estate.

Raffaele Frolli

@frolli17


 


 


 


 


 


 


 

Cerca nel blog

Ti potrebbe interessare: