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Risorgimento azzurro

20 Novembre 2019

La Giovine Italia s’è desta. Duecento anni fa c’era quella capitana da Mazzini, che segnò una fase cruciale del Risorgimento italiano; oggi, invece, tocca alla squadra di Mancini condurci verso il risorgimento del calcio italiano.

In quest’anno e mezzo, infatti, la nostra Nazionale ha dimostrato di aver intrapreso la strada giusta per allontanarsi per sempre da quel maledetto 13 novembre 2017, quando pareggiammo con la Svezia dicendo addio al mondiale russo. Ma se da quel giorno sembrano passate ere, il merito va senza dubbio a Roberto Mancini, capace di prendere una squadra distrutta e, pezzo dopo pezzo, ricostruirla dandole una nuova identità e puntando fortemente sui giovani.

Il lavoro del Mancio è encomiabile e, i risultati, parlano da sé. Dieci vittorie su dieci gare di qualificazione (record), undicesima consecutiva (record), 37 gol fatti nelle dieci partite del girone di qualificazione (media di 3,7 a partita), ovvero lo stesso numero di gol segnati dagli Azzurri sommando le qualificazioni a Euro2016 (10 partite, 16 gol) e quelle al Mondiale2018 (10 partite, 21 gol), in cui la media era stata di 1,7 gol a partita.

Certo, il girone non era proprio impossibile, ma dobbiamo ricordarci che appena due anni fa non ci siamo qualificati perché non siamo riusciti a segnare un gol alla Svezia… Ma ormai il passato è (per fortuna) alle spalle e possiamo concentrarci su un futuro che dovrebbe essere quantomeno positivo. Mancini, puntando su un eccellente mix tra esperti e giovani, ha dato vita ad una squadra bella e divertente, il che rappresenta una novità per la Nazionale, che storicamente non ha mai davvero incantato.

Fra sette mesi, però, inizia Euro2020 ed è lì che dovremo dimostrare di essere davvero risorti.

La bella Italia di Mancini può vincere Euro2020?
Rispondete al sondaggio di CalcioScout, possono farlo tutti gli iscritti.

Andrea Bonso
@abonstweet

 

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