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FRITZ WALTER simbolo della rinascita della Germania

12 Novembre 2019

Nella storia del calcio ci sono due nazionali di calcio che sono passate alla storia per la spettacolarità del loro gioco e per il loro calcio innovativo nell’epoca in cui giocavano, l’Olanda di Michels e Cruijff e la grande Ungheria di Puscas e Hidegkuti, tutte e due nazionali sono passate alla storia ma senza vincere nulla, entrambe hanno visto infrangere i loro sogni di gloria contro la stessa nazionale, la Germania.

il 7 luglio 74 all'Olympiastadion di Monaco di Baviera, i tedeschi padroni di casa battono in finale, una bella Olanda per 2 a 1 diventando campione del mondo, quando il capitano Franz Beckenbauer alza al cielo la seconda coppa del mondo per i tedeschi, ripete lo stesso gesto fatto da un altro storico capitano tedesco esattamente venti prima, ma se contro gli olandesi i tedeschi erano i grandi favoriti, quello che successo nel 54, ha del miracoloso, la Germania , guidata dal loro simbolo e capitano, Fritz Walter., vinse i mondiali in Svizzera contro ogni pronostico, battendo in finale la grande Ungheria, 

 

Friedrich "Fritz" Walter era un formidabile attaccante nato a Kaiserslautern il 31 ottobre del 1920, per tutta la sua carriera ha indossato una sola maglia quella rossa del F.C. Kaiserslautern la squadra della sua città dove inizia a giocare all'età di otto anni quando entra nelle giovanili, rimanendoci fino alla fine della sua carriera, debuttando in prima squadra a 17 anni.

Indosserà con onore anche un’altra maglia, quella bianca della nazionale tedesca. Walter debutta in nazionale nel 1940 sotto la guida del commissario tecnico Sepp Herberger, segnando subito una tripletta contro la Romania.

Nel 1942 in piena seconda guerra mondiale, Frtiz Walter insieme ad altri calciatori tedeschi viene chiamato alle armi, sembra ormai tutto finito, il calcio non esiste più, non si giocano più le partite ma si combatte per la propria vita, la guerra lo segnerà profondamente, per tutta la vita non riuscirà a superare la paura di volare che maturò in quegli anni, tanto da rifiutare i voli in occasione delle trasferte.

Al termine del conflitto Fritz Walter viene incarcerato come prigioniero di guerra, accadde quando l'Armata rossa occupò la parte est dell'Europa, portando i prigionieri tedeschi nei “gulag”, a lui toccò il campo di prigionia di Máramarossziget in Ungheria, dove la speranze di sopravvivere erano molto poche.

Il caso, anzi il calcio gli salvò la vita, successe quando una guardia russa appassionata di calcio durante una partita tra prigionieri e guardie, riconobbe Walter, che considerava un fenomeno, e per questo motivo disse ai russi che non era tedesco, ma austriaco , procurandogli un documento falso, salvandogli la vita.

Dopo la guerra, Walter tornò a giocare nel Kaiserslautern, conducendolo alla vittoria di due campionati tedeschi nel 1951 e 1953.

Tornò in nazionale nel 1951 e venne nominato capitano.

Nel 1954 i Mondiali di calcio tornano in Europa dopo il conflitto mondiale e dopo Brasile 1950, dove la Germania venne esclusa per motivi di guerra, per i 50 anni dalla sua fondazione la FIFA, decise tenere i mondiali di quell'anno "in casa propria" scegliendo la Svizzera come paese ospitante.

La nazionale più forte dell’epoca e grande favorita per vincere il Mondiale era l’Ungheria che veniva chiamata “Aranycsapat” la «squadra d'oro», allenata da Gusztáv Sebes e composta da calciatori di grande valore, tra i quali Ferenc Puskás Nándor Hidegkuti, e Sándor Kocsis, gli ungheresi avevano un'imbattibilità che durava da quattro anni e l'anno precedente era stata la prima nazionale a sconfiggere l'Inghilterra a Wembley mentre due anni prima avevano vinto le Olimpiadi di Helisinki 

Per i tedeschi il Mondiale svizzero era una grande occasione di riscatto non solo dal punto di vista calcistico, fare una bella figura significava riscattarsi almeno in parte agli occhi del mondo e dare una speranza di rinascita al popolo tedesco dopo gli anni bui della guerra, ma pensare di vincere il Mondiale era utopistico.

L’allenatore tedesco Herberger aveva costruito una squadra attorno al suo carismatico capitano, Fritz Walter era più di un semplice capitano, era un giocatore-chiave, l’anima della squadra era il sostituto in campo di Herberger, in squadra giocava anche suo fratello Ottmar Walter.

I tedeschi affrontarono l’Ungheria già nel girone iniziale e finì con un clamoroso 8-3 per i magiari.

L’Ungheria come da pronostico spazzò via tutte le squadre che affrontò comprese le due finaliste del mondiale precedente, ai quarti il Brasile e in semifinale l’Uruguay campione del mondo in carica, non esisteva squadra che potesse fermare gli ungheresi, i tedeschi invece trascinati dal loro capitano, dopo la “batosta” ungherese si ripresero arrivando a sorpresa fino alla finale, dopo aver battuto l’Austria in semifinale con un clamoroso 6-1 con le doppiette di Fritz Walter (entrambi i gol su rigore) e del fratello Ottmar Walter,

Quello con gli austriaci fu un incontro dai toni delicati dal punto di vista storico-politico in riferimento agli avvenimenti di pochi anni prima con l'ascesa al potere dell'austriaco Adolf Hitler, il nazismo, e la seconda guerra mondiale.

Dopo la partita persa contro i tedeschi, furono accusati ingiustamente in patria di essere stati comprati dai tedeschi, il portiere austriaco Zeman e uno dei difensori austriaci, il suo nome era Ernst Happel che lascerà la nazionale per protesta, e diventerà qualche anno dopo uno dei migliori allenatori della storia del calcio.

 

Il 4 Luglio 1954 al Wankdorfstadion di Berna si gioca sotto una fitta pioggia la grande finale mondiale, Germania Ovest- Ungheria, tutto il mondo pronto a celebrare il trionfo ungherese, e dopo l’8 a 3 di pochi giorni prima nessuno scommetteva su un trionfo tedesco.

Dopo pochi minuti dall’inizio gli ungheresi vanno subito sul 2 a 0 e tutti sono convinti che la partita finirà di nuovo in goleata, ma i tedeschi trascinati dal loro capitano non mollano, e prima riescono a pareggiare, poi un gol di Rahn a sei minuti dalla fine, regala il 3 a 2 finale e il titolo mondiale ai tedeschi, in una delle partite più drammatiche e sorprendenti della storia del calcio.

Quello che successe quel giorno a Berna ebbe del miracoloso, nessuno immagina una sconfitta ungherese, quel impresa è passata alla storia come “Miracolo di Berna”.

Quando Fritz Walter alza al cielo la coppa Rimet, la Germania volta decisamente pagina, quel giorno, segnò l’inizio di una nuova Germania, restituendo al Paese la fiducia dopo gli orrori del conflitto mondiale, il mondo osservò la voglia di rinascita di una nazione, dopo gli anni difficili del dopoguerra, fu quella anche la prima volta dal 1945 che l'inno nazionale tedesco veniva suonato in pubblico.

 

Nel 2003 venne dedicato un film a quel impresa , intitolato “Il miracolo di Berna”, anni dopo però quel impresa è stata macchiata dal ombra del doping per via della prematura morte di alcuni calciatori tedeschi che giocarono la finale, ma la Fifa non ha mai aperto un inchiesta.

Fritz Walter si ritirò dal calcio nel 1959 dopo 384 presenze e 307 gol nel Kaiserslautern, e 61 presenze e 33 gol in nazionale, l’ultima partita giocata in nazionale è stata la semifinale persa 3-1 contro i padroni di casa ai Mondiali di Svezia nel 1958, quando un fallo dello svedese Parling lo infortuna costringendolo al ritiro un anno dopo.

 

Dal punto di vista tecnico Walter è stato un grande bomber, un giocatore dalla tecnica sopraffina, bravissimo anche come rifinitore,era però soprattutto un autentico trascinatore.

Fritz Walter muore il 17 giugno 2002 all’età di 81 anni, nel pieno svolgimento dei Mondiali di Corea e Giappone, la nazionale tedesca pochi giorni dopo il 21 giugno nei quarti di finale vinti contro gli Stati Uniti lo omaggia con un minuto di silenzio prima del fischio iniziale, giocando poi l’incontro con il lutto al braccio, dagli spalti uno striscione esposto dai tifosi tedeschi diceva “Danke Frtiz” ringraziandolo per quanto fatto per la loro nazione.

Quattro anni dopo il 17 giugno 2006 nel quarto anniversario della sua morte, a Kaiserslautern sua città natale si gioca Italia-Stati Uniti partita del mondiale di Germania 2006, e prima dell’incontro venne osservato un minuto di silenzio in sua memoria, il sogno di Walter era quello di vedere una partita di coppa del mondo nella sua città natale, purtroppo non ci è riuscito.

La partita fu giocata al Fritz-Walter-Stadion che si chiamava cosi dal 1985 quando la citta di Kaiserslautern intitolò lo stadio al suo leggendario capitano. Oggi Walter è ricordato come una vera leggenda nel calcio tedesco, per quanto fatto, la Germania lo ha ricoperto di onori, è stato il primo calciatore in assoluto a vincere la Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Federale Tedesca, il massimo onore nella scala delle onorificenze, è stato eletto nel 2003 miglior giocatore dei primi 50 anni del calcio tedesco anche se in realtà non lo fosse, il paese decise, almeno in quella classifica, di metterlo davanti a due leggende Gerd Muller e Franz Beckenbauer, gli veniva riconosciuta l’importanza che ha avuto nella rinascita della nazione più che per le sue doti calcistiche, è stato nominato capitano onorario della nazionale tedesca, insieme a Uwe Seeler, Lothar Matthäus e Franz Beckenbauer.

Kaiser Franz che alzò la coppa del mondo venti anni dopo lui dichiarò: “Fritz Walter è il più grande giocatore che abbia mai indossato la maglia della nazionale tedesca”.

Doveva morire in un campo di prigionia in Ungheria, ma proprio l’Ungheria qualche anno dopo lo ha reso leggenda, regalandogli la gloria eterna.

Raffaele Frolli


 

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