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STRETCHING NEL CALCIO

09 Novembre 2019

Si è sempre discusso su quale tipo di stretching fosse il più valido o il migliore.

Dalla mia esperienza personale, dai vari articoli e studi scientifici letti nel corso di questi anni vi posso dire che nessuno esclude l’altro o uno è migliore dell’altro.

Dobbiamo solo capire quando uno è migliore dell’altro, come e quando.

Conosciamo 3 tipologie di stretching: DINAMICO, STATICO e METODO PNF (tecnica di facilitazione neuromuscolare propriocettivo) in questo articolo vedremo la differenza tra i primi due.

Prima di analizzare le due tipologie vi ricordo che entrambi gli allungamenti devono essere svolti previo riscaldamento generale della muscolatura. Secondo Jens Bangsbo (1996) collaboratore di Lippi e uno dei massimi ricercatori sulla metodologia dell’allenamento afferma che allungare i muscoli freddi aumenterebbe il rischio di infortuni.

A cosa serve lo stretching?

L’allungamento muscolare ha l’obiettivo di aumentare l’ampiezza nei movimenti (ROM), incrementare la forza muscolare, migliorare la coordinazione. Se affrontiamo casi patologici ha finalità di prevenzione e di recupero motorio.

Lo stretching statico:

Lo stretching statico si effettua al TERMINE di una attività fisica intensa che sia un allenamento o una partita o dopo una sostituzione. Eviterei personalmente di allungare la muscolatura in maniera statica prima di un’attività fisica in quanto allungando le fibre muscolari si va a dissipare il calore con il rischio di andare incontro a delle lesioni muscolari.

La posizione va tenuta 20/30 secondi ripentendo l’allungamento dalle 2/3 volte cercando di guadagnare sempre più gradi di movimento, senza arrivare e superare soglia di dolore e cercando di respirare senza andare in apnea.

Lo stretching dinamico:

Lo stretching dinamico si effettua, previo riscaldamento, PRIMA di una attività sportiva. A seconda dello sport si cerca di andare a eseguire i gesti tecnici che si andranno ad effettuare.

Per esempio, nel calcio, il portiere eseguirà esercizi di stretching dinamico diversi dai suoi compagni, si concentrerà di più sul busto con delle torsioni, sulla mobilità delle spalle, apertura alare.

Sono esercizi che consistono in contrazioni della muscolatura agonista con relativo allungamento della muscolatura antagonista (es. slancio gamba avanti, dove agonista = quadricipite e antagonista = femorali). Secondo il professor Zito (Capanna, 2000) questi esercizi dinamici di flessibilità con contrazione dell’agonista e allungamento riflesso dell’antagonista porterebbero a una maggiore flessibilità rispetto a esercizi di allungamento di tipo statico.

Ai lettori consiglio questi due video:

VIDEO 1 _Progressione di esercizi di stretching dinamico previa fase di riscaldamento iniziale:

https://www.youtube.com/watch?v=INDEd3HPjhw

VIDEO 2 _ Esercizi di stretching statico post attività

https://www.youtube.com/watch?v=iodG6mkbcz4

Adriano Niglia
 

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