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Scuola e Sport

18 Ottobre 2019

Praticare uno sport così come andare a scuola è un impegno e come tale va rispettato. Spesso non è semplice far conciliare questi due mondi apparentemente distanti ma in realtà, un tutt’uno.

La maggior parte delle volte si attribuisce maggior importanza alla scuola piuttosto che al calcio (o qualsiasi altro sport) in quanto non vi è ancora la consapevolezza piena che praticare attività sportiva faccia parte della formazione ed educazione di ogni bambino/giovane.

Formarsi in un contesto scolastico è fondamentale nel percorso di ogni individuo per :

  • Crescere

  • Assimilare nuove conoscenze

  • Interagire con le persone e creare nuove relazioni

  • Affrontare lo stress e le difficoltà

  • Condividere momenti formativi e ricreativi

  • Imparare a conoscere e gestire le proprie emozioni

  • Prepararsi lo zaino e sviluppare la propria autonomia

E lo sport? È da considerarsi tanto distante da tale modello educativo?

Sicuramente no, anzi siamo in possesso in questo caso di un’arma in più in grado di coinvolgere spontaneamente e richiamare l’attenzione del giovane: la passione!

Quando c’è passione c’è una motivazione, una spinta interiore orientata al divertimento, all’impegno e quindi all’apprendimento. Quando lo sport è fatto bene, in un ambiente sano caratterizzato sia da strutture sicure sia da risorse umane competenti, l’abbinamento Sport e Scuola è eccezionale. Se a tutto ciò si aggiungiamo una collaborazione costruttiva con le famiglie con le quali mettere al centro di tutto il contesto formativo il bambino, otteniamo una rete formativa quasi perfetta.

Non togliete lo sport ai bambini bensi spronateli ad organizzarsi al fine di far rispettare loro l’impegno preso. Far parte di una squadra prevede che ogni singolo giocatore sia un tassello unico di un puzzle il quale non può essere completo se manca anche un solo pezzo. Saltare un allenamento oppure una partita per svolgere i compiti per casa oppure per studiare non è risolvere un problema ma, accantonarlo. Organizzare il proprio lavoro ed il proprio tempo richiede delle capacità importanti che serviranno poi anche all’adulto che quel bambino/a diventerà in futuro.

Noi educatori, genitori, insegnanti, istruttori non abbiamo a che fare con dei futuri calciatori. Abbiamo a che fare con dei futuri dottori, avvocati, operai ,insegnati ecc …

Ad avvalorare ulteriormente il fattore sport extrascolastico vi è il fatto che all’interno degli istituti la pratica motoria sia bassissima o quasi completamente nulla. È chiaro quindi come svolgere dell’attività sportiva possa essere utile a compensare/ridurre questo deficit sia motorio – coordinativo – cognitivo sia per contrastare obesità infantile ecc...

Teniamo conto di tutto ciò e, se possiamo guidare o comunque indirizzare un qualsiasi giovane, facciamo in modo che si assuma delle responsabilità, che porti a termine ciò che inizia nel rispetto di tutto e tutti.

Lo incoraggiamo e sosteniamo, lo osserviamo, ma facciamo in modo che sia lui/lei a fare.

Mariano Angelico

(Master SBS in Strategie per il Business dello sport, Laureato in scienze motorie indirizzo calcio, Allenatore abilitato Figc, Master AICS in Fitness, attualmente istruttore attività di base Fc Union Pro 1928)

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