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Giampaolo ai ripari per questo Milan che così non va

28 Agosto 2019

Stecca la prima il Milan e lo fa come peggio non poteva: a Udine brutta prestazione, gioco deludente e zero tiri in porta. Insomma, si sono visti esordi decisamente migliori.

A Giampaolo sono bastati 90’ per capire in che vortice è finito: non sta allenando l’Empoli o Sampdoria (con tutto il rispetto), al Milan basta un risultato negativo per finire al rogo. Scelte di formazione alquanto rivedibili, troppi giocatori fuori ruolo, cambi tardivi e mancanza di idee: queste le “colpe” del nuovo allenatore rossonero, il quale, però, non si nasconde e ammette che c’è ancora tanto lavoro da fare: "Non c'è stata pigrizia, ma il possesso palla deve avere uno sviluppo offensivo migliore, ma forse non è colpa dai ragazzi ma delle loro caratteristiche. Non è questione di Suso o Castillejo in ruoli diversi, ma anche Piatek ha caratteristiche diverse e gioca da prima punta. Dobbiamo lavorare, sicuramente ci metteremo diversamente. Non è colpa loro, ma il mio compito è non snaturare i miei giocatori. Fino a oggi non avevo avuto queste avvisaglie”.

Per questo, Giampaolo intende correre ai ripari e, dopo solo una gara ufficiale, cambiare modulo: dal prediletto 4312 al 433. Un po’ come fece Sarri alla prima stagione a Napoli. L’attuale allenatore della Juventus aveva iniziato la sua stagione riproponendo il 4-3-1-2 con cui tanto aveva stupito ad Empoli. Dopo sole tre giornate, l’ex Chelsea ha cambiato in corsa, accorgendosi che Insigne da trequartista e Callejon da seconda punta funzionavano pochissimo. Da qui il passaggio al 4-3-3 che ha portato grandi soddisfazioni: in quella stagione, infatti, gli azzurri arrivarono al secondo posto in classifica. E Giampaolo spera che questo precedente sia di buon auspicio per il suo Milan.

I media e soprattutto i tifosi, però, si dimenticano troppo spesso in che situazione sta lavorando l’ex allenatore della Sampdoria, chiamato a ridare un’identità ad una squadra che l’ha persa ormai da anni. La rosa non è eccellente (nonostante centinaia di milioni spesi negli ultimi anni), la dirigenza è giovane e inesperta e il tecnico è alla prima esperienza sulla panchina di una big: come si può pretendere che le cose girino subito per il meglio?

L’unica cosa che bisogna fare è dare tempo a Giampaolo. Nella sua carriera ha sempre dimostrato di avere idee e coraggio e, se ne avrà i mezzi, lo farà vedere anche al Milan. Ma il tempo, si sa, è una questione relativa quando si parla di grandi squadre: o vinci o vinci, non ci sono alternative. 

Il Milan perde a Udine con Giampaolo nell’occhio del ciclone: critiche giuste?
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Andrea Bonso
@abonstweet

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