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Il tiro a foglia morta

27 Agosto 2019

Chi come me ha cominciato a giocare negli anni 80 e oltre al numero 10 voleva calciare i calci di punizione
si sentiva dire sempre dal mister che bisognava calciarle a foglia morta.
Oggi si è un po' persa questa denominazione , si parla di "maledetta" per la punizione di Pirlo o si ammira
il tiro alla "Cristiano Ronaldo"
Il tiro a foglia morta, è un particolare tiro ad effetto di cui era specialista l'interista Mario Corso, che calciava la palla sopra la barriera avversaria, facendo in modo che poi si abbassasse all'improvviso una volta superata , rendendo così difficile l'intervento del portiere, soprattutto se la palla è angolata.
La foglia morta può essere tirata lentamente, come faceva Corso , o più veloce, come faceva invece qualche anno fa il brasiliano Juninho.

Parlare di Mario Corso significa inevitabilmente parlare della sua punizione a “foglia morta”. La palla tirata da Mario sembrava finire sopra la traversa quando invece cadeva lentamente nel sette della porta avversaria, lasciando tutti senza parole, portiere e pubblico in primis.
Un’apparentemente normale punizione da fermo che, nel lontano ’55, era obbligato dal mister a calciare per 40 minuti dopo l’allenamento.

Alle grandi soddisfazioni con l’Inter (Corso ha vinto 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali), si aggiunge la più grande delusione: quella della Nazionale.
Corso viene convocato in Nazionale soltanto 23 volte, ma mai per un Mondiale, esclusioni provocate da lui, dal suo carattere difficile,,
La sua carriera con l’Inter si chiude il 17 giugno del 1973, con 94 gol, rimanendo legato alla maglia nerazzurra per ben 15 anni.

Per vedere un esempio del suo famoso calcio di punizione guardate il seguente video:

M. P.

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