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Così proprio non Var

26 Agosto 2019

Eh no, così proprio non Var. Non è ancora finita la prima giornata di Serie A e già sono scoppiate infine polemiche sugli arbitraggi e la tecnologia. Polemiche che, immagini alla mano, sono più che sensate.

In due giorni di calcio italiano, infatti, se ne sono viste talmente tante che già ci siamo stufati. Nuove regole, chiamate discutibili, non utilizzo della moviola e chi più ne ha ne metta: una prima giornata infernale, ma fa paura pensare che siamo solo all’inizio. Migliorerà o, una volta toccato il fondo, continueremo a scavare?

E pensare che erano partiti alla grande, con il gol annullato (giustamente) a Cristiano Ronaldo perché aveva il ciuffo in fuorigioco. Poi, però, sabato sera il patatrac, con Massa che in Fiorentina-Napoli fischia due rigori uno più imbarazzante dell’altro. Se il primo (fallo di mani di Zielinski) con le regole nuove (alquanto rivedibili) è fischiabile, il secondo è un insulto al calcio: Mertens si butta e, nonostante 100mila telecamere, nessuno avvisa l’arbitro della furbata del belga. 

Passiamo alla domenica, perché anche qui di episodi ce ne sono, alcuni positivi altri molto negativi. Si parte con il rigore non fischiato al Milan per un tocco di braccio di Samir. Ecco, qui Pasqua ha fatto la scelta giusta: il tocco c’è, ma è un movimento sacrosanto con la palla che sbuca all’ultimo. Non poteva fare altrimenti il brasiliano e, quindi, giusto non fischiare. Bravo Pasqua, meno, molto meno Abbattista, che in Cagliari-Udinese ha concesso un rigore assurdo al Brescia. Cerri salta e, mentre è in volo e di spalle, la palla va a finire sul braccio, nemmeno troppo largo. Abbatista la riguarda al Var e incredibilmente indica il dischetto, sottolineando così la sua inesperienza e, probabilmente, il fatto di non aver mai giocato a calcio. Come fai a saltare senza aprire le braccia? Cosa siamo, pinguini?

Su questa prima giornata è intervenuto anche il designatore arbitrale della Serie A Nicola Rizzoli, che ha parlato durante la trasmissione Radio Anch'io Sport sulle frequenze di Radio Uno: "Indubbiamente ci sono stati errori, fanno parte del nostro mestiere anche se non si dovrebbero fare. Dobbiamo analizzare e capire il perché di questi errori e cercare di non ripeterli. Alla partenza ci aspettavamo di fare meglio, qualcosa però non ha funzionato, soprattutto nella collaborazione tra arbitro e VAR, questo è evidente".

Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino, prepariamo ad un anno terribile da questo punto di vista. La speranza, però, è che dopo questo terremoto iniziale le cose possano assestarsi e finalmente avere solo il calcio come unico protagonista, dimenticandosi di arbitri e moviola. Perché così proprio non Var.

Andrea Bonso
@abonstweet

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