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L’Ajax 95 la “Golden generation” di Louis Van Gaal

08 Luglio 2019

Una delle squadre più belle e spettacolari nella storia del calcio, è stata l’Ajax di Louis Van Gaal, capace di vincere la Chiampions league nel 1995, una squadra bello e vincente e innovativa anche in fatto di stile come il nome dello sponsor messo in verticale sulle maglie.

l’Ajax che alzò al cielo di Vienna la sua quarta Coppa dei Campioni dopo le tre vinte dal Ajax del calcio totale quella di Michels e Kovac, aveva una rosa giovanissima con un’età media di 23 anni, era composta in parte dai calciator cresciuti fin da bambini nello straordinario settore giovanile dei lancieri, la cosiddetta generazione d’oro, “Golden gerneation”.

COME NASCE QUEL’AJAX

28 Settembre 1991: Louis Van Gaal vice allenatore dell’Ajax, viene promosso nuovo allenatore dell’Ajax, al posto di Leo Beenhakker. Con un passato non brillante da calciatore mediocre, Van Gaal viene accolto con molto scetticismo da stampa e tifosi, lui arrogante e presuntuoso di carattere ma un visionario con una mente geniale, sa che è la sua unica occasione e non vuole fallire.

La sua prima Ajax quella della stagione 91/92 è già una bella squadra, la stella è Dennis Bergkamp fa parte della “Patatgeneratie” la generazione dei giovani lancieri cresciuti insieme nel settore giovanile dei lancieri con lui Michel Kreek Marciano Vink, Bryan Roy, Richard Witschge, Frank e Ronald de Boer, fanno parte della squadra anche Danny Blind, Aron Winter, e Wim Jonk. Nella sua prima stagione Van Gaal arriva secondo in campionato, e vince la Coppa UEFA battendo nella doppia finale il Torino di Mondonico, l'andata a Torino finisce 2-2, e lo 0-0 all'Olympisch Stadion gli olandesi conquistano la coppa grazie alla regola dei gol in trasferta. Nei due anni successivi Van Gaal attua una vera è propria rivoluzione, egli vuole creare una squadra a sua immagine e somiglianza, che mostri in campo le sue idee tattiche, e i suoi principi di gioco, per fare questo servono elementi funzionali al suo gioco, cosi vengono ceduti molti calciatori della vecchia generazione, i soldi incassati finanziano l’acquisto dei calciatori che il tecnico olandese ha studiato e selezionato.

Vengono ceduti Bryan Roy al Foggia, John van 't Schip al Genoa, Dennis Bergkamp e Wim Jonk, vanno all'Inter, Aron Winter alla Lazio, lo svedese Stefan Pettersson torna in patria, dalla rivuluzione si salvano i gemelli De Bour e Danny Blind, il capitano. Vengono promossi in prima squadra molti giovani del vivaio, come Clarence Seedorf , Edgar Davids, Kiki Musampa Michael Reiziger, pupillo di van Gaal. Edwin van der Sar diventa il portiere titolare, vengono acquistati, Marc Overmars (che non era un prodotto del vivaio dell'Ajax, ma era cresciuto nelle giovanili del Go Ahead Eagles), il finlandese Jari Litmanen e i nigeriani Finidi George e Nwankwo Kanu, scoperti e voluti fortemente dall’allenatore olandese, a completare tutto c’è il ritorna Frank Rijkaard, dal Milan che diventa l’uomo chiave nello scacchiere tattico di Van Gaal, con la sua mentalità vincente e la sua esperienza farà da chioccia ai più giovani. Nella stagione 1993/1994 arriva la vittoria del campionato la Eredivise.

LA VITTORIA IN CHIAMPIONS LEAGUE 1994/1995

La vittoria delle Eredivise 93/94, qualifica gli olandesi alla fase a gironi della UEFA Champions League 94/95, nel frattempo i lancieri hanno fatto debuttare in prima squadra il 28 agosto 1994, un altro gioiellino del vivaio, il centravanti Patrick Kluivert ha solo diciotto anni ma già viene accostato ai grandi centravanti olandesi del passato, da Johan Cruijff a Marco Van Basten, risulterà decisivo in questa stagione. L'Ajax è inserito nel girone D insieme a Milan, Salisburgo e AEK Atene. La prima sfida è da brividi, i giovani olandesi giocano contro i campioni in carica, il Milan di Fabio Capello che pochi mesi prima aveva distrutto il Barcellona di Cruijff ad Atene per 4 a 0, l’Ajax vince 2 a 0 con reti di Ronald De Bouer e Jari Litmanen ma oltre al risultato è clamorosa la prestazione degli olandesi che lascia a bocca aperta tutti, hanno giovani imprevedibili, attuano un pressing a tutto campo, una velocità e una tecnica impressionante. Dopo arrivano una vittoria con i greci del AEK e due pareggi con gli austriaci del Salisburgo, e alla penultima giornata si gioca Milan Ajax per il primato del girone, la partita, causa squalifica di San Siro si gioca sul neutro di Trieste, stessa prestazione e stesso risultato, 2 a 0 per l’Ajax con reti di Litmanen e autorete di Baresi, l’Ajax inizia a far proprio paura, l’ultima partita del girone vince 2 a 0 contro Aek Atene, arrivando prima nel girone con 10 punti e solo 2 reti subite. Nei quarti di finale giocano contro i croati del Hajduk Spalato, dopo lo 0 a 0 di Spalato, gli olandesi vanno in semifinale con secco 3 a 0 ad Amsterdam. In semifinale l’Ajax trova il temibile Bayer Monaco di Giovanni Trapattoni, l’andata in Germania finisce 0 a 0, al ritorno all’Olympisch Stadion, di Amsterdam, strapieno, i lancieri strapazzano 5 a 2 i bavaresi con doppietta di Jari Litmanen, e i gol di Findi, Ronald de Bour, e Marc Overmars, e si guadagnano la finalissima.

Il 24 maggio 1995 all'Ernst Happel Stadion di Vienna l’Ajax ritrova il Milan in finale come nel 69, è la terza partita dopo le due vinte nel girone, i giovani lanceri che finora avevano espresso un calcio spumeggiante e avevano dominato entrambe le sfide con i rossoneri, giocano meno bene e faticano a trovare il gol. La vittoria arriva grazie al gol a cinque minuti dalla fine di Patrick Kluivert, appena entrato che sfrutta un assist dell'ex Frank Rijkaard e batte Sebastiano Rossi, due immagini nella che restano nella storia, l’esultanza di Kluivert che corre girandosi la maglia al contrario mostrando il numero 15 e il suo nome al mondo, e il salto di Van Gaal stile karate in panchina per protestare con l’arbitro, simula il gesto a gamba tesa di Marcelle Desally su Litmanen. Questa è l’ultima partita in carriera di Frank Rijkaard contro il suo Milan, nello stesso stadio dove cinque anni prima aveva regalato il successo ai rossoneri con il gol vittoria contro il Benfica. L’Ajax rivince la Eredivisie, con 61 punti, vincendo 27 partite su 34, senza mai perdere in campionato segnando 106 reti, 134 in tutte le competizioni, (Eredivisie, Champions League e Coppa d’Olanda). Nella stagione 94/95 perde un solo incontro su 49 partite stagionali, ai quarti di finale della Coppa d’Olanda contro dal Feyenoord, ai tempi supplementari (2-1) sfumando la possibilità di fare una clamorosa tripletta. Luis Van Gaal aveva costruito una macchina perfetta.

Come giocava, analisi tattica e principi di gioco

 

Ecco il link al mio video di analisti tattica

https://www.youtube.com/watch?v=GVvwyjrif_o&t=323s%5D

 

Il modulo di base era il 3-4-3 o meglio 3-3-1-3 passato alla storia come “Modulo Van Gaal”. In fase di possesso un ruolo chiave era quello di Danny Blind, egli avanzava per unirsi ai tre di centrocampo, creando situazioni di superiorità numerica a centrocampo e permettendo al più avanzato dei quattro Jari Litmanen di salire e posizionarsi alle spalle del centravanti. Quando Blind lasciava la sua posizione di difesa, Frank Rijkaard era quello che arretrava e copriva il vuoto, abbassandosi dietro insieme ai due difensori Reiziger e Frank De Boer. Rijkaard era all'ultimo anno di carriera era il cervello della squadra, con la sua esperienza e intelligenza tattica istruiva i compagni, era merito suo se l'Ajax giocava un calcio così bello e offensivo.

Quattro attaccanti: In fase offensiva i quattro attaccanti creavano degli uno contro uno in ogni zona del campo, sulle fasce giocavano Marc Overmars e Finidi George,(Van Vossen era la prima alternativa),trequartista con senso del gol era Jari Litmanen, il filandese ere il ”centravanti ombra” ruolo che Van Gaal aveva pensato per Berkamp ma che vide nel finlandese e il miglior interprete, la sua posizione fece letteralmente impazzire il Milan nella doppia sfida nei gironi, che se lo vedevano spuntare da tutte le parti, senza dare punti di riferimento e il centravanti Patrick Kluivert o in alternativa Kanu. A centrocampo i giovani Edgar Davids e Clarence Seedorf, potenza e tecnica, insieme a Ronald De Boer (giocava spesso anche da centravanti). L’Ajax attuava un pressing a tutto campo, e una volta recuperato palla partivano delle ripartenze veloci grazie alla tecnica e la velocità dei suoi calciatori.

Epilogo; la fine di un ciclo vincente.

L’Ajax inizia la stagione 95/96 senza due pedine importanti oltre a Frank Rijkaard che si è ritirato, anche Clarence Seedorf ceduto alla Sampdoria, vincono la Supercoppa UEFA battendo complessivamente per 5-1 la Real Saragozza, mentre il 28 novembre 1995 a Tokio diventa campione mondiale per club, battendo i brasiliani del Grêmio ai calci di rigore. L’Ajax arriva ancora una volta in finale di Chiampions League, trovando ancora una volta una squadra italiana, la Juventus di Marcello Lippi, nella finale di Roma i lancieri si arrendono solo ai calci di rigore, in patria vincono il terzo campionato consecutivo e ultimo della gestione Van Gaal. In questa stagione accade un avvenimento che cambierà il calcio e che porrà fine al ciclo del grande Ajax di Van Gaal. Il 15 dicembre 1995 (pochi giorni prima l’Ajax si laureava campione del mondo a Tokio) la Corte di giustizia dell'Unione europea emette una sentenza passata alla storia come “Sentenza Bosman”. Il significato era che dal quel momento tutti i calciatori dell’Unione Europea era permesso di trasferirsi gratuitamente alla fine del loro contratto, e avevano il diritto a firmare un pre-contratto con un altro club, sempre a parametro zero, negli ultimi sei mesi del proprio accordo con il precedente club. La sentenza inoltre impedì alle varie leghe continentali di porre un tetto al numero di stranieri che fino a quel momento era di tre. La principale vittima della famosa sentenza era proprio l’Ajax, una delle società simbolo che sopperiva al gap economico con le big europee attraverso lo sviluppo e la valorizzazione di talenti. Nelle stagioni successive alla “sentenza Bosman” gli olandesi perderanno Edgar Davids, Patrick Kluivert, Micheal Reiziger, Winston Bogarde Marc Overmars, i fratelli De Boer, quasi tutti a parametro zero, o per cifre contenute. Cosi una delle squadre più belle degli anni novanta venne smantellate lasciando la dirigenza in gravi difficoltà economiche Alla fine lasciò anche lui, il grande artefice di tutto che nel 1998 si trasferisce al Barcelona, Louis van Gaal. Per molti motivi, dietro al miracolo 'Ajax '95 c'è lui, un allenatore visionario con le sue convinzioni, i suoi principi tattici, i suoi giocatori, la sua filosofia vincente che ha fatto diventare un gruppo di ragazzini quasi sconosciuti una meravigliosa composizione che si è ritagliata uno spazio nella storia del calcio più bello, quei giocatori li ha voluti, li ha valorizzati, incitati e loro l'hanno ripagato così. Vincendo tutto.

Raffaele Frolli


 

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