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La più grande tragedia accaduta in uno stadio italiano di calcio

03 Giugno 2019

E' strano come poco si ricordi questo avvenimento così tragico per lo sport italiano avvenuto 4 anni prima dell'Heysel.

Domenica 7 giugno 1981 , San Benedetto del Tronto, tutto è pronto per la festa della Sambenedettese di Nedo Sonetti a cui basta un pareggio contro il Matera per tornare in serie B dopo1 anno di purgatorio in C1.

In quella squadra milita un giovane Zenga e Gigi Cagni ora mister affermato.

Fin dalla mattina nel lungomare un gran via vai e tifosi indaffarati a preparare i festeggiamenti.

Doveva essere una grande festa per tutti coloro che hanno nel cuore i colori rossoblu , 3500 persone quella domenica allo stadio nessuno voleva mancare.

La Fossa dei Leoni, la curva Sud, era strapiena , forse anche in maniera eccessiva.

Ancora incerte le cause che scatenarono l'incendio , forse un bengala forse dei fiammiferi tant'è che a pochi minuti dall'inizio della partita i 7 quintali di carta portati dai tifosi per festeggiare presero velocemente fuoco

trasformandosi in un incendio che mandò nel panico la gente.

Poi è un fuggi fuggi disperato con le chiavi delle porte delle uscite di sicurezza non si trovano, gli idranti vicini che non funzionano , fiamme sempre più alte. Si forma anche una calca di molte persone contro le reti di recinzione con il rischio che possano crollare e farli precipitare nel vuoto.

Ci sono anche gesti eroici come quello del Signor Bovara che, rischiando la propria vita, salva dalle fiamme un bambino di 10 anni episodio che gli valse la medaglia d’argento al valor civile consegnatagli nel 1988 dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga .

Il bilancio finale del rogo dello stadio Ballarin fu di 2 donne morte,Maria Teresa Napoleoni di 23 anni, segretaria presso una ditta calzaturiera e Carla Bisirri di 21 anni che da poco aveva iniziato l'attività in proprio di parrucchiera.

64 furono gli ustionati per tredici dei quali fu deciso il trasferimento nei centri grandi ustionati sparsi di Roma, a Cesena, Padova e Brindisi

Otto anni dopo per quel disastro ci fu la condanna, tra gli altri, del presidente della Sambenedettese e di un commissario di polizia.

La partita comiciò lo stesso , con 16 minuti di ritardo , le squadre erano d'accordo , si disse per motivi di ordine pubblico; il match finì zero a zero , la Samb tornava in B ma nessuno aveva voglia di festeggiare.

M.P.

 

 

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