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Gli Stadi più vecchi d'Italia: Stadio "Tardini" Parma

04 Maggio 2019

Da quasi un secolo è la casa della squadra di pallone di Parma. Fortemente voluto da Ennio Tardini, a cui è intitolato, il quale non poté godersi la gioia dell’inaugurazione, il 16 settembre 1924, per la sua prematura scomparsa un anno prima.

Il filantropo avvocato parmigiano, tra i soci del Parma Foot Ball Club fondato il 16 dicembre 1913 e suo presidente dal 1921 al 1923, che si adoperò per realizzare tante altre opere utili alla città, era una persona sobria e di stile, poco avvezzo alle luci dei riflettori.

Tardini non partecipò neppure, il 26 dicembre 1922, dopo un derby con la Reggiana vinto 2-0 sul vecchio campo lungo lo Stradone, alla cerimonia per la posa del primo mattone sul terreno da lui elargito ai parmigiani affinché avessero una struttura adeguata alla pratica di diverse discipline sportive.

L’impianto, allora dotato anche di “pista per biciclette” e di una “palestra per esercitazioni ginnastiche”, era stato volutamente concepito anche per altre attività: ciclismo, atletica e rugby. Non a caso l’originaria denominazione portava la dicitura di Polisportivo.

Da quattro decenni, ormai, è stato esclusivamente eletto al calcio, che in alcune occasioni lo presta a eventi di altri sport.

Tant’è che la sua configurazione nel tempo ha subito una caratteristica e specifica trasformazione. Con l’eliminazione della pista e la costruzione, a ridosso del campo, di tribune coperte (la principale Petitot-Ovest e la dirimpettaia Est) e gradinate (Nord e Sud).

Di proprietà comunale, gestito in convenzione dal Parma Calcio 1913, il Tardini, che vanta una capienza di 22.352 posti, è oggi uno degli stadi più antichi e ancora più affascinanti d’Italia.

Un fascino suscitato dalla linea liberty del suo celebre ingresso monumentale e, soprattutto, dalla sua stretta vicinanza al manto erboso di gioco e dalla sua collocazione nel centro cittadino.

La sua centralità nel tessuto urbano di Parma è ritenuta qualificante prerogativa per abitudini e consuetudini della propria tifoseria.

Fonte:http://parmacalcio1913.com

C.S.

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