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Didier Deschamps: l’uomo delle rivincite

03 Maggio 2019

 

Nel mondo dello sport ci sono tanti esempi di uomini e donne che hanno saputo riprendersi da una grossa delusione, ma se dovessi scegliere un personaggio sportivo in particolare da prendere come esempio anche nella vita in generale, sceglierei senza dubbio Didier Deschamps.

L’allenatore francese è stato capace più volte nella sua carriera di trasformare le lacrime di disperazione in lacrime di gioia; il detto “tempo al tempo” sembra fatto apposta per lui, personaggio carismatico, con la sua tenacia e la sua pacatezza, ha accettato le sconfitte e le critiche sempre con classe e signorilità riuscendo a riprendersi alla grande, a differenza di altri, le sue rivincite arrivano sempre in modo trionfale e hanno sempre qualcosa di storico.

Due avvenimenti in particolari nella sua carriera dimostrano come egli sia passato dall’inferno al paradiso senza mai mollare, il primo è datato 17 novembre 1993, al Parco dei Principi di Parigi si sta giocando Francia-Bulgaria ultima partita di qualificazione al Mondiale di Usa 94 e a pochi minuti dal termine il risultato è di 1 a 1, un pari che sta bene ai francesi che un punto si qualificano al Mondiale.

Il migliore in campo per i transalpini è Didier Deschamps, ha riconcorso i bulgari per tutta la partita senza mai fermarsi, ha una voglia matta di giocare il suo primo Mondiale, con lui tutta la Francia già scossa dalla mancata qualificazione di quattro anni prima ad Italia 90.

Quella nazionale è allenata da Gérard Houllier, in campo ci sono tanti campioni da Blanc, Papin, Eric Cantona(che ha anche segnato) e David Ginola, che è  lui entrato al posto di Papin gioca un pallone con molta sufficienza sulla trequarti avversaria, invece di mantenere palla e perder tempo, prova un cross improbabile al centro, ma sbaglia, la palla viene recuperata in fretta dalla Bulgaria, e con una rapida ripartenza si trovano al limite dell’aria francese, la palla arriva a Kostandinov che controlla e lascia partire un gran destro appena entra in area che trafigge Lama, 2 a 1 per la Bulgaria, è il navantesimo minuto, il fischio finale manda i bulgari negli Stati Uniti, la Francia è clamorosamente fuori dai Mondiali per la seconda volta consecutiva, a fine partita la disperazione dei calciatori francesi è enorme su tutti proprio Didier che viene inquadrato dalle telecamere più volte mentre piange e si dispera per il campo.

Il giorno dopo il quotidiano Liberation esce con il titolo: "Francia qualificata ai Mondiali del '98", alludendo in modo ironico alla certezza d'essere presenti ai Mondiali successivi poiché i francesi lo avrebbero ospitato. Didier quella notte medita la sua rivincita, come un generale francese raccoglie idealmente i compagni da terra, viene nominato capitano dal nuovo allenatore Aimé Jacquet, e cinque anni dopo, diventa il primo calciatore francese a sollevare la coppa del mondo dopo aver giocato un mondiale esemplare.

Nella notte del 12 luglio 1998 allo Stade de France, i transalpini travolgono 3-0 il Brasile di Ronaldo campione del mondo in carica.

 

Spostiamo le lancette del tempo di quasi venti anni, esattamente al 9 luglio 2016, allo Stade de France di Parigi, la nazionale francese sta giocando una nuova finale, dopo Francia 98 i transalpini hanno di nuovo ospitato una competizione di calcio, Euro 2016, la finale e Francia Portogallo ed il C.T. dei francesi è Didier Deschamps, i francesi grandi favoriti, sognano un trionfo stile 98, tra gli avversari c’è un nuovo Ronaldo, Cristiano, che lascia il campo dopo pochi minuti per infortunio, ma qualcosa va storto la finale resta inchiodata sullo 0 a 0 fino ai supplementari, quando a pochi minuti dai calci rigori la meteora portoghese Eder regala il titolo europeo al Portogallo, e lascia la Francia e il suo C.T nel baratro più profondo.

Il giorno dopo tutti chiedono la testa di Didier, una sconfitta in casa contro un modesto Portogallo priva di Ronaldo non si può accettare, tra le cose vengono imputate al CT è anche la mancata convocazione di Karim Benzema migliore calciatore francese in quel momento.

Didier era diventato commissario tecnico francese quattro anni prima nel 2012, dopo l’addio di Blanc, aveva rischiato di non qualificare la Francia ai Mondiali di Brasile 2014, nei Playoff spareggio contro l’Ucraina, dopo un 2-0 di Kiev, rivede i fantasmi del ’93, spazzati via da un 3 a 0 miracoloso al ritorno.

Contro il parere di tutti e in mancanza di alternative la federazione francese lo conferma. Didier resta in sella, le sue parole dopo la finale dimostrano tutta la sua grandezza "Non ci sono parole dopo una cosa come questa. La delusione è immensa, e avremo bisogno di tempo per superarla. Abbiamo vinto insieme, abbiamo sofferto insieme e ora abbiamo perso insieme". Nella sua menta sa già che l’occasione del riscatto sono i Mondiali di due anni dopo in Russia. Ma le critiche e lo scetticismo popolare non lo mollano, sono fedeli compagni di viaggio di Didier, anche quando parte per la Russia, dopo una qualificazione sofferta nel girone con Svezia e Olanda. In molti sono convinti che quelle al mondiale sono le sue ultime partite alla guida della nazionale francese, il fantasma di Zidane soffia sul suo collo, e dopo l’addio al Real Madrid prima del inizio del mondiale, qualcuno addirittura auspica un esonero lampo di Didier sostituito proprio da Zizou come era accaduto con la Spagna tra Lapotegui e Hierro.

Ma in Russia ottiene la sua rivincita, vince il Mondiale, e venti anni dopo, alza di nuovo la coppa del mondo, terzo a riuscirci dopo Mario Zagallo e Franz Beckenbauer, unici tre a vincere il Mondiale da calciatore e allenatore.

Sotto la pioggia di Mosca con la coppa del mondo in mano e sul tetto del mondo a guardare critici e detrattori, e a godersi il trionfo.

 

Tutta la sua carriera è stata una continua ricerca di rivincite personali, una continua corsa per zittire i critici, proprio come faceva in campo, un vero guerriero, forte nel pressing a tutto campo e nel contrasto, senso tattico, venne acquistato nel 1989 dall'Olympique Marsiglia dal Nantes, i marsigliesi però non sembrano credere molto in lui e dopo un campionato vinto ma giocato quasi tutto in panchina lo cedono in prestito al Bordeux.

La stagione con la maglia dei girondini sarà decisiva per la sua carriera, gioca con regolarità dimostrando il suo valore, al termine della stessa, nell'estate 1991 ritorna al Marsiglia.

In realtà il presidente Bernard Tapie non crede in lui, e vorrebbe usarlo come pedina di scambio con il PSG per arrivare a Jocelyn Angloma, ma Didier si oppone fermamente resta e si guadagna la stima e la fiducia di tutti, diviene una pedina fondamentale.

Nella stagione 1991-1992 con 36 gare in campionato, e 4 reti all'attivo vince il suo secondo titolo nazionale, il primo da protagonista.

L'anno dopo ,  il 26 maggio 1993 lui e l'Olympique Marsiglia entrano nella storia del calcio francese conquistando la Champions League (primo club francese a riuscirci),nella finale di Monaco di Baviera dove sconfiggono per 1-0 il Milan di Fabio Capello, da capitano alza al cielo la coppa dalle grandi orecchie, niente male per uno che due anni prima veniva considerato solo una pedina di scambio.

 

Quando scoppia l’Affaire VA-OM, una vicenda di corruzione e frode sportiva, che vede coinvolti i marsigliesi retrocessi nella Serie B francese, è costretto a lasciare la Francia e  ad assicurarselo e la nuova Juventus di Marcello Lippi che non vince lo scudetto da nove anni.

L'avventura in bianconero non inizia bene, in ottobre viene operato al tendine d'achille sinistro e resta lontano dai campi per quasi metà stagione, ma Lippi stravede per lui, per la sua duttilità tattica e perchè in campo non si ferma mai, e gli consegna le chiavi del centrocampo bianconero, insieme all'altro neoacquisto Paulo Sousa.

I due formano una diga in mezzo al campo e la Juve vince scudetto e Coppa Italia  e l’anno dopo anche  la Champions League  nella finale di Roma contro l’Ajax ai calci di rigore.

Deschamps lascia la Juve nel 1999 dopo aver vinto tutto : tre scudetti, una Chiampions, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e una Coppa Italia.e due Supercoppe Italiane.

Gioca le ultime stagioni della sua carriera al Chelsea e al Valencia.

A Londra vince una FA Cup  mentre a  Valencia gioca poco a causa dei troppi infortuni ed  assiste, dalla panchina, alla sconfitta ai rigori dei valenciani allenati da Hector Cuper contro il Bayern Monaco nella finale di Champions League 2001 disputata a San Siro, e pochi giorni dopo a giugno si ritira.

 

Calciatore carismatico, leader in campo e nello spogliatoio, fa parte di quei giocatori che sono già allenatgori in campio

Ed infatti pochi giorni dopo il ritiro, il Monaco gli offre la panchina, tra lo scetticismo generale.

Rimane quattro stagioni nel principato(2001.2005), con una squadra non all’altezza e la crisi finanziare del club riesce a vincere il suo primo trofeo da allenatore: la Coppa di Lega francese battendo in finale per 4-1 il Sochaux,

Nella stagione 2003/2004 compie il suo capolavoro, dopo un'estate pazzesca, dove il Monaco viene prima retrocesso in Ligue 2 a causa dei problemi finanziari, poi viene ripescata, il gruppo si cementa attorno al suo allenatore e inizia a inanellare una serie di successi sia in campionato che in Champions League, dove i monegaschi stupiscono l'Europa per la qualità del gioco, arrivando fino alla finale, dopo aver eliminato nei quarti i "galacticos" del Real Madrid e in semifinale il Chelsea di Ranieri.

Perdono la finale di Gelsenkirchen contro il Porto allenato da José Mourinho con un perentorio 3-0 e  perdono anche il campionato a poche giornate dalla fine quando vengono superati dal Lione.

All’inizio della stagione successiva viene esonerato.

 

Nel 2006 torna alla Juventus, la squadra vive il momento più difficile della sua storia in quanto  a seguito di Calciopoli è stata retrocessa d'ufficio in Serie B con una forte penalizzazione in classifica.

E' una squadra solo lontana parente di quella che l'aveva visto protagonista da calciatore, non ci sono più molti big ceduti sia per esigenze di bilancio, sia perché alcuni di essi non accettano di giocare nel campionato cadetto,

Il francese decide di lanciare, a fianco dei pochi senatori rimasti, alcuni giovani del vivaio, come Claudio Marchiso, futura bandiera bianconero.

Riporta i bianconeri in Seria A con tre giornate di anticipo, ma a causa di contrasti con la nuova dirigenza per gli obbiettivi futuri, si dimette cinque giorni dopo, prima della fine del campionato.

Il 5 maggio 2009 l'Olympique Marsiglia annuncia Deschamps come nuovo allenatore, anche qui si tratta di un ritorno, e anche il club francese non è più ai livelli di quando ci giocava lui, ma al primo tentativo vince subito il campionato francese è il 5 maggio 2010, un titolo che mancava da 18 anni, nello stesso anno vince anche la Coppa di Lega e la Supercoppa Francese.

Nel dicembre dello stesso anno viene eletto allenatore francese dell'anno, dal settimanale France Football. Dall'8 luglio 2012 è il commissario tecnico della nazionale francese, il resto è storia.

Conoscendo il suo senso di rivalsa credo che lo vedremo presto in top club alzare al cielo la Champions League, dopo la finale persa questa è la sua prossima rivincita.

Raffaele Frolli

 

immagine : parismatch.com

 

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