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Gli Stadi più vecchi d'Italia: Stadio "San Siro" Milano

27 Aprile 2019

Nel 1925 il Presidente del Milan, Piero Pirelli, sollecita la costruzione di uno stadio calcistico nelle vicinanze dell’Ippodromo per il Trotto.

La struttura, come da progetto dell’ingegnere Alberto Cugini e dell’architetto Ulisse Stacchini, è composta da quattro tribune rettilinee, una delle quali parzialmente coperta, e può contenere fino a 35.000 spettatori. Il Comune di Milano, dopo aver acquistato lo stadio, avvia nel 1935 una prima operazione di ampliamento che dà luogo alla costruzione di quattro curve di raccordo tra le tribune e all’incremento della capienza delle due tribune di testata: la chiusura dei lavori, curati dall’ingegner Bertera e dall’architetto Perlasca, restituisce ai milanesi uno stadio da 55.000 posti.

Nato per ospitare le partite casalinghe del Milan, lo stadio diviene “terreno amico” anche per l’Inter, a partire dalla stagione 1947-1948. Il secondo ampliamento, su progetto dell’ingegnere Ferruccio Calzolari e dell’architetto Armando Ronca, produce nel 1955 una drastica trasformazione: viene realizzata una struttura portante per un secondo anello di tribune che sovrastano, e in parte coprono, le vecchie tribune. La capienza totale sale così a 100.000 spettatori; in seguito, provvedimenti dettati dalla sicurezza riducono i posti ad 85.000, suddivisi tra in piedi e a sedere (circa 60.000). L’immagine architettonica dello stadio viene ammodernata dalle rampe elicoidali che permettono l’accesso al secondo anello.

I lavori per la realizzazione dell’impianto di illuminazione notturna per le partite risalgono al 1957 e dieci anni più tardi viene installato il tabellone luminoso elettronico.

Nel 1980, questo tempio del calcio viene intitolato alla memoria dell’indimenticato Giuseppe Meazza, giocatore milanese dell’Inter e del Milan e due volte Campione del Mondo con la Nazionale.

In occasione della Coppa del Mondo di calcio del 1990, dopo aver accantonato l’idea della costruzione di un nuovo impianto, il Comune di Milano decide di dare inizio a un profondo rinnovamento dello stadio.

Si opta per la progettazione di una soluzione architettonicamente sorprendente, attraverso la costruzione di un terzo anello e la copertura di tutti i posti a sedere. Il progetto, firmato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Enrico Hoffer e dall’ingegnere Leo Finzi, prevede infatti sostegni autonomi, disposti attorno allo stadio esistente, su cui poter appoggiare il nuovo anello.

Vengono così realizzate undici torri cilindriche in cemento armato che danno accesso alle gradinate; quattro di queste, oltre a contenere vari locali di servizio, fungono da sostegno alle travi reticolari di copertura.

Il colore dei seggiolini installati distingue cromaticamente i quattro settori in cui viene suddiviso lo stadio: rosso e arancione per i rettilinei, verde e blu per le curve. Gli 85.700 posti a sedere che ne risultano sono tutti coperti da lastre in policarbonato che garantiscono un maggior comfort agli spettatori.

La parte sovrastante il terreno di gioco rimane a cielo aperto, permettendo che gli incontri possano comunque svolgersi in condizioni naturali, climatiche e di luminosità. Viene realizzato un nuovo impianto di illuminazione e un sistema di riscaldamento del manto erboso per tenere costantemente controllata la temperatura, impedendo la formazione di ghiaccio.

L’ 8 giugno del 1990 lo stadio ospita la partita Argentina – Camerun, match di apertura dei Campionati del Mondo. La “Scala del calcio” ospita le passioni di decine di migliaia di tifosi, con una media di due incontri a settimana nella stagione sportiva.

Fonte: Sansiro.net

C.S.

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