Sei un dilettante o un professionista del mondo del calcio?

Registrati gratuitamente nel nuovo social network dedicato ai protagonisti del calcio e connettiti con compagni, allenatori, dirigenti, tecnici e preparatori atletici, contattali e scopri nuovi talenti grazie alla funzione di Scouting, segui i loro aggiornamenti e quelli delle tue società preferite.

Amministra gratuitamente le informazioni e news della tua società, rilascia comunicati e condividi foto e video.

Iscriviti ora

La Leggenda dello “SFONDARETI”

05 Marzo 2019

Tra la Storia e la Leggenda Virgilio Felice Levratto detto lo sfondareti nacque in provincia di Savona nel lontano 1904.

La sua leggenda fu talmente potente che nel calcio di quegli anni, senza le televisioni , le sue gesta richiamavano allo stadio migliaia di persone.

Oggi non si sente parlare molto di lui come avviene per Meazza o Piola forse perchè sfortuna volle che non vinse mai uno scudetto ma solamente una coppa Italia ( quella già raccontata del Vado Ligure ) e un bronzo olimpico.

Dopo i primi inizi in varie squadrette Levratto approdò quattordicenne al Vado Ligure firmando un contratto tra lo stupore del padre che non credeva che si potessero guadagnare dei soldi tirando calci ad un pallone; era il 1918 e la prima guerra mondiale era da poco terminata.

Il 16 luglio del 1922 venne giocata la finale tra Vado e Udinese, della quale abbiamo già raccontato in un precedente articolo di Amarcord CalcioScout in cui si arrivò a giocare ad oltranza.

La partita fu risolta da un botta di Levratto con la palla che entrò in porta all'incrocio dei pali, ma per la convalida del gol si dovette attendere che l'arbitro constatasse che la rete era stata bucata dal tiro del giovane mancino.

Un altro episodio leggendario su Levratto è quello che lo vede protagonista in nazionale appena diciannovenne convocato da Vittorio Pozzo nonostante giocasse in II Divisione.

Il palcoscenico era quello delle Olimpiadi di Parigi, e lui lasciò il segno quando divenne inaspettato protagonista nella partita col Lussemburgo.

Un suo potentissimo tiro colpì il portiere Bausch al mento, facendolo crollare a terra sanguinante, i denti gli avevano staccato un pezzo di lingua.

Il portiere fu medicato e rientrò in partita in quanto non esistevano ancora le sostituzioni, ma pochi minuti dopo la palla capitò ancora a Levratto che, mentre stava tirando vide il portiere accucciarsi e coprirsi il volto con le mani; Levratto ( si era sul 2-0 ) tirò volontariamente fuori, divertito e tra lo stupore del pubblico.

Alle Olimpiadi successive ad Amsterdam, il centravanti ligure trovò il modo di far nuovamente parlare di sé i quotidiani di tutto il mondo.

Contro la Spagna: un suo tiro dal limite colpì e spedì in porta due avversari, prima di bucare la rete e nella partita perduta contro l'Uruguay, un suo sinistro da venti metri sfondò la rete avversaria.

Levratto divenne così un idolo per gli olandesi e fu eletto miglior giocatore

Quanto alle squadre di club nel 1925, dopo una buona stagione al Verona (15 gol in 20 presenze) poté scegliere tra Juventus e Genoa , e lì prevalse il suo cuore ligure.

Il Genoa tuttavia, pur con il fascino della squadra più titolata d’Italia, non fu in quegli anni in grado di consentirgli uno scudetto, anche se vi andò vicino in due occasioni: nel 1928, preceduto dal Torino, e due anni dopo, battuto allo sprint dall’Inter, nel primo Campionato a girone unico.

Levratto rimase con i Grifoni per sette stagioni e 188 presenze, segnando 84 gol.

A Genova divenne subito un idolo finché dopo un infortunio non torno' quello di prima e i tifosi presero a contestarlo.

A quel punto fu lui a chiedere di essere ceduto era il 1932 e si fece avanti l'Inter, dove per due anni fece coppia con Meazza, e successivamente passò alla Lazio dove giocò con Piola.

Come allenatore non ebbe gran fortuna peregrinando in molte squadre , unica cosa da ricordare che fu il vice di Fulvio Bernardini alla guida della Fiorentina Campione d'Italia 1955-1956.

Lo sfondareti morì nel 1968, anche li leggendariamente, si dice che ebbe alcuni giorni di delirio

in cui incitava i compagni ad attaccare.

M.P.

 

 

Gallery: 

Cerca nel blog

Ti potrebbe interessare: