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Settore Giovanile: Giocare divertendosi è un dovere!

28 Febbraio 2019

Girovagando qua e là per il web, mi sono "imbattuto" in un mio articolo datato 14 aprile 2014 e rileggendolo mi sono accorto che...  5 anni dopo ... le cose non sono poi tanto cambiate (sigh sigh..) ecco allora che ho pensato di riproporlo... 

 

Guardando le partite di settore giovanile dalla tribuna in mezzo ai genitori, ognuno di noi può farsi un'idea di quale sia la cultura calcistica del nostro paese. Ma non sto parlando di tifo o di maleducazione, sto parlando di quello che la gente che guarda le partite si aspetta dai bambini o ragazzi che scendono in campo.

Bisogna vincere, e fin qui siamo tutti più o meno d'accordo, ma credo che il Settore Giovanile deve riuscire ad andare oltre, se vogliamo che tra qualche anno si veda e si giochi un calcio più divertente, più emozionante. 

Nel nostro paese, sono sempre più convinto che, la gente vada a vedere le partite e non sappia gustarsi lo spettacolo che possono offrire, tutti preoccupati dalle decisioni dell'arbitro, dagli aspetti tattici (anche con i bambini più piccoli...).

Si consiglia sempre ai ragazzi o ai bambini di rischiare il meno possibile (buttala via!... Quando si potrebbe tranquillamente passarla ad un compagno, oppure, passala quella palla!.... Quando magari tentare un dribbling e superare l'avversario potrebbe essere la mossa vincente per quell'azione, ecc.).

Purtroppo si vuole tutto e subito, dimenticandoci che il settore giovanile è una scuola dove i bambini o ragazzi devono fare delle esperienze per poter imparare, esperienze che passano necessariamente per un percorso che prevede degli errori.

Il rinnovamento, il salto di qualità DOBBIAMO farlo fare noi allenatori, avendo il coraggio di differenziarci da quello che pensano genitori e alcuni dirigenti, proponendo ai ragazzi e ai bambini la ricerca di un calcio fatto di gesti TECNICI di qualità , di scelte di gioco intelligenti, di un calcio che mentre lo si GIOCA ci si DIVERTE.

Quindi va bene insegnare a fare le scelte di gioco funzionali allo sviluppo di un gioco che consenta di vincere, ma, ogni età prevede il raggiungimento di determinati obiettivi, e più piccoli sono i nostri giocatori più importante è che provino determinate situazioni di gioco, che si imparano solo provando e riprovando a farle non solo in allenamento ma anche in partita anche se sbagliano e commettono errori.

L'ERRORE è il motore dell'APPRENDIMENTO, commettere errori è una condizione necessaria per IMPARARE.

Oppure pensiamo che Leo Messi da piccolo abbia imparato a dribblare e a saltare l'uomo ascoltando quelli che da fuori gli dicevano: “PASSALA quella palla!!”?

 

Lorenzo Simeoni Allenatore Under 17 e coordinatore del progetto tecnico del LR VICENZA 

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