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Il calcio geniale e ossessivo di Mauricio Pochettino

15 Febbraio 2019

 

E’ uno degli allenatori più desiderati al mondo, Florentino Perez farebbe carte false per portarlo al Real Madrid a giugno, dopo i vari tentativi dello scorso anno dopo l’addio di Zidane, il Manchester United è disposto a pagare la clausola di 45 milioni per farlo diventare il nuovo Alex Ferguson, il Barcellona lo voleva già prima di prendere Valverde e non si è ancora rassegnato per il futuro( ma per i trascorsi dell’argentino ai rivali dell’Espanyol sarà quasi impossibile) ed  anche Roman Abramovich lo vuole al Chelsea in caso di addio anticipato di Sarri.

Mauricio Pochettino è senza dubbio uno dei migliori allenatori in circolazione e non ha ancora nessun trofeo in bacheca, quello che lo rende speciale e corteggiato però, è il suo modo di “ossessivo” di vivere il calcio, l’identità di gioco delle sue squadre, il valorizzare le risorse umane a disposizione, lui il top player lo crea, quasi principalmente dal settore giovanile facendo le fortune economiche dei presidenti che lo hanno avuto.

Di origini piemontesi è nato nel 1972 a Murphy piccolo paesino argentino nella provincia di Santa Fè, la sua carriera calcistica inizia grazie a Marcelo Bielsa, sua fonte d’ispirazione, suo mentore e suo secondo padre come più volte ha dichiarato lo stesso Pochettino.

Il loro primo incontro sembra la scena di un film, accade in un freddo giorno di novembre nel 1987, quando Bielsa allora osservatore del Newell’s Boys girava tutta l’Argentina in cerca di nuovi talenti insieme al collega Jorge Griffa, si presentano alla fattoria dei Pochettino a Murphy alle due di notte per vedere il piccolo Mauricio, che tanto veniva elogiato in città.

Pochi anni dopo Bielsa è l’allenatore del Newell e il piccolo Pochettino ormai cresciuto è il difensore e leader della squadra, dopo l’Argentina va in Spagna all’Espanyol dove diventerà simbolo e bandiera dell’altra squadra di Barcellona, giocherà successivamente in Francia al Psg e al Bordeaux prima di ritornare all’Espanyol dove si ritira nel 2006.

Pochettino calciatore era un leader naturale, un duro in campo, grande carisma, era soprannominato lo sceriffo di Murphy.

 

Pochettino allenatore inizia ufficialmente subito dopo il ritiro ma in realtà era già un allenatore in campo, si racconta che già ventenne discuteva di tattica con Bielsa che spesso si consigliava con lui, un allenatore nato, una vera vocazione che decide di metterla in pratica subito dopo il ritiro, quando rimane a vivere a Barcellona.

Inizia a studiare da allenatore nel 2008, andando  a chiedere consigli al suo maestro Bielsa che nel frattempo era diventato il commissario tecnico del Cile che gli spiega come il lavoro dell’allenatore sia duro e meticoloso, che bisogna  curare ogni dettaglio e non lasciare mai nulla al caso.

Per ottenere il patentino di allenatore però c’è bisogno di un “tirocinio”, che egli svolge all’Espanyol ma da allenatore in seconda della squadra femminile.

La squadra maschile invece nella stagione seguente, sembra destinata ad una clamorosa retrocessione in segunda divisione, e nel gennaio 2009, dopo già due allenatori esonerati, la dirigenza dell’Espanyol si riunisce e nomina Mauricio Pochettino nuovo allenatore, è una mossa disperata, che si rileverà azzeccatissima.

L’Espanyol conquista ben 32 punti in 19 partite ed arriva addirittura decimo in classifica: un risultato clamoroso fino a pochi mesi prima.

Contro il Barçelona di Guardiola e Messi, quello che a fine anno vincerà tutto, i ragazzi di Pochettino compiono una vera impresa vincendo  2 a1 al Camp Nou dopo ben 27 anni grazie alla doppietta di de La Peña, e Pochettino per la stampa diventa l’anti-Guardiola.

A seguito di questo arriva subito il rinnovo di contratto per 3 anni.

Nelle due stagioni successive arrivano altre due salvezze tranquille che portarono ad un nuovo rinnovo fino al 2014, ma dopo un inizio quasi disastroso con solo due vittorie in 13 giornate, il 26 novembre 2012, viene esonerato dal club.

Passano pochi mesi e il 18 gennaio 2013 diventa il nuovo allenatore del Southampton in Premier League.

Anche qui la situazione è simile a quella trovata in Spagna, il club rischia la retrocessione ma anche qui gradualmente riesce a risollevare i Saints, portandoli alla salvezza.

Nella stagione successiva riporta il Southampton nella parte sinistra della classifica, finendo il campionato con un ottimo ottavo posto.

A maggio 2014 viene scelto come nuovo allenatore del Tottenham, la sua attuale squadra.

 

Il calcio di Mauricio Pochettino si può riassumere in quattro concetti fondamentali;

VALORIZZARE I GIOVANI E LE RISORSE A DISPOSIZIONE

«La mia missione è creare una dinastia di talenti», ha più volte dichiarato in varie interviste spiegando il motivo per il quale nelle varie squadre che ha allenato ha sempre puntato e dato fiducia ai giovani del settore giovanile.

Oltre al suo stile di gioco è questa la sua filosofia, quella di puntare sui giovani delle Academy, se un calciatore è bravo non si lascia influenzare dalla carta di identità, lui lo mette in squadra e viene ripagato dal fatto che dando loro fiducia, i giovani danno in campo tutto per lui, d’altronde lui è cresciuto nel Newell’s Boys, dove il settore giovanile conta più di tutto, è lui stesso è l’esempio, quando Bielsa, non esitò a metterlo titolare a soli 20 anni.

Ha fatto le fortune economiche delle squadre che ha allenato, come un re mida del calcio trae il meglio da ogni calciatore che allena, ha trasformato in oro le quotazioni di tanti giovani lanciati, ai tempi dell’Espanyol lanciò Didac Villa e Victor Ruiz poi venduti a Milan e Napoli, anche se in Italia non lasciarono il segno

E' stato il primo ad intuire l’enorme potenziale di Philphe Coutinho che arriva nel gennaio del 2012 all’Espanyol in prestito dall’Inter, eletto miglior giovane del campionato nei sei mesi giocati in Catalogna, 

Sotto la sua gestione Daniel Pablo Osvaldo era un bomber implacabile tanto che la Roma lo acquista nell’estate del 2011

E' colui che a lanciato anche Josè Luis Callejón prima di essere poi ceduto al Real Madrid sempre nel 2011.

La capacità di Pochettino di lavorare con i giovani lo rese il tecnico perfetto per valorizzare l’Academy del Southampton, considerata una delle migliori in Inghilterra.

Ai Sants l’argentino grazie alle sue capacità porta molti milioni nelle casse del club, valorizza il centrocampista Adam Lallana che poi viene ceduto al Liverpool per 31 milioni di sterline e lancia i due giovani terzini (entrambi classe 1995) Luke Shaw e Calum Chambers, venduti a Manchester United ed Arsenal per una cifra pari a circa 60 milioni di euro, e Nathaniel Edwin Clyne venduto per 17 milioni di sterline al Liverpool.

Al Totthenam poi, continua nella sua missione di creare una dinastia di talenti, il primo è Harry Kane un giovane attaccante cresciuto nell’Academy dei Spurs messo titolare a 20 anni quando la società cercava acquirenti per cederlo in prestito e farlo giocare (era vicino al Livorno di Spinelli nell’estate 2014), ora grazie al tecnico argentino è il migliore centravanti del mondo. ma anche Delle Ali, Eric Dier, Danny Rose, Mason.

Non solo giovani del vivaio, con lui sono cresciuti tatticamente anche il difensore Kyle Walker venduto poi al Manchester City per la cifra record di 55 milioni di sterline, il danese Cristian Eriksen, il coreano Son e ha rigenerato il brasiliano Lucas Moura. Il suo straordinario lavoro con i giovani talenti inglesi sta facendo le fortune anche della nazionale inglese.


 

TATTICA E PRINCIPI DI GIOCO

Mauricio Pochettino fin dagli inizi sulla panchina dell’ Espanyol ha utilizzato il modulo 4-2-3-1, duttile, composto da due terzini di spinta forti fisicamente in grado di fare le due fasi e che in fase di possesso si trasformano in vere ali grazie alle continue sovrapposizioni, i due centrali di difesa sono sempre alti e forti fisicamente e quasi insuperabili nel gioco aereo, tre mezze punte, brave e tecniche ad inserirsi negli spazi creati dal unico attaccante, dove nel calcio dell’argentino, il centravanti non deve essere statico, fermo ad aspettare il pallone, ma deve muoversi in continuazione, creando spazio per l’inserimento degli esterni e dei trequartisti che entrano e attaccano l’area avversaria con combinazioni palla a terra, inoltre l’attaccante in fase di non possesso porta la prima pressione sui difensori avversari, questo lavoro lo faceva alla perfezione al Southampton Rickie Lambert e ora al Tottenham, Harry Kane.

Per quando riguarda i principi di gioco, e uno degli allenatori come Klopp, Guardiola, Tuchel che utilizza il cosiddetto “pressing immediato” o con il termine tedesco “Gegenpressing” cioè il pressing che si attua immediatamente una volta perso il pallone e che permette di innescare transizione offensive immediate. Inoltre in fase di non possesso attua un pressing altissimo e si cerca di indirizzare il difensore avversario a passare verso il giocatore sulle fasce, perchè la linea laterale, riduce del 50% le opzioni di gioco dell’avversario e diventa più facile recuperare il possesso, e se il difensore invece lancia lungo per evitare la pressione, il pallone e facile preda dei due centrali che sono forti nel gioco aereo.


 

PREPARAZIONE FISICA

I principi di gioco di Pochettino, transizioni e pressing continuo, sono applicabili solo grazie ad ottima preparazione atletica, che è punto fondamentale nella sua metodologia.

Le sue sedute infatti sono famose perché sono molte dure con spesso tre sedute di allenamento al giorno, con partitelle a tema ad alta intensità, tutti gli allenamenti poi vengono monitorati con i Gps e filmati, grazie a telecamere installate in ogni angolo del centro di allenamento.

 

CURA DEI DETTAGLI, OSSESSIVO, MANIACALE E PSICOLOGO

Mauricio Pochettino è uno degli allenatori di nuova generazione i famosi “laptop trainer” come vengono chiamati gli allenatori che fanno largo uso dei cumputer e tablet per monitorare ogni cosa, passa 12 ore al giorno per perfezionare tutto, tra allenamenti e sedute video, sugli avversari da affrontare raccoglie qualsiasi informazione, posizioni in campo, palle inattive, giocatori più pericolosi, quelli meno forti ecc,,

Lo studio ossessivo degli avversari gli è stato inculcato dal suo maestro Bielsa che già da ragazzo obbligava lui e i compagni a leggere tre giornali sportivi al giorno, studiare gli avversari e a stendere dei report, si racconta che quando aveva 20 anni fu incaricato dallo stesso Bielsa ha preparare un dossier San Lorenzo squadra che doveva affrontare poco dopo, lui fece un analisi dettagliata perfetta, descrisse tutto, fisionomia dei giocatori, movimenti di pressing, schemi su calcio d'angolo , pochi giorni dopo, lo “Sceriffo di Murphy” nella riunione tecnica spiega ai suoi compagni come gioca il San Lorenzo.

Cura ossessivamente ogni piccolo dettaglio, vuole avere il controllo su tutto, monitora il sonno dei suoi calciatori, ogni mattina fa test sulla saliva e questionari su iPad per controllare lo stato di forma di ogni giocatore.

 Ha l’ultima parola anche sul detersivo usato dalla lavanderia del club per le divise della prima squadra è convinto che il profumo e la fragranza facciano la differenza. !!

Fa anche da psicologo per i suoi calciatori, vuole che i suoi ragazzi in caso di qualche problema extra campo non si sottopongano a sedute con psicologi o motivatori, ma desidera che vadano da lui personalmente per discuterne. con lui si può parlare di qualsiasi cosa: dai dubbi calcistici ai litigi con moglie o fidanzata. S l’aspetto sul quale si fonda la sua filosofia di vita del tecnico argentino è la positività sempre e comunque, a tal proposito molti raccontano, che ha una cesta di limoni sulla scrivania dell’ufficio. perchè a suo dire, assorbirebbero le energie negative presenti nell’ambiente.

 

Raffaele Frolli


 


 

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