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L'eroe di Siviglia.

05 Febbraio 2019

Poco prima dell'inizio dell'attuale Champions League , nel 1986, quando ancora la Coppa Campioni era giocata da solo tutte le squadre vincenti del campionato nazionale avviene l'incredibile e cioè che la coppa viene vinta per la prima volta una squadra orientale: la Steaua Bucarest allenata da Emeric Jenei.

Assoluto protagonista di quella partita fu il portiere Helmuth Duckadam.

La vittoria della Steuea è una progressione logica del calcio rumeno : l'Università di Craiova aveva giocato una semifinale di Coppa UEFA nel 1983 ,eliminata dal Benfica grazie al gol in trasferta ( 0-0 e 1-1 ), ed un anno dopo la Dinamo Bucarest era stata eliminata in semifinale di Coppa Campioni dal Liverpool , futuro vincitore della manifestazione.

Nel corso degli anni , i calciatori romeni sembrano aver perso il loro complesso di inferiorità anche grazie alla guida tecnica della nazionale da parte di Mircea Lucescu dal 1981, allenatore che seppe imprimere nuova mentalità e metodologie che fecero crescere i giocatori romeni.

La finale di Siviglia del 1986  ha come grande favorita il Barcellona per tradizione, carisma e per il fattore campo oltre al fatto motivazionale  : nella bacheca della squadra catalana manca solamente la coppa dalle lunghe orecchie.

Il Barcellona allenato dall'inglese Terry Venables arriva alla finale dopo aver faticato non poco con Juventus e Goteborg,  in particolare gli svedesi vengono piegati  ai rigori dopo una a straordinaria rimonta con tripletta di Pichi Alonso.

Anche nell'altra semifinale si assiste ad una rimonta in quanto la Steaua aveva perso in Belgio con l'Anderlecht per 1-0 grazie alla stella emergente Vincenzino Scifo che cominciava ad affermarsi sulla scena internazionale

La finale non fu certo una partita da ricordare per i contenuti tecnici con il Barcellona dove non brilla il suo grande leader Schuster , e una Steaua più preoccupata di distruggere il gioco avversario che di creare qualcosa.

Dopo i 120 minuti regolamentari si arrivo' ai rigori in un clima favorevolissimo agli spagnoli in quanto lo stadio “Ramón Sánchez Pizjuán” di Siviglia, era affollato da 60 mila tifosi catalani contro qualche migliaio di rumeni.

Il primo rigore toccò alla Steaua, ma Majearu lo sbagliò. Poi Duckadam compì il primo miracolo suAlexanko, Urruti intercettò il tiro di Bölöni e di nuovo il portierone romeno fermò il tiro di Pedraza.

Dopo quattor rigori ancora zero a zero.

Tocca a Lacatus , futuro giocatore della Fiorentina sbloccare la situazione mentre il portiere della Steaua para anche l terzo rigore tirato da Pichi Alonso.

Balint mette a segnò il 2 a 0 e Duckadam parò anche il quarto rigore di Marcos Alonso, compiendo un’impresa storica e diventando in quel momento un eroe nazionale.

Proprio quella partita fu pero' l'ultima  ad alto livello del portiere della Steaua.

Sul perché Duckadam finì improvvisamente la sua carriera molte sono le leggende smentite e non anche dalle dichiarazioni successive del portiere, timoroso forse di ritorsioni verso sè e la sua famiglia.

Le leggende parlano di una mercedes che gli fu regalata da un tifoso del Real Madrid cosa che gli costò la rottura del braccio ordinata dal figlio del dittatore Ceausescu, in quanto nessuno poteva possedere nel regime dell'epoca una tale vettura.

La realtà sembra essere che Duckadam è stato colpito da un aneurisma e che a causa di questo non ha più potuto giocare

Dopo pochi mesi dovette tornare al suo villaggio come un cittadino normale, lavoro' nella pollizia ma non abbandonò il mondo del calcio perchè divenne presidente di un piccolo club ( il Vagonul ). Successivamente l'oligarca romeno Becali lo volle come presidente della Steaua carica che ricopre tuttora.

M.P.

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