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NSC: Bella Napoli

31 Gennaio 2019

Dopo 21 giornate il Napoli ha 6 punti in meno (48 contro 54) rispetto a un anno fa. Segna un po’ meno (6 gol) e incassa un po’ di più (5).

Bastano questi tre dati per capire come le cose siano totalmente cambiate rispetto all’anno scorso, quando in panchina c’era Maurizio Sarri.

Sono dati negativi, certo, ma è anche vero che chi punta il dito su Ancelotti lo fa perché si ferma alla superficie. Non siamo qui per dire chi è più bravo tra Carletto e l’attuale tecnico del Chelsea, ma per sottolineare che quando una squadra cambia guida, ci vuole un periodo di rodaggio.

Sarri è un maestro sul piano del gioco: il suo sarrismo è ormai una filosofia certificata, pure dalla Treccani che l’ha inserito come termine nel proprio vocabolario: “La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva”. In tre anni, pur non vincendo nulla, il suo Napoli ha incantato.

Però il gioco serve se porta anche alle vittorie. A questo avrà pensato De Laurentiis, quando ha deciso di lasciare andare Sarri per sostituirlo con Ancelotti, uno dei tecnici più vincenti della storia.

Carlo ha accettato una sfida pericolosissima: guidare una squadra “normale”, ovvero non la più forte, come gli era successo negli anni con Chelsea, Real e Bayern Monaco.

Ma Ancelotti nel suo lavoro è un numero uno e sa quello che fa. Pur avendo un modo completamente diverso da quello del suo predecessore, è riuscito già a conquistare la squadra e il popolo azzurro, anche se i risultati non sono quelli sperati: fuori da Coppa Italia e Champions, con lo Scudetto già cucito per ¾ sulla maglia della Juve. In questi ultimi sei mesi il Napoli dovrà salvare il salvabile: consolidare il secondo posto e andare più avanti possibile in Europa League.

Sarà poi la prossima stagione quella vera, quella in cui Ancelotti non può sbagliare. Dopo un anno di rodaggio, infatti, il Napoli di Carletto dovrà essere protagonista in tutte le competizioni, con l’obiettivo di portare a casa almeno un titolo. In più De Laurentiis, fin dove possibile, accontenterà il tecnico sul mercato (sicuramente Malcuit e Verdi non erano sul suo taccuino quest’estate).

Chi critica Ancelotti, quindi, sbaglia. È un po’ come chi critica Sarri al Chelsea, che dopo una super partenza è entrato in un periodo buio. Lasciamoli lavorare in pace, che questi due sanno benissimo quello che stanno facendo. Sicuramente meglio di noi.

 

Napoli di Sarri vs Napoli di Ancelotti, quale preferite?
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Andrea Bonso
@abonstweet

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