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Nuno Espirito Santo

22 Gennaio 2019

Nel 1996 in Portogallo Jorge Mendes un ex calciatore portoghese fonda una società di procure sportive la GestiFute.

Mendes non tanto dotato come calciatore aveva avuto una carriera di basso rilievo nelle serie minori portoghesi, forse non era bravo con piedi ma di calcio capiva e anche tanto, e aveva uno straordinario fiuto per gli affari, tanto che quando giocava nella seconda divisione portoghese, nel Viannense chiese alla società al posto dello stipendio di gestire personalmente lui le vendite della pubblicità intorno allo stadio, triplicando i suoi ai guadagni.

Il suo primo grande affare da procuratore sportivo si concluse lo stesso anno con il trasferimento del portiereNuno Espírito Santo, tra l'altro suo grande amico, dal Vitória de Guimarães al Deportivo La Coruña .

Vent’anni dopo nel 2016, Jorge Mendes è forse l’uomo più potente del calcio mondiale è la GestiFute ha un fatturato di circa 400 milioni l'anno e cura gli interessi dei migliori top player del mondo come Cristiano RonaldoDi María, Thiago Silva, James Rodríguez, Falcao e Diego Costa e anche Josè Mourinho per citarne alcuni, quando convince il suo amico è socio il cinese miliardario Guo Guanchang, che guida il colosso cinese Fosun e già detentore del 20% delle quote della Gestifute ad acquistare per 45 milioni di sterline la squadra inglese del Wolverhampton che militava Championship la serie B inglese e che era reduce da un quattordicesimo posto l’anno prima.

L’obiettivo di Mendes era quello di allargare i suoi affari anche in Cina, e di “piazzare” alcuni dei suoi assistiti nel club inglese, ma quello che convinse i cinesi all’acquisto erano i guadagni che avrebbero ottenuto in caso di promozione, il club inglese incassava una cifra compresa tra 120 a 170 milioni, più i diritti televisivi che si aggiravano sui 90 milioni di sterline per una squadra medio piccola che militava in Premier League.

Il primo anno la stagione 2016/17 è stata fallimentare con una mancata promozione, e tre allenatori esonerati compreso Walter Zenga.

Nella stagione successiva 2017/18, per puntare alla promozione in Premier, Mendes suggerisce ai “Wolves” di ingaggiare il suo ex portiere e suo vecchio amico diventato da qualche anno un bravo allenatore, Nuno Espirito Santo.

 

Nuno Espirito Santo, classe 1974 è un personaggio enigmatico, barba lunga e grigiastra, e fisico tipico da portiere, alto 1,88 e spalle grandi, dal suo passaggio al Deportivo La Coruna nel 1996, primo affare del manager portoghese di strada ne ha fatta tanta, in Spagna è rimasto sei anni, ma il Deportivo lo manda due volte in prestito, due anni al Merida e uno all’Osasuna, perché chiuso nel ruolo di portiere da Jacques Songo'o prima e José Francisco Molinapoi.

Nel luglio 2002 torna in patria al super Porto di Josè Mourinho, per fare da secondo al titolare Vitor Baia.

Al Porto vince due campionati portoghesi, una Coppa Uefa e la Champions League anche se non da titolare, ma sarà protagonista della vittoria della Coppa Intercontinentale nel dicembre 2004, quando entra in sostituzione di Vítor Baía infortunato durante il primo tempo supplementare della partita contro l'Once Caldas, vinta dai portoghesi ai rigori (8-7) dopo lo 0-0 nei 120 minuti, giocherà poi due anni in Russia allo Dinamo Mosca per poi ritornare in Portogallo al Porto dove si ritira nel 2010.

Dopo il ritiro decide di intraprendere la carriera di allenatore, il suo primo incarico però è quello di preparatore dei portieri al Málaga nel 2010, poi a novembre dello stesso anno fa da assistente all’allenatore portoghese Jesualdo Ferreira al Panathīnaïkos.

La sua prima occasione da capo allenatore arriva nel maggio del 2012 quando gli viene affidata la panchina del Rio Ave.

Nuno ha dichiarato più volte, che il suo modello di riferimento come allenatore è Josè Mourinho, “è la mia più grande fonte di ispirazione, da lui ho appreso la voglia di vincere”. “È stato il primo a dimostrare la qualità dei manager portoghesi e ci ha permesso di avere una possibilità lontana dal nostro paese."

Nel periodo in cui l’ex portiere ha giocato nel Porto tra il 2002 e il 2004, ha potuto assistere da vicino all’ascesa dello “special one”, ha appreso tutto, sia la metodologia di allenamento usata da Mourinho e il preparatore atletico Rui Faria la famosa “Periodizzazione tattica” sia il modello di gestione del gruppo, poi da secondo portiere andava quasi sempre in panchina, era una sorte di elemento aggiunto dello staff del portoghese, aveva modo di studiare da vicino il comportamento di Mourinho in panchina, ad esempio come gestiva la squadra, le contromosse che adottava se si andava in svantaggio, se si restava in inferiorità numerica, i discorsi fatti alla squadra tra primo e secondo tempo, quando fare i cambi, quando mettere “pressione” all’arbitro, tutte cose che poi che ha messo in pratica una volta diventato primo allenatore

. «Sedere in panchina per la maggior parte del tempo mi ha dato nuove prospettive, mi ha permesso di vedere il gioco e lo spazio in modo diverso e mi ha aiutato nell’intendere il gioco come faccio ora» ha spiegato così la sua visione del calcio e ha riconosciuto la particolare importanza di quel periodo.

Quando arriva al Wolverhampton nel maggio 2017, ha un’etichetta enorme con la scritta “raccomandato” attaccata sulla schiena, per i maligni è un uomo di Jorge Mendes e anche la stampa inglese non usa giri di parola per ricordare che l’ex portiere ha allenato solo squadre cosiddette amiche della Gestufute, Rio Ave, Porto e il Valencia.

Egli però ha sempre smentito con i fatti che sarà anche amico di Mendes ma di calcio capisce e anche tanto ottenendo sempre ottimi risultati dove ha allenato. Nel suo anno al Rio Ave arriva in finale di Coppa di lega portoghese e di Coppa di Portogallo perdendo entrambe le finali contro il Benfica qualificando la squadra in Europa League, al Valencia nel 2014/15 arriva nell’indifferenza generale, da perfetto sconosciuto, i tifosi ancora scossi dall’addio di Pizzi si chiedevano chi fosse, e che sedeva sulla panchina del Valencia solo perché il proprietario Peter Lim era socio e amico di Jorge Mendes"Il nostro calcio sarà organizzato, equilibrato e combattuto" dice nel giorno della presentazione, disputa una buona stagionee riesce nell’impresa di battere in rimonta 2 a 1 il Real Madrid di Ancelotti e di Cristiano Ronaldo, che arrivavano al match con una striscia di 22 vittorie consecutive.

Anche in Inghilterra sarà lo stesso, il suo Wolverhampton domina il campionato dalla prima all’ultima giornata, sfiorando i 100 punti, vincendo il campionato con 99 punti, con il miglior attacco (82 reti segnate), la miglior difesa (39 reti subite) e la miglior differenza reti, con 24 partite in totale terminate senza subire reti (clean sheet).

Il giocatore fondamentale di quella vittoriia è stato il fantasista Ruben Neves.

Il Wolwes targato Nuno Espirito Santo ha giocato un calcio alla Guardiola, con principi di gioco tipici del allenatore catalano: possesso palla, riconquista immediata della palla una volta persa, con un pressing e ritmi alti che hanno messo in difficoltà gli avversari.

Anche se in carriera Nuno ha dimostrato di essere un allenatore “versatile” cioè bravo a utilizzare più moduli, nella stagione nella promozione in Premier League ha quasi sempre schierato gli inglesi con il modulo di partenza 3-5-2 cercando di imporre sempre il loro gioco a prescindere dall’avversario d’affrontare.

Nelle sue idee tattiche il Wolverhampton deve giocare sempre il pallone, e sfruttare ogni singolo possesso per mettere pressione agli avversari con attacchi veloci e improvvisi, al portiere Ruddy veniva chiesto di non rinviare quasi mai il pallone, ma darla spesso a Coady o a Neves per impostare l’azione dalla propria trequarti, abili anche nei lanci lunghi, i due giocatori hanno facilitato la squadra sia nell’imporre il proprio gioco partendo da situazioni di possesso palla con la costruzione dal basso, sia in rapide transizioni offensive, ribaltando rapidamente una situazione difensiva in una offensiva.

Nella stagione 2018/2019 il Wolverhampton sta imponendo il suo calcio anche in Premier League, rafforzato in estate da calciatori di esperienza come il portiere del Portogallo Rui Patricio e il fantasista portoghese João Moutinho entrambi della scuderia Mendes.

L’allenatore portoghese si è confrontato da outisider con i migliori allenatori in circolazione, senza sfigurare, ha fermato il Manchester City di Pep Guardiola, 1 a 1 casalingo, è andato a pareggiare all’Old Trafford contro il Manchester United del suo mentore Mourinho, è andato a vincere per 3 a 1 in casa del Tottenham di Mauricio Pochettino, impressionando tutti per il gioco espresso, ha battuto 2 a 1 il Chelsea di Maurizio Sarri. e inoltre ha eliminato il Liverpool di Jurgen Klopp in FA CUP vincendo 2 a 1 al Molineux Stadium,

Nuno Espirito Santo sta dimostrando con i fatti di essere davvero bravo, preparato e competente e pronto per un top club, e che ne calcio puoi avere anche amici importanti, ma sei non sei capace e hai una forte personalità non farai tanta strada.

Raffaele Frolli

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