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Come allenare l'aspetto cognitivo nel calcio

02 Gennaio 2019

Un aspetto importante da porci come obbiettivo penso possa essere la “velocità di
risposta mentale” ad una o più situazioni, cioè la velocità di pensiero.
Lo scopo è far acquisire ai giocatori una maggiore velocità di decisione durante
l'incontro in modo da unire sicurezza e rapidità di risposta.
Più neuroni vengono attivati durante le sedute di allenamento e minore è il tempo in cui il giocatore riconosce i pensieri ancora inconsci, abituandolo in tal modo ad un maggiore livello di concentrazione.
Il meccanismo dell’attenzione può “accendere” o attivare alcune aree della corteccia
cerebrale e l'incremento del livello di eccitazione può favorire la durata delle risposte delle cellule nervose di cui sono composte; in sintesi più si stimola il giocatore con esercitazioni innovative e curiose più il suo cervello elabora velocemente il concetto stesso, e di conseguenza si avrà sicuramente un risultato più soddisfacente in termini calcistici di gioco.
Mi piace proporre delle esercitazioni in cui predomina l'uso del pallone in spazi
stretti, con frequenti e continui cambi di regole. Cerco quindi di raggiungere
l'obbiettivo della seduta di allenamento attraverso stimolazioni continue con la
funzione di celare le regole di gioco spesso divertenti e mirate a contrastare la noia,
richiedendo tuttavia un forte impegno cognitivo.
Tante situazioni diverse nello stesso esercizio incrementano l'attività neurale della
squadra, che si deve abituare ai vari cambiamenti proposti mantenendo intensità e
qualità di sforzo elevate.
Desidero che i giocatori “pensino” in continuazione e si rendano conto dello sforzo
richiesto solo alla fine della seduta.
Spesso propongo esercitazioni situazionali, cioè che simulano situazioni concrete in
presenza di avversari che creano azioni di disturbo come accade in partita, adotto
poche strategie tattiche che non soffochino la fantasia nel trovare soluzioni sia in
fase difensiva che offensiva, ad uno o due tocchi, in spazi ristretti.
Già a partire dalla fase di riscaldamento richiedo ai giocatori un notevole sforzo di
attenzione.
Il giocatore deve abituarsi a pensare costantemente ed è fondamentale che tutta la
squadra venga coinvolta in questo “pensiero”, affinché la qualità dell'allenamento
rimanga elevata. Per questo motivo faccio sempre attenzione ai giocatori che
vengono poco impiegati nella partita, rivolgendo loro ulteriori incitamenti affinché
non perdano la necessaria concentrazione e fiducia e continuino così a fornire il loro
personale contributo alla realizzazione dell'obiettivo comune.
E' necessario creare in allenamento le regole in relazione a ciò che si vuole ottenere
in partita ufficiale, alternando e variando gli stimoli per ritrovarsi al momento della
gara con un' adeguata “carica” cognitiva.
Un segno rivelatore dell'aumento della velocità di pensiero dei giocatori è il continuo
miglioramento della loro capacità propositiva come per esempio saper gestire un
maggior numero di passaggi nel possesso palla o nei vari torelli psicocinetici.
Nelle esercitazioni che propongo inserisco spesso la psicocinetica,essa è una scienza
che studia i rapporti psichici e lo spazio, cioè i punti di contatto tra un ragionamento
(psico) e un movimento (cinesi). 
Durante la partita, il calciatore è soggetto a migliaia di stimoli di varia natura ai quali
deve rispondere in modo corretto ed il più velocemente possibile. Il calcio è uno
sport caratterizzato dall'imprevedibilità: in ogni istante si presentano nuove
situazioni con le quali il calciatore si deve rapportare e alle quali deve rispondere in
maniera adeguata.
All'inizio le esercitazioni saranno di facile soluzione e divertenti, ma il grado di
difficoltà aumenterà progressivamente.
I momenti più opportuni per proporle sono all'inizio dell'allenamento o nel
riscaldamento di inizio settimana, quando la mente non è appesantita, e al sabato
mattina come richiamo.
Vi propongo un'esercitazione che pone come obbiettivo la reattività mentale (vedere foto gallery allegata).

Regole:

• due palloni in gioco in ciascun campo, uno scorre rasoterra con passaggi
effettuati di piede, l'altro scorre per via aerea con passaggi effettuati con le
mani;
• nel Campo A il goal è valido se effettuata con i piedi con il pallone che scorre
rasoterra e con la testa con il pallone aereo;
• al primo fischio dell'Allenatore sempre sul campo A, solo coloro che hanno il
possesso del pallone rasoterra invertono la porta da attaccare;
• al secondo fischio, il cambio porta vale solo per il pallone giocato con le mani;
• al fischio prolungato dell'Allenatore chi stava giocando nel Campo A si
trasferisce in allungo sul Campo B e viceversa;
• sul Campo B si gioca sempre con un pallone che scorre rasoterra ed uno aereo
con le mani, goal nelle tre porticine,
Svolgimento:
due squadre divise in due Campi diversi si affrontano con le seguenti modalità:
nel Campo A si disputa una partitina 6vs6 + i rispettivi portieri;
nel Campo B si gioca 5vs5;
Durata: 3 serie da 8' con recupero tra le serie di 2'
Spazio: campo A 40 x 30, campo B è un triangolo come da figura.

Crespo Fabio 

 

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