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La concentrazione del Portiere

02 Dicembre 2016

Si sa che il ruolo del portiere è molto particolare e completamente diverso da tutti gli altri: stare lì soli davanti ad una porta e poter contare solo su se stessi rende questo ruolo decisamente il più complicato. Ed ecco che in questo caso la concentrazione ricopre un ruolo fondamentale. Può succedere che durante una partita tra un intervento e l’altro passi tanto tempo, il problema quindi si concentra su un aspetto ben specifico: come essere pronti mentalmente ogni qualvolta si è chiamati in causa? È possibile quindi “allenare” la concentrazione?

E’ una domanda che viene spesso posta ai nostri psicologi dello sport, per questo oggi faremo chiarezza su questo tema insieme a Matteo Vagli, psicologo dello sport, socio e co-fondatore di Ment&Sport:

La concentrazione è un tema centrale nello sport e, in particolare nel ruolo del portiere, mantenerla non è affatto semplice. Come ben sapete, un portiere può compiere pochi interventi nell’arco di un’intera partita e, in quei momenti, deve sempre farsi trovare pronto.

Innanzitutto, sfatiamo un mito: la concentrazione non si può mantenere per tutta la durata della partita. Proprio così! Proviamo ad immaginare la concentrazione come un flusso: non è qualcosa di statico ma, anzi, è totalmente dinamica! Questo flusso, quindi, avrà dei momenti di picco e dei momenti di calo. Il trucco non è perciò pretendere di non avere cali di concentrazione, ma essere capaci nel recuperarla istantaneamente, quando questa va diminuendo. Come? Ognuno di noi ha un proprio metodo. Esistono dei segnali, strettamente personali, che ci comunicano il nostro calo di concentrazione. Se impariamo a leggerli, se impariamo ad osservarci, ecco che siamo in grado di cogliere questi segnali e, di conseguenza, far loro fronte efficacemente!

Altro consiglio che posso dare ai portieri più pratico, è quello di fare la telecronaca della partita. Per evitare che la mente vaghi: seguite le azioni dei compagni facendone una telecronaca mentale. Questo vi aiuterà a restare in partita, evitando grossi cali di concentrazione.

Mi raccomando, imparare a recuperare la concentrazione non è affatto facile! Si tratta di un processo di autoconsapevolezza lento e complesso ma, se portato avanti con dedizione, mostrerà senz’altro i suoi frutti!”

Proprio per questo motivo non dovete assolutamente preoccuparvi se non riuscite ad applicare questi piccoli consigli, e fateci sapere se avete riscontrato risultati, difficoltà, o se volete saperne di più! Scriveteci a. info@mentesport.net.

Mente&Sport

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