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QUANDO LA NORVEGIA BATTE' IL BRASILE AI MONDIALI

12 Settembre 2014

Non è passato molto tempo da quando la Norvegia , il nostro avversario di mercoledì scorso, sconfisse il Brasile per 2-1 ; era il mondiale del 1998 in Francia e la Norvegia  fu poi eliminata dall'Italia.

Quella vittoria divenne storica per il calcio Norvegese e per il suo timoniere Egil Olsen che porto' la sua rappresentativa fino al secondo posto nel ranking FIFA , lasciando alla fine di Francia '98 dopo aver fatto registrare 44 vittorie, 27 pareggi e appena 16 sconfitte.

Olsen trasformò il gioco della Norvegia imponendo uno stile più diretto , un 4-5-1 basato sulla ripartenze veloci , palla lunga su Flo (un gigante ) affiancato da rapide ali e centrocampisti pronti ad inserirsi.

Olsen fu uno dei primi ad utilizzare le riprese televisive per studiare gli avversari e le situazioni calcistiche.

Il suo approccio scientifico al calcio lo portò a considerare che i gol venivano segnati in maggior parte su ripartenze che non a difesa schierata e per questo privilegiava un calcio difensivo in cui il contropiede rapido costituiva la parte offensiva.

Diceva spesso che preferiva un giocatore specializzato ( eccellente nel colpo di testa , eccellente nel dribbling , eccellente nella velocità … ) piuttosto che un giocatore completo.

La cronaca di quella partita storica per i “rossi” di Norvegia parla di una Norvegia che per 80 minuti si rende poco pericolosa contro un Brasile svogliato accesso solo da un'invenzione di Denilson che manda in rete “Lagrima” Bebeto .

Poi ,trascinata da un grande Tore André Flo la Norvegia pareggia, ed infine vince  allo scadere grazie ad un rigore di Rekdal , fischiato per fallo sempre su  Flo.

E' festa grande, al Velodrome mentre  piangono i giocatori del Marocco a Saint Etienne perché la qualificazione è scappata loro proprio in extremis dopo una grande inutile vittoria sulla Scozia.

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